La Regione Salento non molla. E parte il tesseramento

Dopo lo stop in Cassazione, il movimento guidato da Pagliaro ribadisce la fiducia nella battaglia e "apre" all'idea di partecipare alla contesa politica. Via al tesseramento: da dieci a mille euro

paglia
LECCE - Dalla battaglia referendaria alla competizione politica, il passo potrebbe essere non lontano per i promotori della "Regione Salento".

Ad una settimana dalla bocciatura da parte della corte di Cassazione della proposta di referendum (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=25446) il movimento riparte con la volontà esplicita di proseguire nella battaglia e di osservare, con occhi attenti, ciò che accade negli schieramenti, non escludendo l'eventualità di avvicinarsi all'uno o all'altro, oppure magari di rimanere in mezzo.

Il comunicato diffuso dal direttivo, al termine di un incontro tenuto questa mattina non offre alcuna certezza ma tante possibilità di lettura, con un minimo comun denominatore: l'impegno martellante di questi mesi, anche in termini di visibilità, non può andare disperso.

Nessuna presa di posizione, per il momento - almeno fino a quando l'imminenza della prima campagna elettorale non porterà ad una scelta di campo o ad una discesa in campo - ma la consapevolezza che la politica è un interlocutore naturale, i cui protagonisti dovrebbero però recepire i valori e il "sogno" del comitato promotore, la creazione della regione Salento, separata dalla Puglia.

"Ma al di là della strategia complessiva - è scritto nel comunicato - le scelte dei singoli saranno rispettate. Singoli in tanti casi rafforzati nella visibilità, nella qualità' delle relazioni e nello spessore umano e politico dalla militanza nel movimento. Singoli liberi di continuare a combattere questa battaglia in qualsiasi schieramento, in qualsiasi competizione elettorale".


Nessun vincolo, dunque, per coloro che non dovessero resistere al richiamo della sfida elettorale. Senza dimenticare però di gettare il seme della regione Salento nelle formazioni politiche alle quali eventualmente aderiranno. Del resto, un movimento che porta avanti rivendicazioni identitarie può tranquillamente pescare tanto a destra quanto a sinistra e mettere sul tavolo della trattativa politica un obiettivo al quale non si può derogare. Più o meno come fa Bossi con il federalismo.
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Intanto è stata aperta la prima campagna di adesione al movimento: le tessere avranno un costo simbolico di dieci euro per gli associati ordinari - cinque euro per i giovani fino a 30 anni e i seniores oltre i 65 anni; cinquanta euro per i dirigenti, cento per i sostenitori e da cinquecento a mille euro per le tessere Gold, "introiti che serviranno a sostenere le spese di sovvenzionamento delle iniziative del movimento".

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