Lunedì, 27 Settembre 2021
Politica

"Lecce-Juve, parlamentari e sindaco accertino verità"

Dopo i fatti nello stadio, che hanno messo a nudo ancora una volta l'insicurezza del "Via del Mare", il consigliere del centro moderato Pankiewicz investe della questione il Consiglio e i parlamentari

A seguito dei fatti a dir poco sconcertanti avvenuti durante la gara con la Juventus in Curva Sud di domenica scorsa, che LeccePrima ha evidenziato con forza, mettendo a nudo le surreali carenze di sicurezza all'interno dello stadio di "Via del Mare" attraverso filmati e foto, il consigliere comunale del gruppo consiliare Centro moderato Wojtek Pankiewicz, sulla base dell'articolo 54 del regolamento, ha inviato una domanda d'attualità al sindaco Paolo Perrone, in prospettiva della riunione del Consiglio comunale prevista per giovedì 11 dicembre. Di fatto, il consigliere domanda al primo cittadino "se non ritenga di contattare personalmente e direttamente i massimi vertici dell'Unione sportiva Lecce e delle forze dell'ordine per capire come sia potuta accadere una cosa tanto assurda". Ovvero, la presenza di oltre un centinaio di ultras juventini con striscioni, bombe carta e fumogeni al seguito, all'interno del settore dedicato ai tifosi salentini. Ma non solo. Al sindaco Pankiewicz chiede "se non ritenga di investire della questione tutti i parlamentari della provincia di Lecce affinché, avvalendosi degli strumenti a loro disposizione, facciano piena luce sull'accaduto, individuando i responsabili e promuovendo gli opportuni provvedimenti a loro carico, poiché non è ammissibile che a pagare debbano essere sempre e soltanto i tifosi".

Il consigliere sottolinea come al sindaco, "l'articolo 54 del Testo unico enti locali riconosce attribuzioni in materia di sicurezza e ordine pubblico. Il sottoscritto - specifica Pankiewicz - combatte da sempre l'italica abitudine che nulla si fa se prima non succede una tragedia". E ricorda ancora: "Domenica 7 dicembre, in occasione della partita Lecce-Juventus, solo per caso e per fortuna non è successo nulla di grave, in quanto sorprendentemente centinaia di agguerriti e facinorosi pseudo-tifosi appartenenti al ben noto gruppo dei Viking venivano sistemati in Curva Sud a contatto di gomito (nel vero senso della parola) con i tifosi leccesi, tra i quali c'erano moltissimi bambini, donne (anche mia figlia con alcune sue amiche) e anziani".


"I tifosi leccesi - prosegue Pankiewicz - sono stati provocati e insultati già un'ora prima della partita e per tutta la durata della stessa e solo la loro reazione ferma, decisa, orgogliosa, incisiva, ma civilissima, ha fatto sì che la situazione non degenerasse, in quanto i vili provocatori hanno capito che se fossero andati all'attacco le avrebbero prese di santa ragione, nonostante le loro squallide cinte che ruotavano nell'aria (a proposito, sono desideroso di sapere quali provvedimenti sono stati adottati nei confronti di costoro)". Ora, è chiaro che oggi come oggi, capire come se le sarebbero spartite le opposte fazioni, non è possibile, e per fortuna - aggiungiamo noi -, questo aspetto è rimasto nell'incertezza più assoluta. Piuttosto, è importante quanto aggiunge successivamente il consigliere, già rimarcato da noi e da diversi lettori, nonché testimoniato da eloquenti fotografie: "Nonostante ci fossero ampi spazi disponibili, nessuna zona cuscinetto è stata prevista e nessun cordone di forze dell'ordine schierato tra le due tifoserie". Fatto in realtà avvenuto, ma nel secondo tempo, su sollecitazione di diversi tifosi leccesi. E comunque le forze in campo erano senz'altro esigue. Fatto che il consigliere stesso puntualizza: "C'erano una quindicina di steward spaesati e, solo alla fine del primo tempo, è finalmente comparsa qualche divisa. Tutto quanto evidenziato dal sottoscritto e molto altro ancora - conclude - è ampiamente documentato con video, foto e decine di testimonianze sulla home page del quotidiano on line https://www.lecceprima.it".

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