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Cgil, Michele Emiliano a Lecce: “Forza nuova e Casapound devono essere sciolti”

Dopo le vicende di ieri a Roma, durate la manifestazione contro il green pass, il presidente regionale, accolto dalla segretaria generale Valentina Fragassi, ha dichiarato che intende fare pressioni sul governo centrale. Ma nella seconda visita a Nardò, tensione con la piazza locale per il "caso Mellone"

LECCE – Basta indugiare, occorre sciogliere tutta quella galassia di movimenti che si rifanno in modo aperto, chiaro, lampante, al fascismo che, in questo momento, stanno peraltro cavalcando la protesta di chi non si allinea a vaccini e green pass nella guerra contro il Covid-19. È, in sintesi, quanto espresso questa mattina anche a Lecce e a Nardò, dove – come altrove in Puglia, e non solo – le sedi della Cgil sono rimaste aperte per accogliere aderenti e simpatizzanti ed esprimere con forza il dissenso rispetto ai fatti di ieri, a Roma. Come noto, fra i manifestanti contro il green pass erano presenti, in numero non indifferente, esponenti di movimenti come Forza nuova, che hanno preso d’assalto la sede capitolina della Cgil, ingaggiando scontri con le forze dell’ordine.

Davanti alla sede leccese della Cgil, in via Merine, si sono ritrovati a partire dalle 9, anche diversi esponenti politici per esprimere la propria solidarietà, fra i quali il sindaco Carlo Salvemini. Poi, verso mezzogiorno, un’ulteriore sorpresa, l’arrivo in via Merine di Michele Emiliano, insieme con l’assessore allo Sviluppo economico, Alessandro Delli Noci (già vicesindaco di Lecce), per annunciare, fra le altre cose, la ferma intenzione di spingere il governo centrale a mettere fuori gioco in modo definitivo associazioni come Forza nuova e Casapound.

La segretaria generale, Valentina Fragassi, ha così colto l’occasione per accompagnare Emiliano in una visita anche alla sede della Cgil di Nardò, dove, però, ad attenderlo c’era un clima tutt’altro che cordiale. Le contestazioni per la stima espressa, nell’ultima campagna elettorale, a favore del sindaco uscente Pippi Mellone, di cui sono note storia ed estrazione politica di provenienza, è stata piuttosto accesa (in questo video, un ampio estratto delle discussioni sorte).  

Tornando a Lecce, Valentina Fragassi, alla guida del sindacato nella provincia salentina, ha spiegato che “l’assalto alla Cgil rappresenta l’assalto ai diritti costituzionali di questo Paese: entrare nella casa dei lavoratori agitando le bandiere come se fossero delle armi è inaccettabile. Oggi – ha aggiunto - siamo in presidio in tutte le nostre sedi per difendere la democrazia e la Costituzione e chiediamo a tutta la politica di passare dalla solidarietà ai fatti concreti. Le organizzazioni neofasciste vanno sciolte. Non ci sono giustificazioni rispetto a quello che sta avvenendo. Le manifestazioni libere e pacifiche sono tutelate dalla nostra costituzione, ma chi ha agito ieri, ha agito in nome del fascismo e va messo fuori legge”.

Il sindaco Salvemini ha voluto testimoniare la propria solidarietà, spiegando che “quanto avvenuto ieri ci allarma, non perché migliaia di cittadini decidano liberamente di scendere in piazza per affermare il principio di non adesione alla prescrizione vaccinale o all’utilizzo del green pass, quanto per il fatto che attorno a essi rivendichino un profilo, un ruolo, un protagonismo, associazioni dichiaratamente neofasciste che utilizzano questa vicenda. Non è in discussione il diritto di manifestare, di esprimere il pensiero o di sottrarsi al vaccino, ma è in discussione la manifestazione violenta del proprio pensiero politico”.

