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La tassa sui turisti non piace a nessuno, ma si farà

Prosegue il dibattito ad Otranto sul balzello: si lavora a miglioramenti della proposta, con l'introduzione di agevolazioni per i turisti. E anche sul piano politico continua il confronto a distanza

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OTRANTO - La tassa di soggiorno che s'intende introdurre ad Otranto dal prossimo 1° luglio sembra ormai destinata a diventare realtà per due ragioni molto semplici: la prima è che sul bilancio di previsione del comune, passato in giunta il 7 giugno scorso, la voce di circa 550mila euro da introitare con il balzello è stata inserita, e, quindi, se quel gettito non sarà recuperato attraverso il balzello, dovrà essere acquisito con l'innalzamento della Tarsu ai cittadini (in quanto non sembrano esserci altre possibilità d'entrata, dopo l'aumento dei costi del servizio di gestioni rifiuti).

La seconda ragione, per cui l'imposta appare certa, è la stretta tempistica di approvazione del bilancio stesso: per cui soluzioni alternative urgono e, nonostante le distanze emerse tra l'amministrazione e gli operatori turistici, nell'incontro al "Don Tonino Bello" (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=28234 ), la via appare segnata. Il sindaco di Otranto, Luciano Cariddi, ha manifestato l'intenzione di avviare una fase interlocutoria e di mediazione, con l'istituzione di un tavolo, che renda quanto più indolore possibile il nuovo balzello, da cui, però, evidentemente non si potrà prescindere.

"Purtroppo, pur non essendo una decisione definitivamente assunta - spiega il primo cittadino -, per esigenze di bilancio, rischiamo di non avere alternative, se vogliamo continuare a garantire gli standard di qualità raggiunti in questi anni. Io non credo che nessuno voglia perdere quello che siamo stati in grado di acquisire nel tempo in materia di qualità della vita: questo comporta inevitabilmente un passaggio responsabile con una scelta anche impopolare come questa".

Il riferimento, insomma, è agli oltre 500mila euro in più rispetto al passato, che gravano sulle casse di Palazzo Melorio, a causa del maggior costo dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani: "Il rischio - precisa ancora - era quella di aumentare la Tarsu del 50% per tutte le categorie; abbiamo preferito questa imposta, che deve essere vista, però, come un contributo dei turisti alla città di qualità. Certo, non siamo felici di essere tra i primi comuni in Italia ad adottarla. Ma da amministratori responsabili abbiamo dovuto prendere atto della situazione. Tutto ciò che decidono i poteri centrali va quasi sempre a discapito dei comuni".

Quanto al dibattito con le categorie, Cariddi ringrazia gli imprenditori turistici per la "disponibilità" al confronto e la "maturità" dimostrata e si dice pronto a lavorare sin dai prossimi giorni con loro per migliorare la proposta: tra le novità, dovrebbe esserci la riduzione dei giorni previsti per l'esercizio dell'imposta, ossia sette giorni per tutti gli ospiti delle strutture; inoltre, l'aumento dell'età da esentare, passando dai dieci originariamente previsti ai dodici anni.

Occhi puntati, in particolare, sulla "tourist card", ossia su un pass per i visitatori, che collegato all'imposta, permetterebbe loro agevolazioni sui servizi, dal parcheggio gratuito in città all'ingresso scontato nei beni culturali comunali, sino a tutta una serie di altre opzioni da studiare a tavolino con gli operatori: "È una proposta che mi ha molto colpito - sostiene - perché permette di rispondere all'esigenza di motivare questo contributo e di destinare le risorse introdotte con il miglioramento dei servizi".

Quanto alla proposta dell'opposizione di utilizzare l'avanzo di bilancio, per coprire le necessità odierne, Cariddi è netto ed interpella, pur senza citarlo, l'ex vicesindaco, Tommaso De Benedetto: "Una persona che fa politica in comune da vent'anni, che ha amministrato ed ha avuto un ruolo di vicesindaco ed assessore al bilancio, e, per di più, è commercialista di professione, non possa proporre una cosa simile, che è un'assurdità totale. Se me lo chiede l'uomo della strada, lo capisco. Faccio più fatica a comprenderlo da chi dovrebbe conoscere il valore dei numeri e i parametri entro cui utilizzare un avanzo di bilancio".

Pronta la replica di De Benedetto: "In realtà, la mia non era una provocazione, ma una proposta, che partiva da una constatazione, ossia che il regolamento sulla tassa di soggiorno e di conseguenza il bilancio presentano tracce di illegittimità, per cui sarebbero facilmente impugnabili. Detto questo, da parte mia, ho fatto una valutazione più ampia, ossia di avviare un approfondimento più ampio con i tecnici per individuare se ci siano voci di spesa, che si potessero lecitamente coprire con l'avanzo di bilancio".

L'ex vicesindaco sottolinea che un possibile riferimento potesse essere nello specifico alla rata della transazione Monteco: "Siccome il bilancio di Otranto - prosegue - dimostra di essere in salute, mi sembra opportuno valutare attentamente le singole voci e cercare di capire se ci siano le condizioni di utilizzare l'avanzo per le possibilità per cui è previsto il suo impiego. Il sindaco, invece, si è presentato in pochi giorni, spiegando le ragioni dell'imposta con la mancanza di trasferimento dei fondi nazionali agli enti locali e dicendo, in realtà, qualcosa di non veritiero, come ampiamente dimostrato".


Quanto ai fondi dell'avanzo, che nel corso del dibattito al "don Tonino Bello" sono stati messi in discussione, De Benedetto precisa, lanciando una stilettata conclusiva: "I soldi sono reali e sono nella tesoreria del comune: quindi, il sindaco non può lasciare dubbi in merito. Anche lui è un commercialista?"

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