Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica

Adoc pronta alla diffida: città ancora senza gli ecocentri per rifiuti speciali e ingombranti

L'associazione segnala la mancanza di punti di raccolta che dovevano essere attivati già nei mesi scorsi. Il consigliere regionale del Pd, Ernesto Abaterusso, chiede al governatore Emiliano di intervenire per i rifiuti lungo le strade provinciali

LECCE – Non sono ancora stati attivati gli ecocentri e per la città di Lecce si tratta di un problema in più: lo segnala Adoc, pronta a inviare una diffida formale al sindaco, Paolo Perrone.

Si tratta di luoghi strategici per la raccolta differenziata, perché sono i luoghi deputati al conferimenti di rifiuti ingombranti, speciali e comunque insoliti che necessitano di un trattamento particolare per essere smaltiti o avviti al riciclo: lampadine, componenti elettroniche, batterie, oli esausti, sfalci di potatura e simili.

L’associazione dei consumatori aveva già chiesto lumi agli uffici comunali che avevano risposto che l’apertura sarebbe avvenuta in pochi mesi. La ditta Monteco ha istituito la raccolta a domicilio su chiamata per questo tipo di rifiuti, ma secondo Adoc si tratta di un servizio non adeguatamente pubblicizzato. Una delle conseguenze della scarsa informazione consisterebbe nell’abbandono incontrollato lungo le strade e nelle zone limitrofe alla città.

“Forse a Palazzo Carafa – recita una nota di Adoc - nessuno si rende conto che la situazione è insostenibile ed che ogni giorno di ritardo genera diseconomie ed un problema ambientale serissimo, in alcuni casi irreversibile: si pensi ad esempio allo sversamento di oli esausti in luoghi inidonei o al fenomeno delle discariche abusive”.

Rifiuti lungo le strade provinciali.

Il consigliere regionale del Partito Democratico, Ernesto Abaterusso, ha presentato un’interrogazione all’assessore all’Ambiente, Domenico Santorsola e al presidente della giunta, Michele Emiliano, per sapere cosa l’ente intenda rispetto al problema della raccolta dei rifiuti lungo le strade provinciali che, in alcuni tratti, diventano vere e proprie discariche a cielo aperto.

Il riordino delle funzioni delle Province, infatti, ha creato grosse lacune nello svolgimento di alcuni servizi. Abaterusso ricorda che nel 2001 la Provincia di Lecce ha avviato un processo di stabilizzazione di ex lavoratori socialmente utili il cui costo annuale sarebbe di circa 300mila euro.

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