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Schittulli, sanità il cavallo di battaglia. "La forza di candidarmi? Me l'hanno data i pugliesi"

Intervista all'oncologo, candidato unitario del centrodestra, che dovrà competere alle regionali con Michele Emiliano in un momento di sommovimenti in Forza Italia. "La molla sono state le mie pazienti e i giovani senza lavoro". E per il Salento rispolvera la ricetta del senatore Giorgio De Giuseppe

LECCE - Francesco Schittulli è il candidato ufficiale del centrodestra per le elezioni regionali. A lui il compito di contendere la vittoria a Michele Emiliano.

Oncologo, Schittulli è stato presidente della Provincia di Bari e già da tempo ha posto le basi della sua candidatura ottenendo il sostegno delle formazioni minori dello schieramento sin da subito, ma ha dovuto attendere le scorse settimane per avere il via libera da Forza Italia, partito in cui è in corso una estenuante guerra di trincea tra il leader, Silvio Berlusconi, e l'eurodeputato salentino, Raffaele Fitto.

L'ex ministro degli Affari regionali ha garantito il pieno sostegno a Schittulli, ma al di là delle dichiarazioni pubbliche, è chiaro che il braccio di ferro in corso con lo stato maggiore forzista rischia di ripercuotersi sul percorso elettorale in Puglia, dove Forza Italia è stata commissariata con la scelta di Luigi Vitali, già coordinatore della provincia di Brindisi.

- La sua tenacia è stata premiata. E’ il candidato di tutto il centrodestra unito. Dove ha trovato la forza di insistere quando la strada pareva chiusa da troppi malumori?

"La tenacia occorre nel curare e vincere la malattia. Il coraggio e la forza me l’hanno data i pugliesi. La gente semplice che incontravo per strada che mi chiedeva di non mollare, che sarebbero tornati a votare solo se il centrodestra fosse stato davvero tutto unito. Me l’hanno data le mie donne, le pazienti, quelle che ogni settimana continuo a visitare e a operare di cancro al seno, che mi hanno chiesto di dar loro una sanità pubblica fatta di possibilità di cure eccellenti per tutti, di abbattimento delle liste di attesa, di costi sostenibili. Me l’hanno data i giovani, che mi hanno chiesto di non essere costretti a lasciare la Puglia per trovare lavoro. Me l’hanno data gli anziani con reddito minimo che mi hanno chiesto di avere condizioni di vita dignitose".

- Cosa sta accadendo, secondo lei, in Forza Italia: crede che si vada verso una scissione?

"Ma forse qualcuno dimentica cosa da tempo accade nel Pd. Anche lì la scissione è sempre dietro l’angolo, ma l’attività di governo rende questa mediaticamente più rilevante. In Forza Italia, invece, essere in questo momento all’opposizione consente che si faccia più politica anche con una grande, ma democratica, dialettica grazie anche a Raffaele Fitto che ancora ieri, durante la sua convention, ha ribadito che non ci saranno scissioni".

- Non ci vuole la sfera di cristallo per capire che quello della sanità sarà, anche questa volta, un tema saliente della campagna elettorale. Quali i punti più critici da risolvere?

"Dieci anni fa il centrosinistra  vinse, a sorpresa, le elezioni regionali facendo proprio della sanità il suo cavallo di battaglia e quindi viene facile oggi dire: chi di sanità ferisce di sanità perisce. Negli ultimi anni, poi, sono cambiati ben cinque assessori alla Sanità, qualcosa vorrà pur dire e in questa campagna elettorale lo diremo. I punti critici sono davvero tanti, perché – sarà per deformazione professionale – avrò un approccio totalmente diverso con il sistema sanitario che intendo rinnovare ascoltando e coinvolgendo attivamente e direttamente soprattutto gli operatori. E’ inimmaginabile una riforma che non tenga conto degli addetti ai lavori. Io sono uno di loro e conosco più che bene le loro esigenze, così come conosco bene quelle degli ammalati. Ecco, immagino una grande riforma che si prenda cura della salute di ogni singolo pugliese e non solo della sua malattia".

- Governare una Regione significa però anche molto altro. Quali le idee forza che ha in mente?

"Alcune di queste le ho già esposte durante il GiroPuglia Tour 2014 “La cura” che ho tenuto in tutte le province pugliesi  negli ultimi mesi dello scorso anno. Sei appuntamenti in ciascuno dei quali ho affrontato un’apposita tematica che potete trovare sul mio blog (francescoschittulli.it). Qui nel Salento in modo particolare, ho affrontato la tematica che rappresenta in questo momento il problema più grande: l’agricoltura. Ma particolare attenzione  nel mio programma troveranno le proposte concrete sulle politiche del lavoro e sulle infrastrutture. Perché se è vero, come è vero, che la Puglia è diventata la prima regione in Italia per attrattiva turistica è anche vero che poi la Puglia dovrebbe essere ‘raggiungibile e fruibile’ con mezzi di trasporto pubblici integrati, moderni e veloci".

- Per lo sviluppo del Salento cosa immagina di proporre agli elettori?

"Quello che circa cinquant'anni fa propose il senatore Giorgio De Giuseppe, in qualità di assessore alla Programmazione economica della Provincia di Lecce: "la crescita sociale non può che essere il risultato della convinta adesione della popolazione e della necessità di collaborazione fra i vari soggetti interessati". Un messaggio ancora fortemente attuale, perché è ormai indispensabile trovare un comune accordo su un progetto di rilancio economico e sociale del Salento che tragga origine prima di tutto dalla valorizzazione dell'agricoltura, dell'ambiente e del turismo".

"Occorre fare sistema e creare stretti collegamenti tra ricerca scientifica, imprese, finanza ed istituzioni con l'obiettivo finale di favorire uno sviluppo integrato del Salento che garantisca crescita ed occupazione a vantaggio di tutti e che allo stesso tempo sia sostenibile. Tale progetto potrà affermarsi solo avendo come artefici giovani motivati, preparati e con capacità manageriali. E, allora, molto probabilmente un Dipartimento (Facoltà) di Agraria a Lecce sarà un utile ‘strumento’ di formazione e al tempo stesso potrà assecondare più efficacemente l'innovazione, indispensabile per la valorizzazione e la competitività del settore agricolo sui mercati internazionali".

- Di fronte ha una “macchina da guerra”. Come si può battere Michele Emiliano?

"Intanto non è nel mio Dna la parola “guerra”. Affidabilità e verità queste sono le azioni vincenti, per quanto mi riguarda. I baresi conoscono bene le “qualità” de mio avversario da oltre 10 anni per averlo avuto come sindaco di Bari. Posso solo dire che, per vincere, l’attuale sindaco ha dovuto prendere le distanze proprio dal suo predecessore. I pugliesi, invece, lo conoscono come segretario regionale del Pd. Vale a dire del partito di maggioranza dal 2005 in Regione. Ora Emiliano dice che intende rivoltare la sanità come un calzino, che intende dare discontinuità all’azione amministrativa, come se al governo della Regione vi fosse stato il centrodestra e i disastri non fossero imputabili a lui e al suo partito. Gli assessorati maggiori, quelli strategici, sono sempre stati prerogativa del Pd, a cominciare proprio dalla Sanità e dallo Sviluppo Economico. Come vede non sarà impossibile vincere".

- Come pensa di convincere gli elettori indecisi?

"Dicendo che peggio di come stanno difficilmente potranno stare. E allora: cambiare si può, cambiare si deve. Se non avranno voglia o non ci crederanno dopo sarà troppo tardi. Anche per continuare a lamentarsi".

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