Domenica, 25 Luglio 2021
Politica

Lavoratori ex Bat: produzione ferma, la rabbia per le strade

L'attività di Ip (ex Korus) all'interno della Manifattura dismessa da Bat, non è mai cominciata: 70 lavoratori lamentano ritardi sugli stipendi. Oggi manifestazione in Prefettura:"Chiediamo il rispetto del piano di riconversione"

 

LECCE - Traffico in tilt a Lecce, in un lunedì mattina di ordinario caos. Oggi a protestare ci sono una parte dei lavoratori ex Bat (British American Tobacco) che a distanza di quasi due anni dalla decisione di chiudere il tabacchificio leccese, si sentono ancora franare il terreno sotto i piedi. I termini, le date e le decisioni assunte nelle varie sedi istituzionali, dal ministero dello Sviluppo Economico dove è stato firmato il famoso piano di riconversione industriale, fino ai recenti accordi in Confindustria, non sono sarebbero state rispettate: l’azienda Ip (ex Korus) che ha assunto 70 dipendenti, non ha avviato la produzione.

Il piano originario per la ricollocazione dei lavoratori, prevedeva la realizzazione di manufatti in alluminio. Di fatto, ad oggi, i macchinari non sono pronti, “non sono stati neppure installati nel sito dismesso da British American Tobacco”, denunciano i sindacati. Il ritardo accumulato è di oltre tre mesi sulla tabella di marcia ed i solleciti non sono mancati. I primi di aprile, nella sede di Confindustria Lecce, l’azienda aveva garantito l’inizio delle attività di produzione per metà aprile. La data è nuovamente slittata, il pagamento degli stipendi è in ritardo e la rabbia degli operai, scettici sin dalla data della loro assunzione, si è riversata per le strade della città. Il corteo si è mosso fin sotto i portoni del Comune di Lecce per scuotere, con le buone o con le cattive, il sindaco di Lecce Paolo Perrone che ha richiesto un incontro con i lavoratori nel primo pomeriggio.

052I1810(6)-3Nel frattempo i sindacalisti Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Ui cercavano risposte in Prefettura. “Il problema più importante è per questi 70 lavoratori, perché i colleghi assorbiti in Hds e Iacobucci, le altre due aziende interessate dal piano di riconversione, possono contare su progetti che sembrano avere maggiore solidità”, spiega Salvatore Bergamo della Fiom. La spiegazione del ritardo accumulato da Ip (problemi logistici? mancanza di commesse?) lascia perplessi gli esponenti sindacali.

“Abbiamo chiesto al capo di gabinetto della Prefettura, Guido Area, di organizzare un incontro tra sindacati e azienda in cui sia presente anche Bat – aggiunge Salvatore Giannetto della Uil Lecce – Il tavolo fissato per il 7 maggio in Confindustria con Korus, non può bastare a sbloccare e chiarire la situazione”.

La volontà di ancorare la multinazionale britannica alle responsabilità iniziali del piano di riconversione firmato nel 2010, è chiara anche per il responsabile Fim Cisl, Maurizio Longo: “ Le rassicurazioni del senatore Filippo Piccone, titolare dell’azienda Ip, non ci possono bastare. Il 16 aprile doveva iniziare l’attività ed il sito è ancora vuoto. Serve la presenza di Bat per chiarire la prospettiva futura di questi lavoratori”.

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