Martedì, 27 Luglio 2021
Politica

La rabbia ferma i lavori del consiglio comunale. Votato un ordine del giorno

Nel pomeriggio la protesta dei lavoratori degli appalti per la pulizie si è spostata a Palazzo Carafa, dove era in corso la discussione del bilancio di previsione 2013. Il consiglio comunale si rivolge direttamente al governo e al ministero

La prima fila dei lavoratori in consiglio comunale. Si distingue Valentina Fragassi, della Cgil.

LECCE – I lavoratori si sono poi presentati in consiglio comunale durante i lavori per l'approvazione del bilancio di di previsione 2013. Valentina Fragassi, della Filcams Cgil ha trasmesso ai consiglieri la drammatica preoccupazione dei lavoratori. A quel punto i capigruppo si sono riuniti per poi tornare in aula con un ordine del giorno indirizzato al governo e al Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca.

Nel documento si chiede la sospensione della procedura di gara che ha portato all'affidamento dei servizi di pulizia nelle scuole pugliesi ad una multinazionale tedesca, con un ribasso del 60 per cento. L'assise comunale si rivolge anche ai parlamentari della provincia di Lecce chiedendo loro il massimo impegno in tempi brevi per proporre modifiche alla legge di stabilità, in modo da garantire servizi adeguati e livelli di reddito dignitosi.

E da Roma è già arrivato un primo segnale e non sembra dei più confortanti. E’ stato infatti approvato un emendamento da 10 milioni di euro per gli ex Lsu della regione Calabria: “La proposta dei senatori pugliesi di Forza Italia – ha commentato il deputato Roberto Marti - è stata bocciata con il parere contrario del governo e dei due relatori, D'Alì e Santini (del Pd), per una mera presa di posizione politica”. Il primo ha seguito Angelino Alfano nella fondazione del Nuovo Centrodestra italiano: “I fatti – ha proseguito Marti - stanno dimostrando che il sostegno ad Angelino Alfano sta penalizzando proposte che provengono dal gruppo dei parlamentari pugliesi di Forza Italia, i quali hanno giustamente chiesto che insieme ai diritti degli ex Lsu della Calabria fossero garantiti anche quelli dei nostri concittadini pugliesi. Basti pensare che in Puglia gli ex Lsu sono quattromila e, nella sola provincia di Lecce, duemila”.

Dopo il voto all'unanimità della mozione, il folto gruppo dei lavoratori si è riunito in sala giunta per stabilire le modalità di prosecuzione della protesta, per poi lasciare Palazzo Carafa intorno alle 19. Sulla stessa lunghezza d’onda, Loredana Capone, del Pd: “Il governo ha trattato i territori in maniera diversa e la Puglia risulta penalizzata. Penalizzati soprattutto i lavoratori ex Lsu che percepiranno un reddito più che dimezzato, sotto la soglia di povertà. Penalizzati i lavoratori delle scuole di Puglia e gli studenti che avranno servizi di gran lunga inferiori a quelli sinora garantiti.

“Siamo indignati per quanto accaduto - ha concluso Loredana Capone - e chiediamo al Ministro di intervenire rispetto all'assurdità di un ribasso del 60% inidoneo a garantire la qualità dei servizi resi”. L'onorevole Teresa Bellanova, del Pd, ha scritto una lettera (in versione integrale al link che segue l'articolo) al collega di partito nonché presidente del consiglio dei ministri, Enrico Letta, chiedendo l'immediata attivazione di un tavolo interministeriale per "affrontare globalmente la questione e le sue contraddizioni".

(Leggi la Lettera_pres_Letta_appalti_di_pulizie_scuole)

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