“Negato l’accesso agli atti per la Tap”. Stefàno contro il ministero dell’Ambiente

Il senatore di Sel denuncia incomprensibili resistenze rispetto alla sua richiesta di accesso ai documenti. Lo stesso sito ministeriale non riporta informazioni esaurienti. “Ho dovuto ribadire il mio status politico, così si ledono le prerogative parlamentari”

LECCE – Roma volta la faccia, ancora una volta, rispetto alle obiezioni sul gasdotto Tap. E la crisi diplomatica tra Governo centrale e Regione Puglia sembra davvero dietro l’angolo. A fine agosto, infatti, è arrivata la prima doccia fredda:  la commissione tecnica Via del ministero dell'Ambiente ha dato il via libera all’opera progettata dalla Trans Adriatic Pipeline deputata al trasporto di gas naturale azero dall’Azerbaigian, passando da Grecia e Albania, fino alle coste del Belpaese. L’approdo in località San Basilio presso San Foca, marina di Melendugno, è uno dei motivi che ha scatenato le resistenze della comunità locale e delle istituzioni salentine.

Ma non l’unico, considerato che l’ente di via Capruzzi è intervenuto ben due volte per bocciare il progetto in virtù dei vincoli paesaggistici e della tutela degli interessi commerciali e turistici della costa di Melendugno. Il parere della Regione Puglia, sebbene non vincolante, è stato completamente cassato.

Roma ha sorvolato anche su tutte le ipotesi alternative per la localizzazione del terminale. E ha tirato dritto, in volata, libera da ogni ostacolo, al punto che lo stesso ministro dell’Ambiente, Luca Galletti, ha annunciato di voler apporre la firma al decreto per la fase di competenza del ministero dello Sviluppo economico, che porterà al rilascio dell'autorizzazione unica, preliminare all'inizio lavori.

A distanza di un mese, il dicastero romano è salito di nuovo sul banco degli imputati. A puntargli il dito contro è stato, ancora una volta, il senatore Sel, Dario Stefàno che taccia il ministero di “gravi ed incomprensibili resistenze alla richiesta di accesso agli atti sul gasdotto”. “Prima mi viene sottolineata la mancanza di interesse diretto, poi addirittura più volte chiesto cosa mai ci dovrete fare – denuncia il politico-.  Sono preoccupato, così si ledono le prerogative parlamentari”. 

L’allarme è stato lanciato in una lettera indirizzata al presidente del Senato Pietro Grasso nella quale vengono ricostruiti i dettagli del tentativo, caduto nel vuoto, di avere accesso agli atti relativi alla realizzazione dell’infrastruttura.

“Il parere Via nazionale espresso – spiega Stefàno- anticipato con nota stampa il 29 agosto e utilizzato dal presidente del governo Matteo Renzi per annunciare lo stesso giorno il via libera al gasdotto, trasformando una valutazione tecnica in un provvedimento politico, ancora oggi non è ufficialmente disponibile”. Persino il sito del ministero dell'Ambiente non riporterebbe informazioni esaurienti.

“Ho chiesto più volte agli uffici ministeriali di consultare la documentazione relativa – prosegue - . Di fronte all’iniziale obiezione di una mancanza di interesse diretto alla mia richiesta, ho dovuto far predisporre un'ulteriore nota, ai sensi della legge 241 del 1990, facendo presente il mio status di senatore della Repubblica Italiana, eletto nella circoscrizione elettorale ben definita quale è appunto la Puglia e di avere dunque, ipso facto, un interesse diretto. Mentre andava a vuoto l'ennesimo tentativo di essere aggiornato sulla mia richiesta, abbiamo più volte registrato il ripetersi da parte del dipendente del ministero di una domanda alquanto preoccupante: cosa mai ci dovrete fare?".

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"Mi rivolgo a lei, presidente - conclude Stefàno - perché sono in gioco l'essenza e la ragione stessa dell'essere eletti rappresentanti di una comunità, di fronte a quello che sembra un tentativo di diminutio delle prerogative parlamentari".

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