Mercoledì, 4 Agosto 2021
Politica

Emergenza migranti, un anno dopo. “Boncuri luogo di accoglienza per richiedenti asilo”

Tavolo istituzionale in prefettura, sollecitato dal ministro Kyenge, per programmare gli interventi futuri. Due i progetti messi presentati da Comune di Nardò.Sindacati: "Condizioni sanitarie precarie, l'emergenza si è stabilizzata"

Al centro, il prefetto Giuliana Perrotta.

LECCE – Il conto alla rovescia è cominciato: mancano una decina di giorni alla chiusura della stagione della raccolta delle angurie, nell’agro di Nardò, ed in prefettura si torna a parlare di programmazione dell’accoglienza per i lavoratori migranti, su proposta anche del  ministro per l’Integrazione, Cecile Kyenge che si è personalmente recata nei luoghi simbolo della protesta dei braccianti. Interventi a far data, ormai, dalla stagione 2014 perché quella in corso sta per concludersi tra le solite polemiche e malumori legati anche alla mancata riapertura di masseria Boncuri.

Eppure il prefetto Giuliana Perrotta che oggi ha riunito rappresentanti delle forze dell’ordine e delle parti sociali, insieme alle istituzioni (Regione e Comune), l’Asl e l’ispettorato del lavoro, ha parlato con soddisfazione di un accordo che a livello territoriale sembra funzionare. I dati sulla bassa percentuale di manodopera irregolare impiegata nei campi (2 percento di lavoro nero e 7 percento di irregolarità rilevate tra giugno e luglio), confermati dall’ispettorato provinciale del lavoro, indicano che qualcosa, nel circolo vizioso creato negli anni dalle aziende compiacenti, gli intermediari illeciti del lavoro e i migranti, si è incrinato. Merito degli sforzi congiunti che, negli ultimi due anni, hanno portato all’attivazione delle liste di prenotazione: elenchi di personale cui le aziende possono attingere per accedere al finanziamento regionale che premia la regolarità.

I dati “a consuntivo”, in ogni caso, non sono completi, come sottolineato dai sindacalisti di Cgil, Cisl, Uil ed Ugl da cui è arrivata la stoccata per un’assenza “importante”: quella delle associazioni datoriali che rappresentano il contraltare degli accordi sottoscritti. “L’efficacia si può valutare solo con una verifica successiva che quantifichi sia gli avviamenti aziendali che le giornate effettivamente lavorate” ha spiegato il segretario generale di Cgil Lecce, Salvatore Arnesano secondo il quale il problema dell’accoglienza viaggia di pari passo con quello del rispetto delle norme contrattuali. Come fosse uno degli effetti collaterali del lavoro “sommerso”: quella zona grigia in cui tutto è consentito e in cui prolifera la criminalità organizzata. Lo spettro del “caporalato”, del resto, continua ad agitarsi poiché il fenomeno dello schiavismo, su cui si accendono e si spengono i riflettori, rimane il muro contro cui ogni intervento istituzionale è destinato a scontrarsi.

Il primo round della polemica sindacale si è concluso con l’esortazione del prefetto, rivolta all’amministrazione comunale di Nardò, di attivare uno specifico tavolo tecnico per la verifica degli accordi, alla presenza dei sindacati, delle associazioni datoriali, dell’Inps e dei dirigenti dei centri per l’impiego.

Ma il sindaco Marcello Risi è rimasto, per tutta la mattina, il parafulmine di un’ accoglienza ancora da perfezionare: la segretaria confederale Cgil, Antonella Cazzato, ha sollevato gli annosi disagi dell’assistenza sanitaria. Attualmente la località zona Scianne è infatti servita da un’autoambulanza non medicalizzata che fa la spola con i presidi ospedalieri, a giorni alterni. L’emergenza umanitaria dei lavoratori lasciati in balia del gran caldo e dell’acqua “contaminata dalle taniche sporche”, nelle parole della sindacalista, sarebbe più viva che mai: “Insieme alla Caritas locale ci siamo posti anche il problema di come reperire i farmaci. Chiaramente a Nardò serve un presidio ambulatoriale stabile”.

D’altra parte il sindaco si è dichiarato contrario alla duplicazione di servizi sanitari già garantiti dalla Asl, “considerato che la presenza di circa 200 persone sul territorio, di cui la metà organizzate in abitazioni private, non determina una condizione ingestibile”. E, ribadendo la propria indisponibilità alla riapertura della tendopoli Boncuri in cui “vigeva il degrado”, ha rilanciato un progetto già approvato e  finanziato con i fondi Pon sicurezza 2007-2013 ( 350 mila euro totali)  per la ristrutturazione e la riapertura della masseria capace di ospitare stabilmente 16 richiedenti asilo. Persone, cioè, non necessariamente impiegate in mansioni stagionali.

Il Comune di Nardò ha a disposizione, poi, altri 158 mila euro per l’attivazione di ulteriori servizi in grado di rispondere alle esigenze della popolazione migrante. Entrambi gli interventi verranno attivati, verosimilmente, l’anno prossimo. Ma intanto, denunciano dalla Cisl, si continua a vivere in una condizione di emergenza “stabilizzata” su cui l’ultima  e decisiva parola spetta alla politica.  

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Emergenza migranti, un anno dopo. “Boncuri luogo di accoglienza per richiedenti asilo”

LeccePrima è in caricamento