Sabato, 25 Settembre 2021
Politica Minervino di Lecce

Le correnti della maggioranza bacchettano il sindaco

Minervino: gli esponenti vicini al Pd della civica di maggioranza rimproverano il sindaco Caroppo per la sua lettera contro Vendola sul caso terme di Santa Cesarea. Equivoco o problema politico?

MINERVINO - Può un sindaco di una lista civica non tener conto delle diverse anime presenti nella sua squadra? La domanda appare senz'altro legittima, visto il proliferare nelle singole realtà comunali di schieramenti, che pescano in maniera bipartisan nei partiti, dando vita a liste piuttosto difficili da collocare politicamente: l'ultimo caso, che non ha certamente risparmiato polemiche è stato quello di Carmiano, dove la sezione locale del Pd si è presentata con il candidato promosso dal Pdl.

Ma, a ben vedere, non si tratta dell'unico esempio e l'argomento probabilmente meriterebbe un capitolo a parte: fatto sta che, in questi giorni, il dibattito si è riaperto anche a Minervino, dove la campagna elettorale per le regionali ha lasciato qualche malumore interno alla maggioranza. Il sindaco di centrodestra, infatti, Ettore Caroppo, nei giorni precedenti al voto, ha voluto criticare con una lettera e con un manifesto pubblico l'operato del governatore, Nichi Vendola, sull'intricato caso della gestione delle Terme di Santa Cesarea: una mossa che può starci nel computo delle differenti vedute politiche ed amministrative; tuttavia, qualche problema l'uscita del sindaco Caroppo l'ha creato alla sua maggioranza, risultato di più componenti civiche, tra cui un gruppo di consiglieri ed assessori vicini al Pd, primo fra tutti, il vicesindaco, Franco Leomanni, l'anno scorso anche candidato alle provinciali nella lista di Giovanni Pellegrino.

I consiglieri del costituendo gruppo indipendente della maggioranza (vicini appunto al Pd) hanno tirato le orecchie al sindaco per la sua uscita, sostenendo che "ognuno ha il diritto di esprimere e diffondere liberamente le sue opinioni", ma, allo stesso tempo, ribadendo che Caroppo è stato "per due appuntamenti elettorali il candidato sindaco di una lista civica sostenuta da elettori di diversi schieramenti politici": "Ebbene a fronte di una tale situazione - spiegano in un manifesto pubblico -, prima di intraprendere iniziative di tale portata, sarebbe stato, se non doveroso, quanto meno opportuno interpellare gli altri membri che ti sostengono in consiglio, per conoscere le loro opinioni al riguardo senza coinvolgerli in considerazioni prettamente personali".

I consiglieri di area del centrosinistra, interni alla maggioranza, hanno precisato e rimarcato i meriti del governo Vendola, che non ha dato "rilevanza al colore politico dei comuni, dimostrando di avere a cuore lo sviluppo dell'intera regione", con il finanziamento di alcune opere di cui la stessa Minervino avrebbe giovato: il riferimento è al perfezionamento dell'Accordo di Programma dei Pirp, merito dell'assessore Angela Barbanente, che ha visto il comune di Caroppo "tra i primi beneficiati di un milione di euro circa", che dovrebbero permettere la riqualificazione della zona 167, della scuola materna e degli impianti sportivi di via Kennedy.

Per questo, dal gruppo si lancia un appello chiaro al primo cittadino: "Crediamo fermamente che la figura del sindaco di una lista civica, debba sempre e comunque garantire una leale competizione elettorale nel proprio territorio". Come interpreterà lo stesso sindaco questi "segnali" di fastidio interni alla maggioranza, per un'iniziativa evidentemente non condivisa? La risposta probabilmente non tarderà ad arrivare.

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