Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Consorzi li Foggi ed Arneo, sindaci chiedono intervento dell'Anac

I primi cittadini si rivolgono all'autorità anti-corruzione per far chiarezza sugli avvisi di pagamento inviati ai contribuenti e sollevano dubbi di legittimità

LECCE – Tiene banco la vertenza dei consorzi di bonifica interessati da un disegno di legge di riforma che non piace ai sindacati. Intanto, però, le amministrazioni comunali dei consorzi commissariati dell’area salentina “Ugento li Foggi” ed “Arneo” cercano di fare chiarezza sugli avvisi di pagamento emessi presentando un’istanza all’autorità nazionale anticorruzione (Anac).

La richiesta immediata, con risposta scritta, è stata firmata dai primi cittadini di Cutrofiano (capofila), Sogliano Cavour, Collepasso, Ruffano, Parabita, Tuglie, Neviano, Alezio, Taviano, Casarano, Montesano Salentino, Santa Cesarea Terme, Aradeo, Soleto, Sternatia, Botrugno, Nociglia, Nardò, Minervino, insieme alle associazioni dei consumatori Lega consumatori, Adoc, Adiconsum, Altroconsumo e La voce del cittadino.

Il problema è noto e complesso: sui cittadini pugliesi gravano ancora le cartelle di pagamento emesse dai consorzi, nonostante gli impegni assunti dall’assessore regionale alle Politiche agricole, Leonardo Di Gioia, durante una riunione che si è tenuta a Bari il 10 agosto .

Va ricordato anche che nel mese di luglio il primo cittadino di Cutrofiano, Oriele Rolli, di concerto con lo sportello comunale della Lega consumatori, ha chiamato a raccolta tutti i rappresentanti dei municipi interessati e le associazioni per fare il punto della situazione. I sindaci si sono tutti riuniti nella speranza di poter trovare una soluzione a favore dei contribuenti e poter raggiungere un’intesa con la Regione Puglia. Al momento, infatti, sono circa 3mila i ricorsi presentati per il pagamento del tributo 360 emesso dalle strutture consortili per realizzare gli interventi di bonifica.

“Nel successivo incontro del 14 ottobre scorso abbiamo preso atto che gli accordi sono stati disattesi dalla Regione – puntualizzano loro - . Perciò, è stata protocollata un’istanza all’Anac, in cui si sottolinea l’illegittimità dell’affidamento diretto alla Soget spa, ente preposto alla riscossione del tributo 630 e 648 per l’anno 2014 a favore dei due consorzi di bonifica. Si ritiene illegittima la notifica delle ingiunzioni di pagamento inferiori ad euro 50, in contrasto con la convenzione 21438 del 27 novembre 2015 che regola i rapporti tra la società di riscossione e i consorzi”.

I sindaci evidenziano, inoltre, la presunta “illegittimità della delibera commissariale 154 del 1° luglio scorso, nella quale si prevedeva, a posteriori, una modifica del programma relativo all’anno 2014, con l’inserimento di nuovi interventi di bonifica da eseguirsi nel corso del 2014, in modo tale da giustificare la richiesta di pagamento dei tributi. Si fa presente l’illegittimità, a carico dei contribuenti, dell’aggio dell’8 per cento, oltre l’iva sulle somme riscosse, a cui si aggiungono le spese di notifica e di esecuzione per la riscossione coattiva”.

Sulla questione è intervenuto anche il Garante del contribuente della Regione Puglia che ha invitato formalmente sia i consorzi che la Soget “a procedere all’annullamento in autotutela di tutti gli atti impositivi, quali iscrizioni a ruolo, avvisi bonari di pagamento, cartelle di pagamento ed ingiunzioni”.

“Come se non bastasse – aggiungono loro - la Commissione d’indagine, istituita ad hoc per esaminare la gestione dei consorzi di bonifica, non ha prodotto ancora alcun risultato apprezzabile, perché gli stessi consorzi e gli uffici regionali non hanno fornito la documentazione richiesta”.

Ma c'è di più: “Non è stata pure fornita alcuna risposta in merito alla composizione del debito e su come siano stati utilizzati i contributi della Regione; non è stato consegnato alcun elenco delle opere pubbliche finanziate. Non si sa nulla a proposito del reclutamento del personale e degli incarichi legali e professionali affidati ad esterni, nonché sulla situazione debitoria nei confronti delle imprese terze”.

In attesa di una profonda revisione e riforma dei consorzi di bonifica, i Comuni interessati e le associazioni dei consumatori all’Anac chiedono, quindi, di fare chiarezza.

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