Ma Fitto controbatte e attacca: “Parli da scienziato e non come un politico”

Numero di tamponi e di guarigioni e inserimento dei dati: dura la replica a Lopalco nella querelle sul Covid-19 in Puglia

Raffaele Fitto.

LECCE – Raffaele Fitto non ci sta e replica al capo della task force pugliese per la gestione dell’emergenza, Pier Luigi Lopalco che, a sua volta, ha risposto nelle scorse ore, punto su punto, a tutte le affermazioni del co-presidente del gruppo europeo Ecr-Fratelli d’Italia sulla diffusione dei dati riguardanti il contagio da Covid-19 in Puglia. Una replica piuttosto netta, quella di Fitto, che, dopo aver preso atto di quanto ha riferito Lopalco, parte oggi in quarta, tacciandolo di aver “messo in evidenza più doti da politico che da scienziato”.

“I numeri ai quali ho fatto riferimento non sono miei dati personali, ma sono i dati contenuti nel bollettino che la Regione Puglia dirama quotidianamente e che poi vengono comparati con quelli delle altre Regioni”, dice Fitto. “Tant’è che Lopalco non li smentisce, anzi, li conferma. Compito della scienza non è quello di dare rassicurazioni opinabili affinché si possa credere per fede, alla scienza si aderisce per evidenze. Il politico guarda numeri trasmessi giornalmente dai bollettini ufficiali regionali e nazionali, li analizza in comparazione tra situazioni omogenee e pone questioni nell'interesse della comunità. Sta allo scienziato – aggiunge - formulare ipotesi, verificarle e parlare con le evidenze scientifiche”.

Entrando nel merito, sui tamponi Fitto così risponde: “Lopalco afferma che il numero è proporzionato alla malattia, ma sempre le classifiche ci dicono che le Regioni che fanno più tamponi sono quelle che registrano più guariti. Per esempio: Veneto, Friuli, Emilia. Siamo sicuri che invece in Puglia non si siano fatti i tamponi perché, per esempio, manca una rete di laboratori? Perché mancano i reagenti? E’ emblematico proprio il caso di ieri al Perrino di Brindisi – prosegue - dove i tamponi vengono rinviati per mancanza, appunto, di reagenti”.

“Ma ci sono stati casi in vari ospedali (alcuni esempi: della Murgia, di Putignano, di Castellaneta) dove medici e operatori hanno dovuto attendere diverse settimane – ricorda Fitto - prima di ricevere il risultato. Sarebbe interessante conoscere il parere ‘scientifico’ di Lopalco sulle dichiarazioni di Emiliano che invitava i turisti a venire in Puglia garantendo tamponi per tutti mentre non sono garantiti agli operatori sanitari”.

Sulla bassa percentuale di guariti, per la quale Fitto ribadisce che “la Puglia è ultima in Italia”, si chiede cosa significhi che “si spiega nell'inserimento dei dati nella piattaforma”. “La Puglia segue regole diverse da quelle delle altre Regioni? E perché?”, si domanda l’ex presidente regionale ed ex ministro agli Affari regionali. “E, quindi, se i sistemi di rilevazione Regione per Regione sono diversi, Lopalco ci sta dicendo che i dati nazionali non sono attendibili? Che i grafici che vediamo (compresi quella della Protezione civile) non fotografano davvero la realtà?”

E non è tutto. Fitto, ancora, attacca sostenendo che “la contraddizione delle contraddizioni Lopalco la raggiunge quando afferma: ‘Quello che possiamo vedere chiaramente è che la proporzione di ricoverati è decisamente più bassa della media nazionale e anche della maggior parte delle regioni meridionali’. E allora perché Lopalco non si interroga sul perché la Puglia, che ha più casi in isolamento domiciliare, quindi meno gravi, ha, poi, la più alta mortalità specifica tra tutte le Regioni meridionali e insulari (Lazio e Umbria comprese)? E’ sulla mortalità, infatti, che Lopalco compie un vero e proprio capolavoro di politichese: abbiamo precisato più volte che l’indice fa riferimento (tasso di mortalità grezzo) alla Puglia se comparata alle altre Regioni del Sud, delle Isole, Umbria e Lazio che sono andate in lockdown insieme. Certamente non abbiamo mai sostenuto che la Puglia avesse il più alto indice di mortalità anche rispetto alla Lombardia. Non siamo scienziati, ma nemmeno stupidi”.

“Spiace poi che Lopalco gongoli sui dati delle province pugliesi meno sfiorate dal Covid e non dica nulla sulla provincia di Foggia che ha un indice di mortalità del 21,5 ogni 100mila abitanti, praticamente lo stesso della Toscana (23,1) o sulla provincia Bat che pure avendo una popolazione che ha un terzo della provincia di Bari registra un indice di mortalità 8,9 (sempre per 100mila abitanti) praticamente uguale a quello della provincia di Bari (9,2). L’indice di mortalità pugliese – dice Fitto - sono giorni che ormai viaggia a 2 cifre: 10,41. Sicilia, Sardegna, Calabria, Campania, Molise, Basilicata, Lazio e Umbria oscillano fra 4,4 e 8,4”.

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“Questi sono i fatti oggettivi”, conclude. “Continueremo nei prossimi giorni a segnalare anomalie, ed eventuali ritardi ed errori, perché essere responsabili, di questi tempi, non vuol dire stare zitti. Infine, al professor Lopalco un suggerimento: parli da tecnico con obiettività basandosi sui numeri che lui stesso ci fornisce e non si faccia coinvolgere dalla politica”.

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