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“Ex Manifattura Tabacchi, un bene culturale”. La prospettiva di Lecce Bene Comune

Che diventi un centro universitario islamico oppure no, anche il complesso di via Birago merita tutele che pure sono previste dalle norme: "Troppo impegnati nella valorizzazione della città antica, dimentichiamo di aggiornarla con quella moderna"

L'ex Manifattura Tabacchi.

LECCE – L’ipotesi della riconversione degli spazi dell’ex Manifattura Tabacchi in un centro culturale con annessa un’università islamica, per opera di iniziativa esclusivamente privata, ha aperto nella città di Lecce un dibattito che ogni giorno si arricchisce di nuovi contributi. Di seguito il commento dell’architetto Rita Miglietta.

E’ un’archeologia industriale. E’ un tassello del progetto di “industrializzazione” del paese che ha visto a Lecce e nel Salento importanti testimonianze;  il complesso di via Birago – dei primi anni Venti - come altre manifatture di diverse città italiane, vide coinvolto infatti anche Pier Luigi Nervi, uno dei più importanti progettisti italiani testimoni della modernizzazione del Paese. Secondo il Codice dei Beni Culturali, la manifattura è  “espressione della storia e dell’industria italiana”, è una “testimonianza dell’identità e della storia delle istituzioni pubbliche collettive”, anche se è oggi un bene privato.

E allora, oggi che si discute della riconversione della Manifattura di via Birago, dell’ipotesi di realizzarne un’università islamica, al netto di tutto,  possiamo accompagnare qualsiasi trasformazione futura degli edifici con il valore pubblico che questo complesso assume nella storia di Lecce? E’ un punto che vorremmo sollevare all’attenzione dell’Amministrazione, dell’Università, dei Beni Culturali e della Soprintendenza. Possiamo cioè valutare la riconversione della manifattura anche dentro la prospettiva della sua valorizzazione come  "complesso di interesse culturale"? Aggiungendo cioè a qualsiasi progetto di trasformazione la partecipazione di un soggetto pubblico?

Troppo impegnati nella valorizzazione esclusiva della città antica, stiamo dimenticando di aggiornarla con quella moderna, anch’essa oggetto di tutele. E' un aggiornamento che a Lecce è tempo di far partire, che si sarebbe già dovuto avviare, e che del resto non riguarda solo la manifattura. Gli strumenti ci sono: La legge regionale del 2008 - sulla qualità dell’architettura - prevede che i Comuni redigano un elenco di edifici o manufatti che costituiscono testimonianza significativa dell'architettura moderna;  che la Regione promuova iniziative di tutela e valorizzazione del patrimonio architettonico moderno e contemporaneo significativo, che non ricade nelle competenze statali, (non risulta esserci nessuna tutela attualmente sull’immobile); che venga data comunicazione alla Soprintendenza per valutare quali possono essere le tutele necessarie alla salvaguardia del bene riconosciuto come culturale.

Chiariamo: non si tratta di congelare il ripensamento funzionale, di bloccare ipotesi di riconversione. Ma di capire come salvaguardare, nella trasformazione, una testimonianza di pregio della memoria moderna della città.

*Chiunque voglia partecipare al dibattito in corso, semplice cittadino o professionista interessato alla vicenda, può inviare il proprio contributo alla mail redazione@lecceprima.it con oggetto 'dibattito ex Manifattura". La redazione, naturalmente, si riserva di valutare l'eventuale pubblicazione.

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