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L’opposizione ci riprova dopo il “blitz”: richiesta la convocazione

Cinque consiglieri chiedono la convocazione del Consiglio provinciale per discutere di una delibera relativa al fallimento della società Alba Service

LECCE – L’ultimo Consiglio provinciale si è concluso con l’approvazione del bilancio di previsione in volata e senza la presenza dei consiglieri d’opposizione. Un’assenza, a detta degli interessati, addirittura “calcolata” dalla maggioranza che avrebbe volutamente ignorato la prassi della discussione in seconda convocazione.

Piaccia o no, al netto delle polemiche, il documento contabile corredato dal Dup (documento unico di programmazione) è passato con la maggioranza dei voti ed un astenuto. Rinviata, invece, la discussione degli altri punti all’ordine del giorno, tra i quali tutti quelli proposti dall’opposizione.

Cinque degli “assenti”, Gabriele Caputo, Nunzio Dell’Abate, Sergio Signore, Danilo Scorrano e Antonio Coppola hanno deciso di stringere i tempi della discussione, inviando formale richiesta al presidente di una nuova convocazione del Consiglio. “Gabellone è obbligato a procedere entro 10 giorni, a meno che non sopraggiunga qualche impedimento grave, noi aspetteremo fiduciosi”, fanno sapere i consiglieri. Lo scopo principale è quello di riportare all’attenzione di Palazzo dei Celestini l’annosa questione del fallimento della società partecipata Alba Service: negli ultimi giorni, infatti, la situazione è precipitata ma i lavoratori non hanno fatto in tempo a discuterne in seduta insieme all’ente perché, al pari dell’opposizione, sopraggiunti “in ritardo”.

I consiglieri hanno predisposto una delibera con cui chiedono al presidente, già socio unico della società partecipata, di opporsi alla richiesta di fallimento di Alba service con le modalità  consentite dalla legge e comunque con il supporto di un piano di impresa che preveda, tra le altre cose, la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti.

I consiglieri chiederanno di adottare le seguenti misure atte a tutelare i 130 lavoratori che rivendicano 15 stipendi arretrati e tese a salvare il salvabile nella società: l’inserimento nelle liste di mobilità degli eventuali esuberi, tenuto conto anche delle funzioni fondamentali che fanno capo alla Provincia; la stipula di un accordo con i dipendenti che preveda il congelamento, del tutto o in parte, degli stipendi pregressi; la stipula di un accordo transattivo con i fornitori e creditori “a saldo e stralcio” per il pagamento dilazionato delle somme vantate.

E ancora: il congelamento delle eventuali somme a credito della Provincia di Lecce ed il conferimento delle stesse nel capitale sociale di Alba Service; la valutazione della possibilità di usufruire della “rottamazione cartelle” per i debiti con Inps ed Erario; l’impegno formale dell’ente affinché le somme derivanti  dall’incasso delle sanzioni amministrative, per le violazioni al codice della strada, vengano impegnate affidando i lavori esclusivamente ad Alba Service.

                                                                                                     

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