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Consorzi di bonifica, l’ira per le cartelle nelle aree infette da Xylella

Lettera di Coldiretti per chiedere lo stop agli avvisi di contribuenza. "Agricoltori allo stremo, non possono pagare". E De Blasi e Pagliaro puntano il dito contro balzelli per benefici inesistenti

LECCE – Coldiretti di Puglia, con una lettera inviata al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, all’assessore regionale all’Agricoltura, Donato Pentassuglia, e al commissario straordinario dei Consorzi di bonifica, Alfredo Borzillo, chiede perentoriamente lo stop alle cartelle recapitate in questi giorni nel Salento, dove, ricorda l’associazione, a causa della Xylella sono andati distrutti e risultano abbandonati oltre 160mila ettari di terreno. In sostanza, molti agricoltori che hanno perso lavoro e reddito non sono in grado di pagare.

Gli avvisi di contribuenza per la bonifica sono stati recapitati agli imprenditori agricoli dell’area infetta da Xylella fastidiosa dai Consorzi dell’Arneo, Ugento Li Foggi e Stornara e Tara, in particolare. Si tratta, in particolare, degli avvisi bonari per il 2018, ai quali si aggiunge l’iscrizione nei ruoli per il 2017 del Consorzio dell’Arneo.

“L’area infetta da Xylella si trova in una condizione di stato di calamità a partire dal 2014 e gli areali olivetati risultano progressivamente distrutti dalla fitopatia, causando l’assoluta perdita di prodotto e di reddito per la stragrande maggioranza dei produttori”, afferma Pietro Piccioni, delegato confederale di Coldiretti Lecce, che sottolinea l’inapplicabilità del vigente piano di classifica, strumento per la determinazione dell’onere consortile, che “allo stato non può, in tali condizioni oggettive, costituire il presupposto per l’attribuzione del contributo in capo ai diversi contribuenti”.

“Infatti, l’unità produttiva dell’epoca, che ha determinato la redazione del più volte citato piano di classifica, è inesistente, perdendo, altresì, il proprio valore – insiste Coldiretti Puglia – con l’entità dell’onere consortile, così determinato, che non è più proporzionato al terreno agrario cui si riferisce”. Non solo. Coldiretti denuncia che in molti casi non si può più parlare di “oliveto” in quanto si sta procedendo all’abbattimento delle piante secche, danneggiate se non addirittura distrutte da incendi che hanno caratterizzato alcune zone, con il conseguente azzeramento di ogni riferimento reddituale, a partire dal reddito dominicale.

De Blasi: "Nessun beneficio da anni"

Sul caso, dopo la notizia di numerose ingiunzioni di pagamento per gli anni 2017 e 2018 arrivate agli agricoltori, ha già preso posizione anche il consigliere regionale della Lega e presidente della VII Commissione, Gianni De Blasi. “In Consiglio regionale – ha commentato - votiamo a cadenza regolare la destinazione di milioni di euro ai Consorzi di bonifica commissariati e poi i Consorzi inviano cartelle esattoriali agli agricoltori che non vedono lavori e benefici da anni. Le due cose insieme non sono più tollerabili”.

“Sono annualità nel corso delle quali – ha aggiunto De Blasi -, per via della grave situazione debitoria dei Consorzi, gli agricoltori non hanno avuto alcun beneficio. E non l’hanno visto neanche negli anni successivi. Non solo: perché se da un lato si chiede questa ennesima tassazione che gli agricoltori non comprendono, dall’altro la Regione resta in silenzio mentre sono bloccati al ministero da più di due anni i 300 milioni di euro stanziati per il post Xylella. Nel frattempo i costi delle materie prime, del gasolio per i mezzi agricoli e delle bollette per le serre e l’attività produttiva in generale sono alle stelle”.

Pagliaro: "Tributi pretesi senza manutenzione"

Anche Paolo Pagliaro, capogruppo de La Puglia domani, stigmatizza il fatto che “i Consorzi di bonifica commissariati non sono in grado di svolgere la manutenzione ordinaria del territorio, ma pretendono tributi esosi dagli agricoltori. Dopo la protesta per le cartelle pazze del 2015 e 2016, stanno piovendo quelle per il 2017 e 2018, ed entro fine anno – aggiunge - saranno recapitati ai circa 200mila consorziati gli avvisi di pagamento per le annualità dal 2019 ad oggi. Una vera mazzata per il mondo agricolo”.

Pagliaro ritiene ingiusti tali tributi, “perché – sottolinea - non si può pretendere il pagamento di un servizio erogato male o addirittura inesistente”. E ricorda le iniziative fin qui intraprese. “A gennaio 2021 abbiamo manifestato insieme al territorio e alle istituzioni ad Ugento, per chiedere la sospensione dell’invio degli avvisi di pagamento. Sempre a gennaio dell’anno scorso abbiamo chiesto e ottenuto un’audizione in Commissione agricoltura per sollecitare la revoca o sospensione delle cartelle. In quella circostanza – aggiunge - sia l’assessore all’Agricoltura, sia il commissario unico dei Consorzi, precisarono che le cartelle vanno pagate perché, senza il contributo degli agricoltori, non ci sarebbero le risorse necessarie per la manutenzione dei pozzi e per le opere di bonifica. Insomma, un cane che si morde la coda”.

Pagliaro ritiene che non si possa scaricare sugli agricoltori “la mole di un debito che ammonta a ben 160 milioni, di cui 130 verso la sola Regione Puglia. Un vero bubbone. E poi, a conti fatti, quand’anche dovessero pagare tutti, con le cartelle agli agricoltori si recupererebbero solo 12 milioni per anno, quindi su sei annualità pregresse rientrerebbero solo 72 milioni di euro”, precisa. Chiedendo, a questo punto una presa di posizione decisa del governo regionale, con “decisioni definitive che possano risanare la situazione debitoria e far partire il Consorzio unico, con una gestione oculata e razionale che assicuri i servizi di bonifica”.

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