"Ingenuità politica e arrivismo". I meetup salentini fanno quadrato contro Ronzino

La raffica di polemiche contro la partecipazione a ‘Ballarò’ dell’attivista neretino si rinforza grazie ad una nota con cui, molti gruppi ufficiali del Movimento, prendono nettamente le distanze. Lo accusano di aver inanellato insuccessi politici e di personalismo

Ronzino, da Facebook.

LECCE – Il polverone alzato dalla partecipazione di Alfredo Ronzino, attivista del Movimento 5 stelle, alla trasmissione televisiva “Ballarò”, non accenna a depositarsi. La rete e i gruppi di attivisti del territorio (chiamati meetup) non vogliono perdonargli né la sua decisione di rispondere al richiamo di Giovanni Floris senza consultare gli iscritti al Movimento, né le considerazioni espresse nella tribuna politica di Rai 3, tra cui alcuni presunti strafalcioni che sarebbero valsi “una brutta figura”.

La questione tiene banco, da giorni, nella cronaca locale, esposta com’è a continue raffiche polemiche: dopo l’invasione delle varie bacheche di facebook, in cui non sono mancate le critiche forti sconfinate negli insulti e nel richiamo alla ‘scomunica’, sono intervenuti poco alla volta anche i parlamentari salentini, la senatrice Barbara Lezzi, il deputato Diego De Lorenzis che ha proposto di revocare l’uso del logo ed il senatore Maurizio Buccarella. Quest’ultimo, proprio ieri, è intervenuto per prendere posizione contro le ‘cronachette’ giornalistiche della querelle interna ai 5 stelle leccesi, e contro il loro uso strumentale.

Ma anche lui ha puntato il dito contro una presunta ricerca di visibilità a tutti i costi dell’attivista (Ronzino, candidato alle ultime elezioni europee, è riuscito a raccogliere 26 mila preferenze che non gli sono valse uno scranno a Bruxelles) e dei suoi sostenitori, definiti ‘portatori d’acqua al suo mulino’. Il senatore ha anche fatto un ironico riferimento a ‘chat segrete’ che sarebbero state inviate in ogni dove: indizio di una presunta volontà di screditare il Movimento e i portavoce regolarmente eletti, che affonda le sue radici molto al di là della semplice comparsata televisiva.

Gli attriti sopiti, in poche parole, sono venuti a galla e lo stesso Ronzino si è sentito in dovere di giustificarsi, ribadendo la buona fede sottesa alle sue azioni, la sua intenzione di sostenere le ragioni del Movimento, nonché la sua partecipazione a Ballarò fatta a titolo puramente personale.

Il candidato, già in corsa per le elezioni comunali di Nardò e molto conosciuto sul territorio, si è esposto ad una bufera di feroci critiche e attestati di solidarietà (sotto forma di commenti pubblici sui social network) perfettamente in collisione tra loro. E capaci di confondere completamente le idee. La sostanza della sua controreplica, però, è racchiusa in una frase: “Espulso da dove? Siamo forse un partito? Espulso per aver esercitato il mio diritto ad esprimere il mio pensiero (articolo 21 Cost.)?”.

Contro Ronzino, però, hanno fatto quadrato anche numerosi meetup del territorio (compreso un gruppo di Nardò e i Salentini uniti di Lecce) che hanno firmato una nota durissima con cui prendono ufficialmente le distanze dall’attivista neretino e “dal suo personalissimo modo di interpretare il Movimento”. E ciò a causa “dei continui attacchi al Movimento 5 Stelle, agli attivisti e ai suoi portavoce”.

“Il signor Ronzino, presente solo negli ultimi tre anni, si è candidato in tutte le competizioni elettorali, inanellando una serie impressionante di insuccessi dovuti alla sua conclamata ingenuità politica e palese voglia di arrivismo che lo porta ad ogni sua sconfitta elettorale a cercare un capro espiatorio – scrivono i gruppi di attivisti -. Tutto ciò, e non le corbellerie dette da libero cittadino in qualche talk show, lede

l’immagine del Movimento. Ci chiediamo perché lo stesso, oggi non più accettato dalla maggior parte degli attivisti provinciali e regionali, non abbia la dignità di lasciare il Movimento”.

I colleghi attivisti ricordano come “del meetup Cittadinanza Attiva, fondato da Ronzino in prossimità delle elezioni europee, nessuno ha mai sentito parlare, né si conoscono le attività svolte sul territorio”. Oltre a dissociarsi pubblicamente da qualunque azione intrapresa dal candidato e dalle sterili polemiche, i meetup ammoniscono che il  “MoVimento 5 stelle non è un ufficio di collocamento dove sistemarsi a vita”.

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