"La sinistra alza le tasse, noi le abbassiamo"

Nella conferenza di oggi Adriana Poli Bortone e Paolo Perrone hanno criticato il centrosinistra in tema di fisco, spiegando come il Comune di Lecce abbia abbassato l'Ici nelle fasce disagiate

Sala "Giotto" gremita, nell'hotel Tiziano, questa mattina. Adriana Poli Bortone e Paolo Perrone, sindaco e vicesindaco, convocano una conferenza e in materia fiscale sparano a raffica su tutto il fronte del centro-sinistra: Governo, Regione, Provincia. "La sinistra alza le tasse, noi le abbassiamo. Anzi, togliamo l'Ici" attacca la Poli, che poi punzecchia gli avversari: "Noi e la sinistra siamo modelli differenti". In particolare, al sindaco del capoluogo non scende giù il decreto "milleproroghe". "I Comuni del centrosinistra hanno sforato il patto di stabilità ed il governo è intervenuto con una sanatoria, facendo finta di niente. Una sanatoria pesantissima - prosegue il primo cittadino - che ha rimesso nella legalità i suoi Comuni, penalizzando quelli virtuosi, come Lecce".

Già nei giorni scorsi Adriana Poli Bortone aveva scritto a Leonardo Domenici, presidente dell'Anci, chiedendo una presa di posizione ferma e univoca verso la Finanziaria. "E' curioso e beffardo - ha scritto in una lettera - che l'unica sanzione che resta a carico degli enti fuori dal patto di stabilità sia l'esclusione dalla ripartizione del gettito compartecipato dell'Irpef. Il tutto si traduce in una assurda penalizzazione per Comuni cosiddetti "virtuosi" come Lecce o Milano, che non solo non ricevono alcun beneficio, ma devono registrare un significativo taglio nei trasferimenti dallo Stato pari rispettivamente al 9,1per cento e al 10,1 per cento".

"A Lecce, invece - ha spiegato durante la conferenza il sindaco - abbiamo tolto l'Ici nelle categorie A/3, A/4 e A/5, cioè nelle zone 167 A e B e nelle cooperative delle periferie".

"Dati alla mano - ha poi detto Perrone - il Comune di Lecce non ha voluto applicare nessuna addizionale Irpef. Mente l'imposta comunale sugli immobili a Lecce è addirittura inferiore al minimo stabilito: l'esercizio in corso, infatti, prevede un'imposta Ici del 3,20 per mille per le abitazioni principali e dello 0,10 per mille per le prime case in categoria A/3, A/4 e A/5 e relative pertinenze a fronte di un'aliquota stabilita che varia dal 4 al 7 per mille".

Tutto questo, mentre "la Provincia di Lecce ha deciso di applicare il massimo delle imposte stabilite: l'addizionale Tarsu è, infatti al 5 per cento, l'Ipt è al 20 per cento e l'addizionale Enel è di 0,011 euro pari a 22 Lire al kilowatt.

"Anche la Regione non scherza - dice ancora Perrone -, basti pensare alla decisione paventata di aumentare l'accisa sulla benzina e i 10 euro in più sul ticket da pagare per le prestazioni specialistiche e gli esami diagnostici, passato da 35 a 45 euro grazie al governo dell'amico Prodi, e che Vendola non si decide ancora di eliminare. E tanto per rimanere in tema sanità, è stata introdotta una nuova tassa sulla salute di 10 euro che gli assistiti non esenti sono tenuti a pagare su ogni ricetta per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale. Peggio ancora quando si passa ai ticket sanitari: per le prestazioni al pronto soccorso identificate come codice bianco si pagano 23 euro mentre per quelle da codice verde ben 41 euro".

Stesso discorso su "gestione separata Inps per i lavoratori autonomi che esercitano attività professionale o di collaborazione per i non assicurati presso altre gestioni che ha visto passare l'aliquota contributiva dal 18,50 al 20 per cento e per gli altri iscritti addirittura dal 10 al 16 per cento".
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"Ma la lista di scelte a danno dei cittadini si allunga con un' Irpef più cara - dice ancora il vicesindaco. "I lavoratori dipendenti pagano di più a partire da 40 mila euro di reddito annuo e gli autonomi da 30 mila euro, con la reintroduzione della tassa su successioni e donazioni, un bollo auto lievitato e l'aumento delle rendite catastali derivante dal nuovo catasto dei terreni".

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