"Marcia su Roma" e braccio teso. Scoppiano polemiche e rissa sul web

Post di Pierpaolo Signore, poi rimosso. Accuse dalla sinistra e repliche: "Non vedono le loro colpe e cercano capri espiatori"

Il richiamo alla “marcia su Roma” non è piaciuto. La mattinata politica leccese è iniziata con la polemica a colpi di social e inevitabile inoltro a gruppi e chat di giornali e giornalisti, per un infelice rimando al corteo di mussoliniana memoria in un post su Facebook del consigliere comunale e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Pierpaolo Signore, corredato da un selfie in pullman con tanto di saluto romano alle sue spalle.

Si marciava su quattro ruote verso la Capitale richiamati dalla leader Giorgia Meloni per andare a urlare davanti a Palazzo Chigi la necessità di elezioni seduta stante. Goliardie, avranno pensato i diretti interessati, ma i post additati a un certo punto sono spariti. Facebook, che grande fucina di amicizie e disgrazie, opportunità e imbarazzi.   

“Chi ha responsabilità istituzionali, eviti comportamenti inopportuni e irrispettosi”, bacchetta Paolo Foresio dagli scranni del Pd. “Il saluto romano in pullman, così come sentimenti nostalgici verso una pagina che ha segnato l'inizio di un ventennio di dittatura per il nostro paese, che sappiamo tutti quanto ci sia costato in termini di vite umane, non si addicono a un consigliere comunale che rappresenta, in ogni caso, una comunità e a cui è richiesto senso dello Stato e rispetto della storia”, ammonisce. “L'averlo fatto, poi, proprio in coincidenza con la Giornata della Memoria lo rende a mio parere ancora più grave”.

IMG-20170128-WA0003 (1)-2Ma c’è chi replica, spostando l’attenzione dalla simbologia ai motivi seri del viaggio. “Quando le cose sfuggono alle logiche della sinistra, per cui siamo tutti in democrazia quando la pensiamo come loro, bisogna fare ricorso ai cari vecchi fantasmi che aspettano di essere tirati fuori dagli armadi”, replica così urbis e orbis Donato Carbone, coordinatore di Gioventù nazionale della provincia di Lecce, tacciando la vicenda di pura speculazione. “Il saluto romano - tuona - è il problema di quella classe politica che non vede quello che ha causato e tenta di trovare un capro espiatorio”.  

Parlando della manifestazione capitolina, spiega: “A differenza di chi fa l’oppositore da salotto, crediamo nella nostra nazione, abbiamo valori solidi e vogliamo ribadire che l’Italia deve ritrovare la sua sovranità, avere politici eletti, combattere il terrorismo, la crisi, la disoccupazione: qualcosa che sembra impossibile da fare ma che impossibile non è”.

E ancora, il contrattacco verso il mondo di sinistra prosegue: “L’unico appiglio che ha chi non crede in questi valori, chi ama questa Italia piegata alle banche, che lascia morire di fame i suoi figli, che toglie loro il lavoro, la vita, l’aria, è una foto apparsa sul web”.

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“Ma non è una foto che può fermare il nostro grido”. Morale, con tanto di rilancio ai cugini di sinistra: “Possono anche loro scegliere di chiudere con le nostalgie del passato e guardare al presente. Possono anche loro abbandonare il loro pc e scendere in piazza al nostro fianco a pretendere, insieme con noi, un’Italia sovrana”.

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