Sabato, 20 Luglio 2024
In puro stile classista

Il senso di Adriana per la stampa: chi è di serie A lo decide lei, gli altri si accomodino in platea

Premiati dai lettori salentini con milioni di visite, ma esclusi dal “dialogo”. Vi spieghiamo perché non c'è un resoconto sulla serata convocata al Convitto Palmieri. Sul palco, a porre domande, solo alcune testate ritenute, non si capisce con quale criterio, "maggiori"

Secondo dati elaborati dalla società di ricerca ComScore, il gruppo editoriale Citynews cui fa capo anche LeccePrima, raggiunge, al mese, 30 milioni di lettori, vanta un tesoretto di 280 milioni di pagine viste e totalizza 2,5 miliardi di impression (si intende con questo termine il numero di volte che un contenuto è visto) grazie alle sue 53 edizioni. 

Il nostro giornale ha contribuito, nel 2023, con oltre 50 milioni e 160mila visite totali. Vale a dire, con quasi 4 milioni e 200 mila visite al mese, che fanno circa 137mila e 500 al giorno. Il 2024 promette ulteriore crescita: negli ultimi trenta giorni le visite sono state 5 miloni e 200mila e quasi 4 milioni i visitatori unici. Significa una media di 130mila persone, una diversa dall’altra, ogni giorno. Più degli abitanti di Lecce e Nardò insieme, i due comuni più popolosi della provincia che copriamo con il nostro lavoro.

Perché questi dati, che pubblichiamo per la prima volta? I lettori capiranno a breve. Sappiano solo, in premessa, che a volte dietro a una dichiarata trasparenza si cela una dissolvenza che scontorna i bordi, fino a tentare di far scomparire soggetti dalla scena, forse perché scomodi. Ma accettare di farsi mettere da parte dalla regia, non è nello spirito dell’attore LeccePrima. 

“Un incontro senza segreti. Adriana Poli Bortone, candidata sindaco per la coalizione di centrodestra, a confronto con i responsabili delle maggiori testate giornalistiche a pochi giorni dal ballottaggio del 23 e 24 giugno prossimi. Un incontro senza segreti, appunto, nel quale la senatrice Poli Bortone risponderà alle libere domande dei giornalisti, in maniera aperta e trasparente. Il faccia a faccia si terrà domani, domenica 16 giugno, alle 20, nel chiostro del Convitto Palmieri”. 

Così recitava una mail del 15 giugno, in cui eravamo convocati solo come ospiti, evidentemente. E, giù, un elenco di nomi di giornalisti e testate che non cito (ma non avrete difficoltà a trovare ogni riferimento in rete) chiamati ad avere il privilegio di interloquire in linea diretta con la candidata. 

A parte l’assenza di colossi come Rai Regione e Telenorba, che non credo risucchiati nella spirale di una crisi improvvisa e sull’orlo del collasso (per il servizio pubblico, poi, sarebbe pressoché impossibile), ma che non sappiamo se interpellati o meno e magari impossibilitati a partecipare, nella lista, senz’altro, non appare LeccePrima, così come non appaiono molti altri. E per quanto riguarda noi, posso dire, senza tema di smentita, che non siamo stati minimamente contattati. Forse perché scontiamo il peccato originale di essere nativi del web? Sarebbe una replica pretestuosa e insensata. Non fosse altro, perché i numeri ci dicono che la maggior parte dei cittadini s‘informa quotidianamente con smartphone e computer. E, sarò senz’altro di parte, ma per quanto riguarda noi, mi sembra che i dati, tutto sommato, siano interessanti, dal punto di vista del gruppo generale e del singolo giornale. 

Difficile credere, poi, a un’assenza di visione di Adriana Poli Bortone e del suo staff in tema di Internet, visto anche l’uso disinvolto che la candidata sta facendo dei social per raggiungere ogni potenziale elettore ancora da convincere e per rafforzare la rassicurante immagine di donna forte e, nel contempo, amabile ed empatica. Una strategia in piena regola. 

A questo punto, le domande. Chi ha stabilito che quelle invitate sul palco a colloquiare con la candidata sindaca fossero le maggiori testate? Sulla base di quale criterio? Ma, soprattutto, chi ha detto che testate ritenute minori da una non meglio specificata giuria, non avessero il pieno diritto di essere su quel palco per poter esercitare il proprio dovere? Un classismo da marchese del Grillo che dovrebbe provocare imbarazzo – ma così non sarà, ne siamo certi – nei promotori della serata. 

Ogni giornale ha il suo seguito, una nicchia di lettori la cui ampiezza non è assolutamente affare di un candidato alla carica di sindaco. Un pubblico che ha desiderio di veder esporre certi argomenti dal proprio direttore o cronista di politica di riferimento per saggiare le risposte. Ogni singolo giornalista lavora con onore per la propria testata ed è pari a chiunque altro. Ogni singolo giornalista è portavoce e punto di riferimento per una fetta più o meno grande di cittadini. Ogni singolo giornalista è cittadino, in primis, egli stesso. E questo non vale solo in campagna elettorale. Vale sempre. 

Quindi, per quanto m’interessi in maniera molto relativa, che non siamo nella posizione di essere indicati fra le maggiori testate è giusto un’opinione di Adriana Poli Bortone o di chi l’è accanto e le fornisce suggerimenti. E, allora, mettiamola così. Se i numeri sul serio non contano, nonostante l’indiscutibile affermazione elettorale al primo turno, va detto che Adriana Poli Bortone non è stata la miglior sindaca di Lecce, in passato, e probabilmente non lo sarà nemmeno in futuro, in caso di successo al ballottaggio. 

Ma sono solo opinioni. Appunto. Chi ha bisogno dei fatti, quando ha già le opinioni?

Ps. il contenuto di questo editoriale è stato condiviso, all'unanimità, dalla redazione.

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