Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica

Lecce centro, ecco la zona più inquinata della Puglia

Il consigliere Rotundo ha chiesto la convocazione della Commissione ambiente dopo aver reso noto i dati sulla qualità dell'aria forniti dalla centralina di piazzetta De Santis e allo studio del Cnr

Se Lecce stesse giocando una partita a flipper sarebbe molto vicina al tilt. E invece il capoluogo salentino la partita se la sta giocando con l'ambiente, rischiando di sfiorare ugualmente il blocco inevitabile della città. Perché se gli amministratori comunali non dovessero prendere seriamente la cosa, nulla potranno contro la legge che gli obbligherà a intervenire per abbattere le terribili polveri sottili, il PM10. Che in piazzetta De Santis, nel cuore di Lecce, dove si trova la centralina di monitoraggio per la qualità dell'aria che respiriamo, l'8 ottobre scorso, il PM10, ha oltrepassato il numero massimo di superamenti, pari a 35. A 36 si è fuori legge. Non solo, giusto per avere una idea, il superamenti di tale limite (35) è avvenuto in tutta la Puglia solo per la centralina Taranto, ma quella a ridosso dell'Ilva e per la centralina di Torchiarolo, in provincia di Brindisi.

In altre parole la centralina di piazzetta De Santis ha monitorato dati sull'inquinamento dell'aria in questa zona specifica della città, da gennaio a maggio 2008, che alla fine risultano i più alti di tutta la Puglia. Percentuali di Benzene e PM10 che pur rimanendo entro il limite imposto dalla legge, quindi non sforano i tetti, restano di fatto le più alte della regione.

La ricerca sulla valutazione dell'aria, pubblicata su sito internet dell'Arpa, è stata relazione questa mattina a Palazzo Carafa di Lecce, su invito del capogruppo all'opposizione del Pd Antonio Rotundo, da Cristina Mangia, dell'Istituto atmosfera e clima del Cnr. Le analisi hanno interessato lo studio sull'influenza atmosferica delle polveri sahariane, del PM10 e del Benzene a Lecce, nello specifico sui dati "catturati" dalla centralina la centralina di monitoraggio di piazzetta De Santis.

"Per quanto riguarda il Benzene - ha spiegato Cristina Mangia - all'80 per cento sono legate al settore trasporto. Il valore limite annuale previsto è di 7 microgrammi al metro cubo fino a gennaio del 2010, allorquando il valore limite scenderà a 5 microgrammi al metro cubo. A settembre e ottobre 2008 i dati di benzene registrati giornalmente e pubblicati su sito Arpa sono molto al di sopra di 4 microgrammi al metro cubo, raggiungendo valori medi giornalieri superiori a 7 microgrammi al metro cubo. Questi dati, che mediati sull'anno potrebbero essere al di sotto del limite attuale della normativa vigente - ha aggiunto Mangia - sono valori in assoluto più alti registrati nella Regione, a anche nelle centraline del traffico urbano. Trattandosi di medie giornaliere vuol dire che l'esposizione media in alcune ore potrebbe essere molto maggiore".


Dice Antonio Rotundo: "Sulla base di questi accertamenti scientifici chiederemo già questa mattina la convocazione urgente della Commissione ambiente, e al sindaco di Lecce Paolo Perrone chiederemo cosa pensa di questi dati e soprattutto cosa intenderà fare. Poi, ci sarà il confronto politico".

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