Sanzioni e stop in arrivo per “gli sporcaccioni”. Ecco la stangata sulla differenziata

Il Comune di Lecce ha presentato l’ordinanza dirigenziale per il conferimento dei rifiuti. Oltre alle sanzioni pecuniarie, per gli esercizi commerciali è prevista la chiusura per 7 o 15 giorni. L’assessore Guido: “Nessun intento punitivo. Credo nella coscienza ambientale dei cittadini”

LECCE – Il Comune di Lecce è uscito “indenne”, sotto il profilo della pulizia del centro urbano, dai festeggiamenti dei Santi Patroni. Lo afferma, con orgoglio, l’assessore alle Politiche ambientali Andrea Guido che, già dalle prime ore della mattinata, avrebbe trovato una città perfettamente ripulita dai bagordi della sera precedente. Merito, afferma lui, sia della ditta Monteco che gestisce il servizio di raccolta differenziata, che dei controlli effettuati dall’amministrazione di Palazzo Carafa.

Nel frattempo la giunta di Paolo Perrone si sta attrezzando sul fronte del conferimento dei rifiuti con un’ ordinanza dirigenziale che precede l’entrata in vigore del nuovo regolamento, atteso entro la fine dell’anno. Un modo per mettere a tacere le polemiche degli ultimi giorni con i commercianti del capoluogo, sorte proprio intorno al conferimento dei rifiuti differenziati. Ma anche, e soprattutto, per aggiustare il tiro e far partire a pieno ritmo un servizio troppo giovane per la città di Lecce che intende puntare in alto, superando l’attuale soglia del 28,34 percento nella raccolta differenziata. Per il momento, conferma Guido, tutto procede per il meglio: “Abbiamo sventato l’ecotassa e superato la precedente soglia dell’11 percento, ma è necessario migliorare la qualità e serve sia la collaborazione dei cittadini che un ritrovato senso civico. Abbiamo sopportato bene il boom turistico che ha portato 600 mila persone a visitare Lecce, abbiamo potenziato il servizio e prevediamo di proseguire su questa direzione, senza escludere la possibilità di rivedere il capitolato d’appalto e introdurre servizi aggiuntivi in vista dell’estate”.

Guido guarda lontano e prevede di estendere il raggio di azione fino ai quartieri più periferici. Per il momento la prova Sant’Oronzo è stata superata e, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’ordinanza comunale, non è mancato un ringraziamento rivolto agli ambulanti che hanno provveduto a ripulire lo spazio occupato dalla propria postazione. “Questa circostanza è stata utile a dimostrare come il servizio può funzionare se esiste, a monte, un gioco di squadra. I tre ingranaggi della raccolta differenziata devono funzionare come un orologio svizzero – ha aggiunto il dirigente dell’ufficio Ambiente Fernando Bonocuore -: la raccolta effettuata da Monteco, il corretto conferimento da parte dei cittadini, il ruolo di controllo che spetta alla pubblica amministrazione”.

Se il meccanismo si inceppa, dunque, scoppia il caos. E l’amministrazione si ritroverebbe a pagare il danno di comportamenti scorretti che rischiano di compromettere l’efficacia della raccolta. Si parla di un danno innanzitutto economico, considerato che, in base alla legge regionale 24 del 2012, il Comune di Lecce ottiene i proventi della raccolta differenziata ma, contemporaneamente, ha in carico il trattamento degli stessi rifiuti.

La nuova ordinanza (numero 1142 del 27 agosto 2015), presentata oggi presso Palazzo Carafa, è intervenuta quindi per colmare un pesante vuoto normativo: l’ultimo regolamento comunale cui far riferimento risale, infatti, al 2003. Ed è valida su tutti i fronti, dalle utenze domestiche e non, fino alle case sparse ed alle marine di Lecce. Le novità più rilevanti riguardano le utenze non domestiche che dovranno posizionare gli appositi contenitori dalle ore 22,00 della sera prima del giorno di raccolta fino ore 5,00. Gli imballaggi in cartone dovranno essere esposti sul marciapiede antistante il proprio esercizio commerciale dalle ore 12,30 fino alle ore 14,30 per un questione di “decoro urbano”, ha spiegato l’assessore. Gli stessi saranno raccolti dalla ditta appaltatrice entro le ore 16,30.

Le violazioni rispetto a quanto previsto dall’ordinanza saranno punite con una sanzione amministrativa dai 25 ai 500 euro. Le sanzioni amministrative risultano particolarmente stringenti nel caso degli esercizi commerciali: oltre alla multa, è prevista la chiusura dell’attività per 7 giorni nel caso di doppia violazione nell’arco di 6 mesi (a partire dalla prima) e con la chiusura di 15 giorni nel caso di tripla violazione nell’arco di 12 mesi.

L’ordinanza non ha, però, un intento punitivo. Ci tiene a sottolinearlo Andrea Guido: “Sono contrario alle sanzioni perché credo nella coscienza ambientale dei cittadini e nelle potenzialità del dialogo. Tuttavia, dopo l’applicazione delle prime sanzioni, ho notato una sensibile differenza nella pulizia della città. Del resto la raccolta differenziata è stata voluta da tutti: serve solo la necessaria pazienza per adattarsi al nuovo sistema di conferimento dei rifiuti. Abbiamo solo da guadagnarci in termini di decoro e salute pubblica”.

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