Covid-19 e migranti, scivoloso terreno dello scontro elettorale in atto

Lopalco spiega che i fattori da tenere in considerazione sono quelli locali, nella lotta al virus, da ovunque arrivi. Zullo di FdI lo attacca e in molti lo accusano per la discesa in politica. L'autodifesa: "Ho esperienza nel campo"

Il professor Lopalco a Lecce (repertorio).

LECCE – Pandemia, più migranti, più campagna elettorale, uguale: una miscela esplosiva. Quello fra migrazioni e Covid-19 è uno dei terreni minati sui quali si stanno confrontando le forze politiche in questi giorni. E in Puglia, da quando è stata ratificata la discesa in campo dell’epidemiologo salentino Pier Luigi Lopalco a sostegno del centrosinistra in vista delle regionali, il confronto si accende spesso con lampi e scambi, diretti o indiretti, via social e comunicati stampa. Accade così che un post pubblicato ieri sulla sua pagina Facebook da Lopalco, abbia fatto sobbalzare il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Ignazio Zullo (peraltro medico, di professione, e ha tenuto a ricordarlo nel contrastare le tesi del suo collega, ma non certo di partito).

In sostanza, Lopalo, ribadendo come si sia ancora in piena pandemia, ha spiegato: “La circolazione del virus è asincrona, cioè l'intensità di circolazione varia a causa di tanti fattori nei diversi Paesi del mondo: la ripresa delle attività produttive, l’'intensità locale dei contatti sociali, (forse) fattori climatici. Capita dunque che un Paese come l’Italia, che ha già subito una prima ondata – ha aggiunto -, debba prevenire l’aumento della circolazione virale e, soprattutto, evitare che l’aumento della circolazione virale faccia sviluppare una seconda ondata di casi clinicamente rilevanti”.

“L’aumento della circolazione - ha proseguito - avviene sia per ripresa dell’attività virale autoctona preesistente, sia per importazione di casi da Paesi ad elevata attività e conseguente circolazione autoctona”. Insomma, inviti alla prudenza “visto che il virus è fra noi, anche d’estate”. Ma, sostanzialmente, Lopalco ha inteso chiarie che i fattori che favoriscono la circolazione, da qualunque parte arrivi il virus, sono locali, invitando a concentrarsi su questi.

“Capiamo bene che il caso importato - ha sottolineato Lopalco -, soprattutto se l’importazione avviene da parte di poveri extracomunitari, faccia notizia. Capiamo anche che alcune forze politiche cavalchino questa tigre non avendo altri argomenti”. Per poi “chiarire il concetto di base, che abbiamo ripetuto fino alla nausea, e cioè che i virus non conoscono confini e quindi le azioni di contenimento devono essere principalmente azioni locali. E poi i virus sono individui esigenti: se proprio devono viaggiare - ha concluso -, preferiscono farlo in aereo in prima classe piuttosto che sui barconi”.

L'affondo di Zullo: "Non parli da scienziato"

L’uscita non è piaciuta a Ignazio Zullo che oggi, in un comunicato stampa, tuona: “Qualcuno fermi Lopalco, non dalla discesa in campo in politica, ma dal presentarsi come scienziato.  Lo faccia per il bene della Puglia e della collettività pugliese e nazionale. Quando Lopalco afferma su Facebook che ‘i virus sono individui esigenti: se proprio devono viaggiare, preferiscono farlo in aereo in prima classe piuttosto che sui barconi’, è una comunicazione fuorviante, ingannevole e pericolosa per la salute pubblica”.

“Il professor Lopalco può esprimere le proprie idee politiche ma se veicolate nella veste di scienziato arreca danno ai miei e suoi maestri – aggiunge Zullo -, alla nostra professionalità, alla scienza e alla collettività”.  Insomma, per Zullo l’affermazione non può uscire della bocca di “uno scienziato, un medico e nemmeno di un politico serio”, ritenendo che indipendentemente da etnia, provenienza, credo, idea politica, chiunque possa “veicolare il virus viaggiando in ogni modo” e aggiungendo che “gli assembramenti durante il viaggio favoriscono la trasmissione”.

“Quando si tratta di sanità pubblica - prosegue - non c’entra più l’essere pro o contro gli immigrati, ma occorre mettere in atto misure di profilassi scientificamente validate nel rispetto della dignità della persona e a tutela della collettività. Estremizzando il suo concetto (errato) se oggi, vigente l’ordinanza di quarantena del ministro Speranza, si viene via mare attraverso la Grecia dalla Bulgaria non ci sarebbero rischi di trasmissione, rischi che secondo Lopalco sussisterebbero se una persona rientra dalla Bulgaria in aereo. Assurdo - conclude Zullo - ma nell’era di Emiliano tutto è possibile, anche negare l’evidenza visto che i proprio in Puglia stiamo registrando casi positivi fra i migranti che arrivano in Sicilia e trasferiti in Puglia”.

Lopalco: "Ho esperienza nel settore"

Ed è proprio fresca di questa mattina una replica di Lopalco, non in modo diretto a Zullo, ma, in generale, “ai tanti che nel mio post di ieri mi hanno accusato di aver abbandonato il sacro furore della scienza per buttarla in politica”. Perché in effetti, sotto lo scritto di Lopalco, si è creato il solito assembramento (è il caso di dire) di opinioni. Ma, volendo, si può intendere in maniera estensiva anche come una risposta al capogruppo di Fratelli d’Italia. Insomma, una polemica nata, secondo Lopalco, “solo perché mi sono permesso di dire che l’ultimo problema nel controllo della pandemia di Covid-19 sono i barconi di disperati che arrivano sulle coste italiane”.

Per tale motivo, l’epidemiologo ha postato anche un’immagine della lista dei lavori scientifici riguardanti malattie infettive ed immigrazione di cui è coautore. Una cosa che non ama fare, ha chiarito, ma che si è visto quasi costretto per spiegare che non parla per sentito dire. “Dell’argomento - ha chiarito - io mi occupo dal lontano 1997”.

“L’ultimo lavoro a cui ho collaborato con i colleghi dell'Ecdc (Europeran Centre for Disease Prevention and Control, ndr) è stato pubblicato nel 2020. Ho cominciato a lavorare nei centri di accoglienza dei migranti, per studiare il rapporto fra migrazioni ed infezioni, quando ero ancora specializzando. Insomma – si difende Lopalco -, diciamo che un po’ di studio ed esperienza sul tema credo di averne fatto. Quando parlo, non so se parlo da scienziato o da politico. Ma quando dico che se la circolazione di coronavirus riparte non è certo per colpa dei barconi, so quello che sto dicendo”, la sua conclusione. 

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La controreplica: "Affermazioni pericolose"

Ma Zullo non molla e nel pomeriggio, risponde con un'altra nota: “Non è un problema se affermi di sapere quello che dici, diventa un problema quando rispetto a quello che dici non ne azzecchi una. Ora secondo te e i tuoi studi non c'è rischio di trasmissione Covid se si arriva con i barconi, c'è, invece, se si arriva in aereo. Vedremo se ci azzecchi almeno stavolta. Io - conclude - continuo a dire che le tue sono affermazioni pericolose”.

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