Politica Rudiae / Via Dalmazio Birago

Latrati disperati da un sacchetto: barbari vi avevano chiuso una cagnolina

Ribattezzata Zoe, di due mesi, la bestiola è stata poi adottata dall'assessore all'Ambiente, Andrea Guido. Sporta denuncia contro ignoti presso la polizia locale. Il fatto è avvenuto in via Dalmazio Birago. Il primo soccorso dei volontari delle guardie ecozoofile

LECCE - Era chiusa in un sacchetto riposto accanto ad un cassonetto dei rifiuti, malnutrita, disidrata e a un passo dalla morte. E’ successo ieri mattina, in via Dalmazio Birago.

Una cucciola meticcia, dai tratti che ricordano i Pittbull. è stata abbandonata nel cuore del quartiere universitario di Lecce. Qualcuno, allarmato dai guaiti disperati, ha chiamato gli uffici dell’assessorato all’Ambiente, sede delle associazioni di guardie ecozoofile operative.

I volontari, nei minuti successivi, si sono recati sul posto per accertare la situazione e prestare il primo soccorso alla bestiola. Le condizioni si sono mostrate sin da subito critiche. La cagnolina, deperita e completamente disidratata, è stata portata presso uno studio veterinario. Poi, è stata adottata dallo stesso assessore, che ha seguito tutta la storia, passo dopo passo.

“Ho deciso di pensare per prima cosa a salvare la vita della bestiola – dichiara oggi l’assessore all’Ambiente, Andrea Guido – così, viste le condizioni in cui l’abbiamo trovata, lo strazio e lo stress causato all’animale da quell’atto di barbarie, ho fatto in modo che immediatamente potesse ricevere le cure veterinarie necessarie”.

“Subito dopo, però – aggiunge -, ho dato seguito ad una denuncia formale contro ignoti per il reato di maltrattamento di animali attraverso il comando di polizia locle. E le indagini per risalire al colpevole o ai colpevoli, a quanto pare, sono già in corso. Quella cagnolina, di appena due mesi, per fortuna, non si è data per vinta – continua Andrea Guido - ha lottato con ogni forza ed ha raggiunto la salvezza ma la sua voglia di vivere ha trovato un prezioso allenato nella dea bendata. E purtroppo non sempre è così”.

“Quando sono arrivato sul posto e ho visto quei due occhioni tenerissimi che imploravano aiuto dopo lo sforzo compiuto per uscire dal bustone non ho avuto dubbi, ho deciso immediatamente di adottarla”.

E’ stata ribattezzata Zoe, dal greco antico “vita”. “Senza i volontari delle associazioni convenzionate con il mio assessorato – conclude Guido - la piccola Zoe probabilmente non sarebbe sopravvissuta: è grazie al loro lavoro, ai loro sacrifici, ed a quello di tutta la rete delle associazioni animaliste presenti sul territorio, che tanti randagi rivedono la luce e ritrovano la speranza di una nuova vita”.

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