Guai nella mensa dell’ex Manifattura tabacchi. Lavoratori da mesi senza stipendio

I dipendenti di Meal Service, a secco dal mese di novembre 2013, hanno deciso di manifestare davanti ai cancelli. Licenziamento alle porte per chiusura aziendale. Intanto loro non sembrano accettare acconti o compromessi. Ugl: "Un vero dramma”

LECCE – Ancora guai all’interno della ex Manifattura tabacchi. Quella che, per intendersi, è stata oggetto di una “mancata” riconversione industriale dopo la dipartita di Bat Italia dal Salento.

Tra i reduci di quell’accordo firmato nel 2010, sul quale ancora spira il forte vento della polemica, vi sono i dipendenti di Meal Service. L’azienda che gestisce il servizio mensa all’interno dello stabilimento, infatti, non pagherebbe il salario dal mese di novembre 2013. E già da lunedì i lavoratori hanno deciso di manifestare davanti ai cancelli dell’ex Bat per rivendicare gli stipendi ed il mantenimento di promesse, a loro dire, mai mantenute. 

La denuncia giunge dal sindacato Ugl che descrive una situazione “inverosimile”, non priva del risvolto drammatico del licenziamento determinato dalla imminente chiusura della stessa asocietà. “Appena ieri i vertici di Meal Service hanno inviato alla nostra organizzazione sindacale la bozza di un eventuale accordo per il dilazionamento dei mesi spettanti – spiega il segretario Ugl terziario Gianluca Trisiello -. Ma i lavoratori non ne vogliono più sapere niente, perché sono stanchi delle loro promesse che non sono mai state mantenute, ed hanno deciso di proseguire nella protesta”.

Nel frattempo la segreteria sindacale si è rivolta, proprio nelle ultime ore, al prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta cui ha chiesto di convocare urgentemente le parti in causa. Trisiello racconta anche un episodio accaduto poco tempo addietro: “Un lavoratore protestò con una tanica di benzina e l’azienda rispose assicurando il pagamento delle somme spettanti entro dieci giorni. Ma ancora oggi, a distanza di molto tempo da quelle dichiarazioni pubbliche, il dipendente non ha ricevuto nulla”.

I colleghi non se la passano meglio. La loro condizione quotidiana è pari ad un dramma personale: “La situazione è gravissima anche per gli altri dipendenti che hanno dovuto  vendere i propri beni per riuscire a pagare l’affitto della propria abitazione, le fatture dell’ Enel e poter dar da mangiare ai propri figli etc”. Ora che praticamente non possiedono più niente, cercano in tutti modi di ottenere ciò che gli spetta, senza accettare acconti o altri compromessi.

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Ugl ha deciso di interpellare direttamente i rappresentanti salentini in Parlamento chiedendo loro di dare “risposte concrete anche perché questi lavoratori derivano dalla famosissima riconvenzione della allora Manifattura tabacchi”.

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