rotate-mobile
Giovedì, 30 Maggio 2024
Politica

La Provincia “dà i numeri” per dodici mesi di politiche amministrative

Da Palazzo dei Celestini si traccia un bilancio dell'anno che si conclude e si puntualizzano i risultati raccolti, con particolare attenzione per il taglio ai costi della politica, su cui Antonio Gabellone si è mosso d'anticipo

LECCE - Il dibattito resterà aperto a prescindere come il dubbio irrisolto che c’è all’origine di ogni discussione: le province hanno effettivamente una loro logica utilità o sono ormai l’ente intermedio che non serve al sistema Italia? Le risposte al quesito certamente saranno differenti e contrastanti. Fatto sta che l’anno che si chiude ancora una volta non sanerà il dilemma, nonostante da più parti ci sia una pressione per portare i nodi al pettine. E così al termine del 2011, la Provincia di Lecce “dà i numeri”, tracciando il profilo della propria attività degli ultimi dodici mesi e provando a rivendicare i meriti del proprio percorso amministrativo. Senza paura di concedersi all’enfasi, esponendo quelli che definisce i propri “successi”.

In qualche caso, forse si eccede come un po’ nel gioco della politica, ma da Palazzo dei Celestini si ripercorrono le tappe dei singoli settori, a partire dai 100 milioni euro per il tanto discusso “Piano per il Sud” (rimasto al momento più nei proclami e nelle polemiche fra gli schieramenti, che nella concretezza delle opere da mettere in campo, ndr), passando per i 40 milioni per lo shuttle Lecce – Brindisi a servizio dell’aeroporto. Nell’ambito della formazione professionale, occhi puntati su 24,5 milioni di euro di corsi, tirocini e opportunità di inserimento nel mondo del lavoro, “cifra – come puntualizzano da Palazzo dei Celestini - mai raccolta e mai investita dalla Provincia di Lecce” e i 17 milioni di euro di bandi già avviati.

Ci sono poi gli interventi nell’edilizia scolastica, con i circa 7 milioni di euro ottenuti dal Ministero della pubblica istruzione: la Provincia ha piazzato 9 progetti tra i primi 23 del Sud Italia meritevoli di finanziamento: “Una cifra mai utilizzata per le scuole della Provincia – ribadiscono - neppure in più anni messi insieme”. Dall’ente si ricorda il proprio ruolo nella proroga della Cassa integrazione Adelchi, nella vicenda degli immigrati stagionali di Nardò “Boncuri”, nella mediazione per la risoluzione della vertenza “Bat” (a fianco di Palazzo Carafa), e all’intervento per i lavoratori dell’Oncologico di Lecce.

Tra i risultati rivendicati, l’avvio del risanamento delle partecipate, da Salento Energia alla Stp, sino all’Ico “Tito Schipa”. Un atteggiamento allargatosi anche alla risoluzione del debito finanziario dell’ente, con una politica di rigore e risparmio per arginare le insussistenze scoperte nei bilanci del passato (su cui peraltro esiste ormai una polemica sfiancante con il centrosinistra sulla reale consistenza del “buco”, ndr), per ulteriori 7 milioni di euro di debiti ripianati con tagli ai costi della politica, alle consulenze, agli incarichi.

Ed è proprio su questo punto che si gioca la principale partita dell’amministrazione Gabellone, che ribadisce di aver anticipato con una “rivoluzione” il dibattito sui costi della politica, tanto di attualità a livello nazionale: con la “cura” del presidente, nel quinquennio sono state ridotte le spese di staff del 38% (con 58.225 mila euro annui al portavoce a fronte dei circa 95 mila del predecessore), del 35% sugli altri componenti (16 mila euro annui contro i 45 mila della precedente gestione), e l’annullamento delle consulenze per un risparmio di altri 37 mila euro. All’anno, dunque, il totale dei costi di staff equivale a 353.338,72 euro, che per cinque anni portano a 1.776.693,60 euro, con un risparmio di 1.041.762,30 euro, pari al 37% di spese in meno rispetto al passato.

A questo, si aggiungerebbe la rinegoziazione di tutti i contratti luce, gas, telefono, per un ulteriore risparmio di 400mila euro all’anno, il taglio lineare, sin dall’insediamento della giunta GabelloneIMG_3813-2, del 30% di tutti i compensi della parte politica (Presidente, giunta, consiglio) e l’azzeramento di tutti i consigli di amministrazione delle società partecipate, con l’eliminazione in alcuni casi di ben cinque nomine per ogni società (per un ulteriore risparmio all’anno di 450mila euro, che in cinque anni diventano oltre 2milioni e 200mila euro).

A questi dati, la Provincia aggiunge l’impegno per la valorizzazione del patrimonio, l’attenzione al turismo con il +10% medio dei flussi turistici e l’anno da record per “Salento in bus” (95mila biglietti, +41% in un solo anno), il restyling funzionale del sito internet istituzionale; le politiche per l’ambiente e il territorio, le strade e le infrastrutture realizzate, con particolare riguardo all’impegno profuso nella vicenda del raddoppio della “275”.

E ancora le relazioni con gli altri enti e territori, l’attenzione allo sport, le politiche sociali con il “Microcredito di solidarietà” per 134 famiglie, il lancio dei “Prestiti fiduciari agli studenti”, la “Guida anti-stalking”, il campo estivo per ipovedenti e altre iniziative per minorati della vista, le campagne contro il gioco d’azzardo, la dipendenza dalle droghe e la tutela dei diritti dei minori. L’impegno per gli eventi con “La Notte della Taranta” a Lecce, la “Focara di Novoli”, il “Capodanno dei Popoli”, la “Notte di San Rocco” di Ruffano, l’“Italia Wave Festival”, la stagione lirica di tradizione e quella estiva, sino al debutto di “Salento Festival”.

 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La Provincia “dà i numeri” per dodici mesi di politiche amministrative

LeccePrima è in caricamento