Multe agli sporcaccioni per quasi 200 mila euro: un anno di lotta del Comune

Il sindaco Salvemini e l'assessore Valli hanno presentato il report annuale: 393 le sanzioni elevate, 16 le foto-trappole attive in punti sensibili e segreti. "Un fenomeno culturale duro a morire"

Nella foto sottostante, la conferenza stampa con sindaco Salvemini e assessore Valli

LECCE – Un anno di lotta all’abbandono indiscriminato dei rifiuti, combattuta con telecamere e foto-trappole, ha portato notevoli risultati: 393 sono state le sanzioni elevate nei confronti degli “sporcaccioni” per un totale di 196 mila e 600 euro.

Questo il resoconto dell’attività svolta dal nucleo Dec della polizia locale, in collaborazione con l’ufficio Ambiente del Comune di Lecce, che ha sorvegliato per mezzo dell’occhio elettronico le zone più a rischio: campagne, marine e strade scarsamente illuminate. Luoghi ideali dove smaltire in modo illecito i rifiuti, specialmente ingombranti, nell’illusione di non essere pizzicati e poter eludere i controlli con la complicità del buio.

Niente da fare però per gli incivili: nel 2020 sono state accertate 418 violazioni di cui 205 legate all’abbandono dei rifiuti che hanno prodotto sanzioni per 82mila euro; 104 dovute a una modalità scorretta di conferimento con sanzioni pari a 10mila e 400 euro. E ancora: 75 sono stati i verbali elevati per il conferimento nelle marine e nei cassonetti delle case sparse da parte dei non residenti; 5 i verbali per l’abbandono lungo le strade provinciali e 29 gli abbandoni durante il lockdown.

A conti fatti, quindi, neppure le chiusure dovute all’emergenza sanitaria hanno scoraggiato quei cittadini (evasori della Tari e persino regolari contribuenti) che senza un valido motivo sono usciti di casa per gettare dove capitava l’immondizia. Un malcostume che, secondo l’assessore comunale all’Ambiente, Angela Valli, affonda le sue radici in un fenomeno culturale duro a morire.

Non esiste, infatti, un identikit dello “sporcaccione” perché queste cattive abitudini non hanno età, classe sociale né livello d’istruzione.

“Molti dei cittadini pizzicati sono professionisti che, evidentemente, non solo ignorano il danno estetico di questa pratica ma anche le ripercussioni sull’ambiente e sulla nostra salute. Il rifiuto abbandonato è un boomerang che torna nelle nostre case e nelle nostre vite – ha commentato Valli -. Lo smaltimento illecito è un fenomeno inaccettabile che, però, durante il periodo del lockdown, ha assunto i caratteri di una vera e propria vergogna sociale”.

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L’amministrazione comunale, ha precisato il sindaco Carlo Salvemini, utilizza le multe come deterrente per evitare il reiterarsi di questi comportamenti illeciti e in un’ottica di prevenzione. Palazzo Carafa ha già posizionato 8 foto-trappole in punti sensibili (e chiaramente ignoti) che periodicamente vengono spostate, a seconda delle informazioni pervenute dalla società che si occupa della raccolta dei rifiuti urbani.

A queste se ne sono aggiunte altre 8, durante i mesi di chiusura per l’emergenza Covid-19. Palazzo Carafa non esclude di poter incrementare la dotazione tecnologica, che prevede anche l’impiego di un drone, per potenziare i risultati positivi che ha già registrato. E prevenire sia il fenomeno dell’abbandono, sia quello dell’evasione della Tari che di solito (ma non necessariamente) lo accompagna.

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“Stiamo inasprendo anche i controlli relativi all’abbandono dei sacchetti dell’immondizia in prossimità dei cestini portacarte – ha aggiunto il primo cittadino -. Oltre ai rifiuti illeciti, speciali, ingombranti e agli scarti delle attività produttive, infatti, registriamo la cattiva abitudine di utilizzare male i cestini posizionati in città. L’intenzione è quella di promuovere comportamenti virtuosi e non quella di fare cassa. Del resto l’azione di controllo messa in campo, per quanto poco pubblicizzata per ovvi motivi, è complessa, richiede energie, tempo e risorse ed è diventata una lotta contro l’inciviltà continua e quotidiana”.
 

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