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Il Pd: "Quale lavoro oscuro su Lecce Capitale europea della cultura?"

"Quale è il vero obiettivo della giunta? Sostenere davvero la candidatura di Lecce nelle competenti sedi europee?". Domande rivolte direttamente ai vertici di Palazzo Carafa da parte di Gabriele Margiotta, membro dell'esecutivo del Pd di Lecce

LECCE -  “Quale è il vero obiettivo della giunta comunale? Sostenere davvero la candidatura della Città di Lecce nelle competenti sedi europee?”. Domande rivolte direttamente ai vertici di Palazzo Carafa da parte di Gabriele Margiotta, membro dell’esecutivo del Pd di Lecce. 

Insomma, Margiotta entra a gamba tesa sull’attività che in questi mesi si sta facendo per candidare il capoluogo salentino a Capitale europea della cultura: “Poco si sa - afferma - sull’oscuro lavoro preparatorio che l’amministrazione comunale sta svolgendo, di concerto, con le altre istituzioni locali coinvolte nel progetto di Capitale europea: Provincia di Lecce, Camera di Commercio, Università del Salento”. 

Se allora il Pd vede poca trasparenza nel lavoro fino ad ora svolto tra gli enti più rappresentativi del territorio, ecco la formula che invece propone: “Il Pd di Lecce, al contrario dell’attuale amministrazione comunale – si legge nella nota a firma di Margiotta - ritiene sia necessario costruire un partenariato che applichi, realmente, i principi della concertazione e della trasparenza, allo scopo di condividere, effettivamente, con tutta la cittadinanza, una strategia di sviluppo culturale, che avrà conseguenze sulla città per gli anni a venire e che implica, come ben sappiamo, investimenti pubblici e scelte di consulenti, da remunerare”.  E va detto, anzi riportato, anche quando il Pd parla di “pompose auto-celebrazioni spese quotidianamente, fin’ora, dall’amministrazione, sui media locali”.

Margiotta non risparmia nemmeno il coordinatore culturale individuato dall’amministrazione comunale. “E se le scelte delle persone fossero discutibili? La scelta di un coordinatore come Berg, che, nel suo curriculum, ha già esperienze di coordinamento, svolte per altre città, già capitali europee, sarebbe stato utile in una fase successiva a quella del riconoscimento. Forse, in questa fase preparatoria – continua - sarebbe stato più utile costituire un comitato tecnico scientifico, con una pluralità di competenze (d’altra parte, a cosa serve avere nella squadra l’Università del Salento?), che avesse conosciuto, meglio, il territorio e i suoi attori sociali, culturali ed economici e che avesse svolto, gratuitamente, questa funzione preparatoria, come, peraltro, accaduto a Taranto, con la scelta di una persona interna all’amministrazione comunale ed al territorio”. 

D’altra parte, remunerare, con decine di migliaia di euro, un seppur valido coordinatore straniero, solo allo scopo di operare, per un tempo limitato (fino a settembre), in una fase meramente preparatoria della pre-selezione (dovendo poi, attendere, in caso di esito positivo, una successiva valutazione positiva entro dicembre e solo in seguito ad una valutazione di ammissibilità, si procederebbe alla candidatura definitiva, nel 2014),  su un territorio che, ovviamente, non conosce, non appare una scelta di grande oculatezza e saggezza. A meno che, i parametri di selezione e valutazione delle persone che compongono l’organigramma del progetto, siano diversi dalla logica di coerenza stringente con gli obiettivi da conseguire”.

 Conclusione: “Il Partito Democratico ha un progetto diverso e più serio per una candidatura ambiziosa quale è quella della nostra città a Capitale della cultura europea. Se si investono rilevanti risorse, come ha fatto la giunta comunale, bisognerebbe realizzare le opportune azioni promozionali nelle sedi decisionali, nazionali e comunitarie e non invece, esclusivamente, sul piano locale”. 

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