Mercoledì, 23 Giugno 2021
Politica

"E se toccasse a voi?" La vibrante protesta dei cittadini sull'incrocio maledetto

Un drappello ha manifestato questa mattina sulla strada di Frigole, all'altezza dell'incrocio con via Roggerone. Palano di Forza Italia-An chiede misure urgenti al presidente della Provincia

LECCE – Code, rallentamenti, poi arriva anche una volante di polizia. No, non c’è un morto, questa volta, sull’asfalto, ma uno striscione recita, sinistro: “Chi sarà il prossimo? Se toccasse a voi?”.

Questa mattina alcuni cittadini si sono ritrovati per protestare e chiedere misure urgenti lungo la strada provinciale per la marina leccese di Frigole (vi sia arriva da via Giammatteo), all’altezza dell’incrocio con via Roggerone. L’incrocio della morte, è ormai stato ribattezzato, perché qui gli incidenti si sprecano e, purtroppo, più di qualcuno non s’è risollevato più da terra.

Nel primo pomeriggio del 14 settembre, quindi appena tre giorni addietro, ci ha rimesso la vita Giovanni Errico, leccese di 88 anni. Un mazzo di fiori ricorda il punto dove ha esalato l'ultimo respiro. E’ rimasto ferito, in modo piuttosto serio, anche un 54enne albanese il quale, agli agenti di polizia locale, ha spiegato che si stava recando a Lecce da Frigole per prendere la figlia da scuola. Una famiglia nel dolore, quella dell’anziano leccese, e un’altra che ha rischiato di essere spezzata, quella dell’albanese, per un incrocio in cui più di qualcuno, da tempo, denuncia l’assenza di requisiti minimi di sicurezza.

Salvatore Palano, delegato alle marine per Fratelli d’Italia-An di Lecce, ricorda che l’incidente in cui ha perso la vita l’88enne “è l’ultimo di una serie che va assolutamente interrotta”. “Da tempo, denunciamo la pericolosità di quel punto che diventa un attraversamento ad alto rischio, specie nel periodo estivo”. L’appello di Fratelli d’Italia-An è rivolto “con forza al presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone”. La richiesta: “Intervenire con urgenza e mettere in sicurezza quel tratto di strada che non può continuare ad essere una trappola mortale per tutti i veicoli in transito da lì, con le conseguenze drammatiche che purtroppo si sono verificate”.

E, in effetti, gli incidenti, anche gravi, si sono sprecati, negli anni. Basti pensare che il 30 luglio del 2015 sempre allo stesso punto, perse la vita Simone Restia. Aveva soltanto 28 anni e rincasava, verso Frigole, dopo un turno di lavoro di notte nella zona industriale di Lecce. Il suo scooter si scontrò con un furgone. Nemmeno per lui, come per Errico, ci fu nulla da fare. “Pericolo di morte”, recitava uno degli striscioni esposti oggi. Non a caso.   

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