Domenica, 25 Luglio 2021
Politica Piazza Palio

Polemica su LecceFiere, la replica dell'assessore Messuti: "Salvemini, che autogol"

L'amministratore di Palazzo Carafa risponde al consigliere di Lecce bene comune: "I previsti spazi destinati al verde pubblico saranno omogenei rispetto alle strutture scolastiche e a quelle sportive esistenti". E passa al contrattacco: "Atteggiamento anacronistico sull'attività imprenditoriale"

LECCE – La polemica su LecceFiere? Un autogol del consigliere di Lecce bene comune, Carlo Salvemini, secondo l’assessore ai Lavori pubblici, Gaetano Messuti. “Caro consigliere Salvemini ti suggerirei di approfondire l’autentico significato e i reali obiettivi del project financing, classico esempio efficace ed efficiente di iniziativa privata e imprenditoriale. Ed evita, se possibile, di fornire indicazioni errate agli studenti su questo utile strumento che può risultare importante per lo sviluppo del territorio”.

La contrarietà di Salvemini nasce dal fatto che, a distanza di quattro mesi da una conferenza stampa per stigmatizzare la perdita di “valore pubblico” dell’area. I lavori ancora incompleti e lo spazio chiuso, sebbene, avesse detto all’epoca e sostanzialmente ribadito di recente, in virtù dell’articolo 3 della concessione “nel periodo di non utilizzo dell’area per eventi o manifestazioni oggetto della convenzione e nei periodi in cui non si necessitano lavori di manutenzione, garantisce l’utilizzo dell’area di piazza Palio quale struttura di verde attrezzato custodito e aperta al pubblico con orari tipici dei giardini pubblici”.

Ora arriva la risposta di Messuti, secondo il quale sarebbe distorto il pensiero del consigliere di minoranza. “Fa parte della cultura politica di quest’amministrazione stimolare e supportare l’iniziativa privata, accompagnandola per la realizzazione di interventi che, al contrario di quanto sostiene Salvemini, una volta ultimati si integreranno nel perfettamente nel contesto urbano di riferimento”, risponde, in merito al recente sfogo.

“Vorrei inoltre tranquillizzare il consigliere: i previsti spazi destinati al verde pubblico saranno omogenei rispetto alle strutture scolastiche e a quelle sportive esistenti”. Insomma, Messuti ritiene l’intera querelle una strumentalizzazione gratuita, e taccia Salvemini di non avere “onestà intellettuale” quando afferma che “le proroghe concesse siano un atto di genuflessione nei confronti del gruppo imprenditoriale Palumbo”.

Per l’assessore, sarebbe un tentativo di “assimilare i due gruppi imprenditoriali, Lecce Eventi e Leadri, la società che ha realizzato i lavori della tangenziale, dimenticando due aspetti”. Il primo: “I gruppi imprenditoriali cui fai cenno sono differenti”. Il secondo: “I ritardi che si stanno verificando sono legati a fattori oggettivi, in base ai quali la stazione appaltante ha ritenuto di dover accordare le proroghe. Da non confondere assolutamente con i ritardi che si sono registrati per i lavori della tangenziale cittadina – specifica l’assessore -: in quest’ultimo caso i ritardi sono riferibili ad un arco temporale che, a partire dal lontano 1995, comprende tutte le amministrazioni, esclusa la mia, e che chiamano in causa dunque, anche responsabilità del centrosinistra”.

“Ad ogni buon conto è bene sottolineare che qualsiasi iniziativa imprenditoriale  quando mira a promuovere il benessere sociale e ad assicurare lo sviluppo del territorio di riferimento deve essere necessariamente supportata dalla pubblica amministrazione soprattutto in un momento come questo caratterizzato da una profonda crisi economica nella quale la capacità di investire delle imprese è ridotta ai minimi termini”, aggiunge Messuti.

Un’ultima considerazione: per l’esponente dell'amministrazione di Palazzo Carafa, il ragionamento di Salvemini, “che appare diretto a inibire qualsiasi iniziativa imprenditoriale”, farebbe il paio “con l’atteggiamento anacronistico della Regione Puglia per quanto riguarda la redazione del Piano paesaggistico territoriale pugliese. Un Piano che, se portato a compimento, introdurrà una serie infinita di vincoli e di limitazioni allo sviluppo del territorio, facendo leva su un ambientalismo spinto e talvolta privo di una  logica amministrativa che danneggia il territorio stesso. Penso che su questo aspetto sia il caso di avviare una seria riflessione invece di suggerire  argomenti fuorvianti da sottoporre ai giovani studenti salentini”, conclude. 

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