Video | Le dichiarazioni di Cgil e politici

Fra gli altri, era presente anche Pierpaolo Patti, consigliere comunale, capogruppo di Progetto Città ed esponente di Sinistra italiana, secondo il quale “quanto avvenuto ieri ha evidentemente un contenuto politico, il green pass e la discussione sui vaccini c’entra veramente poco, altrimenti non si spiegherebbe l’attacco di alcune frange di estrema destra, neofasciste, nei confronti della sede della Cgil di Roma. È evidente che a questo punto non si può più tergiversare: occorre chiedere con forza lo scioglimento di tutte le associazioni neofasciste, come previsto dalla legge e dalla Costituzione, e procedere a ristabilire l’ordine democratico. Allo stesso tempo – ha concluso -, chi fa politica ha il dovere di non nicchiare, non fare spallucce davanti a queste forze che usano vaccino e green pass per fare propaganda con gli strumenti ai quali sono abituati, la violenza”.

Arrivato, come detto, verso mezzogiorno, ha poi preso parola il presidente Emiliano. “La posizione che tutti dobbiamo assumere è questa - ha detto -, Forza nuova e Casapound vanno sciolte perché sono organizzazioni neofasciste con le quali non si può più ragionare e bisogna assolutamente applicare le leggi. Da oggi comincia una mobilitazione istituzionale. La Regione Puglia come istituzione chiederà prima al consiglio regionale, poi al governo, poi al prefetto, al ministro degli Interni di agire con assoluta durezza applicando la legge esistente. E voi sapete che noi quando diciamo una cosa, poi la facciamo”. 

Emiliano, nel ribadire che “siamo per i vaccini, noi siamo per spingere le persone a vaccinarsi, anche attraverso alcune regole severe”, ha anche auspicato che il presidente Draghi prenda una posizione dopo che “giornalisti coraggiosissimi hanno provato con documenti e filmati alla mano che ci sono forze politiche che giocano su un doppio binario e persino forze politiche che fanno parte del governo in parte sono legate a questi gruppi. Questo governo ha avuto davanti agli occhi una rappresentazione di ciò che accadde in Italia nel ‘22, dì ciò che accadde a Bari alla Casa del lavoro, quando Di Vittorio e sua moglie la difesero con le armi in pugno dopo la marcia su Roma.  Io farò di tutto per quelle che sono le mie energie perché il governo prenda una decisione forte”. “Il Partito democratico ha preso una posizione netta. Letta ha oggi chiesto lo scioglimento di Forza nuova e ovviamente automaticamente anche di Casapound. Perché – ha concluso Emiliano - non vedo nessuna differenza tra queste due formazioni e noi combatteremo per questo risultato”.

Il "caso Mellone" e la contestazione a Nardò

Successivamente, Emiliano si è recato a Nardò dove, però, si è dovuto scontrare con i malumori della piazza di sinistra per la sua aperta amicizia verso Mellone. “Siete stati voi a legittimarli”, gli hanno rinfacciato. Ancora, “abbia rispetto di Nardò”. Ma Emiliano ha ribadito di stimarlo e rispettarlo come sindaco, avendo ben lavorato in passato con la sua amministrazione comunale e di avergli solo dato un in bocca in lupo all’inizio della campagna elettorale, chiedendo ai contestatori di non mescolare fatti di caratura nazionale con vicende di tipo locale e aggiungendo: “Nardò ha una tradizione socialista, non è una città fascista”. Il presidente ha menzionato, fra l’altro, l’ordinanza anticaldo per il lavoro massacrante nei campi, realizzata così bene da essere stata letteralmente copiata dalla stessa Regione, o la possibilità di costruire la foresteria per i migranti, cosa che non era riuscita in passato con altre amministrazioni.

“Mi piacerebbe però che il sindaco di questa città dicesse qualcosa sull’antifascismo”, ha constatato Valentina Fragassi. “Anche a me piacerebbe”, ha replicato Emiliano, aggiungendo però che lo stesso Mellone, su Facebook ha scritto un post di solidarietà incondizionata alla Cgil, per quanto accaduto a Roma.

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