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Domenica, 19 Maggio 2024
Politica

Disabilità e città più inclusiva, ministra Locatelli incontra Adriana Poli Bortone

Il dibattito presso l'Open Space di Palazzo Carafa, su sollecitazione della candidata alla carica di sindaco per il centrodestra. Illustrato il Progetto di vita che sarà sperimentato in nove province

LECCE – La ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, è stata questa mattina a Lecce, accogliendo l’invito di Adriana Poli Bortone, nelle vesti di candidata alla carica di sindaco per il centrodestra. Obiettivo: parlare di inclusività nel capoluogo salentino. All’incontro, organizzato presso l’Open Space di Palazzo Carafa, erano presenti le associazioni del terzo settore che si occupano proprio di persone con disabilità.

“Il Peba (Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, ndr) – ha detto Adriana Poli Bortone – è molto importante ma è rimasto a livello di studio, non ha prodotto alcun effetto concreto sul territorio. Certamente prenderemo atto di questo studio, così come presteremo attenzione a tutte le possibilità di finanziamento. E poi dialogheremo con le associazioni e i cittadini. Le consulte sono rimaste solo sulla carta”.

“La nostra idea progettuale – ha proseguito – è quella di mettere in atto tutti gli strumenti  di partecipazione attiva e di confronto continuo con tavoli permanenti con tutte quante le categorie che rappresentano le antenne delle esigenze della nostra città, prendendo in considerazione problemi grandi e piccoli, tendendo conto delle nuove fragilità e delle problematiche che aumentano in modo esponenziale, come l’autismo,  che richiedono profondi cambiamenti all’interno della società, partendo dalla scuola che deve essere vero sostegno per le famiglie, con personale altamente specializzato su questa disabilità, garantendo la continuità dell’insegnamento di sostegno che per i bambini e i ragazzi neuro divergenti è una necessità imprescindibile per creare un canale comunicativo efficace. Nei giorni scorsi inoltre ci siamo confrontati con le persone non vedenti – ha aggiunto – i quali hanno progetti soprattutto di turismo sociale di particolare rilievo”.

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La ministra Alessandra Locatelli, nel corso del suo intervento, ha sottolineato che “in Italia l’ultimo rapporto parla di oltre 13 milioni di persone con disabilità, dalle forme più gravi a quelle più lievi. Nelle scuole i numeri sono in crescita esponenziale. Questo ci dice che se non passiamo dall’ottica dell’assistenzialismo e da una visione penalizzante della persona con disabilità ad un approccio diverso, non riusciremo ad avere una comunità forte”.

“Il percorso, dunque – ha aggiunto la ministra – deve passare dall’inclusione alla valorizzazione della persona. Certamente bisogna migliorare le leggi e in questa direzione va l’approvazione del nuovo Decreto attuativo che mira a dare opportunità, ripensando l’approccio alla persona, nell’ambito sociale, del lavoro, dello sport, dell’affettività e delle relazioni. Il Decreto – ha aggiunto – introduce il Progetto di vita che coinvolge i Comuni e gli enti del territorio, oltre che coloro i quali lavorano nella presa in carico della persona. Oggi per accedere ad un servizio si deve bussare a mille porte. L’obiettivo del Progetto di vita è quello di semplificare e ridurre le fatiche delle persone con disabilità e delle famiglie, mettendo insieme un’equipe multidimensionale”. 

“Una svolta epocale – ha concluso –, che partirà con una sperimentazione in nove province e che è destinata a portare un cambiamento civile, anche nella formazione, nella scuola e nel lavoro, nella direzione dell'accessibilità universale”.

Nel corso della mattinata sono intervenuti, per raccontare le loro esigenze ed esperienze, Maria De Giovanni, presidente dell’associazione Sunrise, Serena Grasso, dell’associazione Piacere per tutti, Giuseppe Quarta, vice presidente provinciale dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti. Hanno preso parte all’incontro anche Ugo Lisi, il senatore della Lega Roberto Marti, e Matteo Gallotta di Gioventù nazionale.

Gli organizzatori del dibattito hanno evidenziato un problema dal sapere paradossale, visto il tema dell’incontro, la presenza di barriere architettoniche proprio nell’accesso principale dell’Open Space, tanto che è stato collocato uno scivolo mobile per far accedere le persone in carrozzina. L’accesso destinato si trova nella parte laterale, e non centrale, dell’edificio.

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