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Svolta in Sanitaservice. Raggiunta l’intesa sull’aumento del monte orario

Quattro ore settimanali in più per ciascuno dei 650 dipendenti della società in house. Firmato l'accordo tra sindacati e management sanitario. Soddisfatti i reduci della lunga occupazione sul tetto dell'ospedale Fazzi: "La lotta paga"

LECCE -L’utopia dell’aumento del monte orario, per i dipendenti di Sanitaservice, diventa realtà. La lotta paga, direbbero gli interessati, molti dei quali fermi al palo del part-time sin dalla data di assunzione (maggio 2010) nella società in house creata dall’azienda sanitaria locale per la gestione dei servizi appaltati.

La lunga e irriducibile occupazione del tetto del polo oncologico “Vito Fazzi” di Lecce, infatti, sembra aver dato i suoi frutti: a distanza di parecchie settimane da quell’accesa mobilitazione, ed al netto delle  sfuriate, dei vertici e degli accordi ufficiosi presso l’assessorato regionale alla Sanità, è stata apposta l’agognata firma.

L’amministrazione sanitaria  ha risposto positivamente alla richiesta di arrotondamento del monte ore settimanale, per quanto il full – time, previsto all’inizio del percorso d’ internalizzazione, rimanga un obiettivo procrastinato nel tempo.

Conti alla mano, le trattative tra management sanitario e sindacati hanno scucito un extra di 2456 ore  recuperate  dal residuo del personale ausiliario andato in pensione ; dall’introduzione di nuovi servizi  e l’ampliamento di quelli già assegnati ; dall’apertura di nuove strutture collegate alla Asl.

Oggi, presso il polo didattico della direzione sanitaria,  i sindacati  e l’amministratore unico di Sanitaservice, Lorenzo Martello, sebbene su tavoli di trattativa separati, hanno messo nero su bianco l’accordo che stabilisce anche i criteri di ripartizione delle ore tra i singoli lavoratori, valido dal 1° luglio 2013.

Per quasi 550 ausiliari e pulitori, inquadrati fino a 30 ore settimanali, si prevede un’integrazione di quattro ore, equivalenti a 150 euro in più sulla busta paga. L’arrotondamento del monte ore permetterà ad altri 95 lavoratori di raggiungere, invece, il tempo pieno.

I tre confederali, Cgil, Cisl e Uil hanno avanzato la richiesta di chiudere in via definitiva, entro e non oltre la fine di settembre, le procedure di mobilità interne. Utili a distribuire la forza lavoro in quei presidi ospedalieri che a tutt’oggi risultano sguarniti. E questo al fine di “garantire un omogeneo livello di qualità del servizio, annullando le differenze tra i carichi di lavoro individuali e per rispondere alle esigenze espresse dall’azienda sanitaria che ha acconsentito all’incremento orario”, sottolinea Simone Longo di Cgil.

La fatica per tagliare il traguardo, pagata al prezzo di un anno di mobilitazioni (compreso il presidio permanente nei locali di via Miglietta) è stata tale da giustificare la soddisfazione odierna. Per Gianni Palazzo di Usb si tratta, infatti, di una vittoria annunciata: “Il risultato è molto vicino alle nostre previsioni. Avevamo calcolato 2500 ore disponibili e avanzato la proposta al management sanitario già i primi giorni di marzo. Il passo in avanti si è reso possibile anche grazie all’intervento dell’assessore al ramo, Elena Gentile, e ci sono buone possibilità di raggiungere il full - time per tutti, entro la fine dell’anno”. 

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