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Il centrodestra sulle “vie” della polemica: ciclabili e strade groviera, doppio affondo

Per la coordinatrice di Forza Italia, Alessia Ferreri, più di connettere San Cesario a Lecce sarebbe stato utile ripristinare in chiave turistica la ciclovia per San Cataldo. E Adriana Poli Bortone attacca per i lavori in città: "Bisogna chiedere i danni quando sono fatti male"

LECCE – Piste ciclabili e viabilità in generale, a Lecce, sono gli argomenti del giorno per gli oppositori del sindaco Carlo Salvemini. Tutte considerazioni che arrivano a margine della presentazione, avvenuta ieri, della relazione di fine mandato del primo cittadino e del relativo sito web che ne semplifica l’accesso e la lettura ai cittadini. Lo stesso Salvemini, nel corso della conferenza stampa, ha ricordato quanto la sua amministrazione si sia impegnata, in questi cinque anni, per la sicurezza lungo le vie della città. Ma nel centrodestra certi discorsi non trovano sponda. Anzi.

Il coordinamento cittadino di Forza Italia, per esempio, ritiene apprezzabile, ma non incisivo sul piano della valorizzazione strategica della città e nell’ottica della sua vocazione turistica, la recente approvazione del progetto per realizzare una pista ciclabile che connetta il capoluogo alla limitrofa San Cesario di Lecce. E si domanda perché, piuttosto, non si sia finora agito per un ripristino e, magari, un miglioramento della ciclovia verso la marina di San Cataldo, potenzialmente più attrattiva per i turisti e gli stessi leccesi. Ricordando come sia ridotta in questo momento: impraticabile, tra rifiuti ed erbacce infestanti. Un vero peccato, secondo i forzisti, perché il percorso, pianeggiante e adatto a tutti, potrebbe essere potenziato e reso capace di regalare scenari naturalistici mediterranei di indubbia attrattiva.

“È corretto scommettere sul turismo sostenibile e su di un percorso rispettoso dell’ambiente – commenta la coordinatrice di Forza Italia, Alessia Ferreri –, ma alla luce di una visione strategica, non certo per fare inutile propaganda.  Ripristinare e/o modificare, ampliare la ciclovia per San Cataldo avrebbe sicuramente dei costi più contenuti. Potrebbe essere un progetto prezioso, volto a promuovere le bellezze di un territorio straordinario partendo dalla consapevolezza della nostra storia e dalla valorizzazione della nostra identità. Oggi più che mai la nostra Lecce necessita di sinergie e azioni comuni di valorizzazione – conclude – per arricchire l’offerta turistica ed offrire nel contempo alla comunità un presente e un futuro migliore”.

Di strade in generale, nello specifico di strade groviera, parla invece proprio la candidata sindaca per la coalizione, Adriana Poli Bortone. Che sul punto è categorica: “La prossima amministrazione dovrà citare per danni tutti gli operatori che hanno distrutto la città”.

"Chiedere i danni per lavori fatti male"

“Nella città europea che solo Salvemini vede (riferimento alla conferenza stampa di ieri, ndr), la situazione complessiva delle strade è uno sfacelo totale: lavori pubblici fatti malissimo, fatti e rifatti. A spese di chi, se non dei cittadini?”, si domanda Adriana Poli Bortone. “Strade da percorsi di guerra, violentate da soggetti pubblici che non hanno avuto rispetto alcuno per il decoro e men che meno per la dovuta sicurezza; lavori affidati e non seguiti, non controllati nella loro esecuzione che hanno ridotto la città dal centro alle periferie in un percorso a ostacoli pericolosi per chiunque transiti”.

Da qui la necessità, a suo avviso, di un pugno di ferro per coloro che non ordinino e ripristino asfalto e basolato a regola d’arte, ritenendo necessario che la prossima compagine che guiderà la città commini “sanzioni pesanti sino all’esclusione delle ditte inadempienti dall’affidamento di ulteriori lavori commissionati dalla pubblica amministrazione. Non ci sarà giustificazione alcuna nei riguardi di aziende destinatarie di appalti e subappalti. La città per essere europea non può continuare ad essere una groviera. E c’è da chiedersi, infine: la responsabilità di chi è? Solo delle ditte e soprattutto di chi non ha saputo vigilare pur avendone l’obbligo?”.

"Tolti troppi parcheggi"

Savino Vantaggiato del Movimento Regione Salento, dopo aver visto la conferenza di fine mandato, trasmessa in diretta sul canale Facebook del Comune, e letto gli articoli successivamente usciti, taccia oggi l’azione politica del centrosinistra come “dettata da una folle ideologia che non guarda in faccia i reali problemi e bisogni della città di Lecce”.

“È facile, dopo cinque anni di malgoverno – prosegue Vantaggiato – attaccarsi sulla giacca la spilletta della mobilità sostenibile a suon di chilometri di piste. Ma per realizzarle, quelle piste, sono stati tagliati parcheggi, si è ingolfato il traffico cittadino, si sono sottratti spazi a residenti e commercianti. Ci si appella ad una sostenibilità che di sostenibile ha ben poco – prosegue – se non il risanamento delle casse gravando sulle tasche dei leccesi. L’ultimo piano traffico, con l’aumento delle tariffe di sosta e l’incremento delle strisce blu ne è una chiara dimostrazione”.

“Il sindaco poi parla di sicurezza stradale. Ma quale sicurezza? Quella di via XXV Luglio dove, per colpa di una pista ciclabile che sfida le leggi della fisica, si registrano quotidianamente cadute di ciclisti e centauri? La sicurezza raggiunta in piazzetta Verdi – aggiunge –, dove piste rialzate in cemento a fior di carreggiata rendono la circolazione un vero rebus? O ci si riferisce a via Merine, sempre più in preda al delirio?”.

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