Domenica, 13 Giugno 2021
Politica

Il matrimonio al tempo del rifiuto: la lamentela della futura sposa

Un'immagine postata sulla pagina Facebook del sindaco e la rabbia di una cittadina: "Ho pagato, non merito questo"

“E io pago! E io pago!”  Lei, sicuro, ha pagato. Ora, giustamente, desidera che il giorno più importante della sua vita, quello in cui si legherà al proprio compagno per sempre, non subisca imprevisti. Da parte sua ci sta mettendo tutto. E chiede che anche il Comune faccia la sua parte. In fin dei conti, cosa pretende di così particolare? Vuole giusto sposarsi in un luogo pulito.

Una giovane donna ha postato sulla bacheca Facebook del sindaco Paolo Perrone un’eloquente foto, corredandola di un testo che sprizza stupore, rammarico e un pizzico di rabbia. “Gentilissimo sindaco – scrive la donna – mi sposerò sabato prossimo all’ex Conservatorio Sant’Anna”. Piccola introduzione, prima di entrare nel vivo della questione. “Stamattina mi sono recata presso la location per sistemare delle cose. Era in corso un matrimonio, con questo spettacolo lì di fronte e con il basolato della struttura sporco di carte varie”.

Lo “spettacolo”, neanche a dirsi, è quella foto che ritrate sacchetti abbandonati e cartacce sparse (cui, magari, si potrebbero aggiungere le scritte a profusione sui muri). “Per la struttura – spiega la donna – mi è stato richiesto un bonifico di 250 euro, che ho prontamente effettuato circa quattro mesi fa”. “Non credo però che questo, da cittadina, sia il matrimonio che merito”, conclude con molta amarezza.

La segnalazione è stata inoltrata anche a noi sul numero di Whatsapp. E ci ha colpito. Forse è il segno che tutte le battaglie di questi giorni per richiedere di vivere in una città decente, in primis a quella parte di leccesi che non si adeguano alle regole minime di civiltà, e quindi alle autorità perché i controlli siano più assidui, stanno avendo il giusto seguito.

Ha ragione, questa cittadina alle soglie dell’altare, nel richiedere che anche gli angoli circostanti di quel magico angolo del centro storico siano lindi come specchi. Nessuno vuole sposarsi in una latrina pubblica. E nessuno vuole sentir cambiare la formula in: “Finché rifiuto non vi separi”.

20160604_180419 (1)-2 Come lei e il suo futuro marito, tutti hanno diritto non solo a sposarsi, ma anche soltanto a passeggiare in una città dove i marciapiedi siano sgombri da ogni sozzura.

Proprio questo abbiamo pensato quando, riflettendo su come impostare in forma d’articolo la lamentela della futura sposa, siamo usciti dalla redazione per un caffè e ci siamo imbattuti in via Colonnello Costadura nella campana che mostriamo in foto. Circondata da sacchetti ricolmi di bottiglie e vaschette d’alluminio.

Ci rendiamo conto. Era troppo difficile infilare una bottiglia alla vlta. Inizia a fare caldo, sudano le ascelle, viene il fiatone. Tanto, passerà prima o poi il fesso di turno a raccogliere. No?

Se sono questi i biglietti da visita che vogliamo allungare ai turisti, stiamo freschi. E visto che è difficile sperare in qualche forma di auto-educazione, usi il pugno di ferro chi deve controllare. E inizi a farlo una buona volta. Ai lettori sdegnati: continuate a segnalare. Lecce merita voi, non il ciarpame di chi non l’ama.            

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