"La Provincia renda ben visibili gli autovelox sulle strade provinciali"

L'ordine del giorno sarà portato nel prossimo Consiglio. "Non devono essere strumenti per fare cassa, ma deterrenti"

Una strada provinciale

LECCE - Attivarsi nei confronti dei dirigenti e dei responsabili della Provincia di Lecce competenti in materia per trovare nuovi accorgimenti, oltre a quelli già a disposizione, per rendere ben visibili, di giorno e di notte, i rilevatori elettronici sistemati sulle strade gestite da Palazzo dei Celestini, che ricoprono circa 2mila e 200 chilometri di territorio.

E’ il tema dell’ordine del giorno che sarà presentato al prossimo Consiglieri provinciale dal Nunzio Dell’Abate e Sergio Signore, che siedono fra i banchi del Pd.  La richiesta di un impegno preciso da parte della Provincia, nasce dopo il recente rinnovo del contratto d’appalto con la Vigeura Srl di Parabita (deliberazione consiliare numero 5 del 4 marzo), già sottoscritto nel settembre del 2013, per l’affidamento del servizio a 360 gradi di otto sistemi di rilevamento automatici di infrazione al codice della strada (fornitura e noleggio, installazione, manutenzione ordinaria e straordinaria).

Forse non tutti sanno che, nell’ambito del cosiddetto “Progetto autovelox”, nel corso dell’intero 2015, sono state ufficialmente elevati dal corpo di polizia provinciale 56mila 731 verbali, per 7 milioni 369mila e 953 euro di sanzioni notificate. Decurtando 729mila 442,09 euro per versamenti effettuati beneficiando della riduzione del 30 per cento prevista dal codice e altri 87mila 323,59 euro per verbali archiviati, le casse provinciali vantano un esigile di 6 milioni 553mila 187,32 euro. 

I consiglieri del Pd ricordano che l’obiettivo (quello dichiarato, almeno) dei rilevatori automatici della velocità dovrebbe essere di costituire un deterrente per gli automobilisti affinché rispettino le norme del codice della strada, mirando a una diminuzione degli incidenti, e non di elevare multe con il solo fine di fare cassa (accusa spesso mossa proprio dagli utenti della strada). Da qui l’idea che sia necessario far comprendere ai cittadini che tali accorgimenti tendono a migliorare la sicurezza stradale.

Già a margine nel precedente Consiglio provinciale Dell’Abate aveva criticato aspramente il presidente Antonio Gabellone, usando anche la leva degli incassi derivanti dalle multe. “Non ha saputo spiegare come mai – aveva detto -, in piena emergenza occupazionale, continui a dare lavori all’esterno, anche di poco conto, anziché investire gli operai di Albaservice, la cui precarietà è ormai evidente”.

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E ancora, toccando nel vivo l’argomento degli autovelox, aveva commentato: “Non ha saputo spiegare neanche come mai vengono introitati milioni di euro dalla riscossione delle sanzioni per violazione al codice della strada, quando poi le strade provinciali versano in uno stato a dir poco indecoroso e sempre più insicuro per l’incolumità degli automobilisti. Somme – aveva ritenuto - che ben potrebbero essere utilizzate, attraverso le maestranze di Albaservice, per manutenere e ripulire le arterie stradali”.

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