Mercoledì, 4 Agosto 2021
Politica

Presentato il nuovo “Fazzi”. L’eccellenza, contraltare alle ombre della sanità pugliese

La Regione Puglia ha presentato la nuova struttura ospedaliera - dipartimento emergenza che verrà realizzata nel giro di due anni. Vendola: "Fuori dal piano di rientro sanitario, si allenta la morsa per poter migliorare la sanità pubblica"

LECCE – La sanità pugliese, i cui conti sono stati messi in salvo dall’applicazione del piano di rientro 2010-2012, aggiunge una nuovo tassello alla sua rete ospedaliera. E la città di Lecce è stata scelta come snodo strategico del Salento per la realizzazione di una nuova struttura d’eccellenza, all’interno del Polo oncologico del Vito Fazzi. A metà strada tra i due plessi esistenti.

Oggi la presentazione del progetto per la cui realizzazione bisognerà aspettare poco meno di due anni, alla presenza del massimo esponente del governo di via Capruzzi , Nichi Vendola e dell’assessore al ramo, Elena Gentile, del direttore della locale Asl, Valdo Mellone, delle istituzioni (Comune e Provincia) e dell’avvocato Ernesto Sticchi Damiani che rappresenta l’azienda durante i lunghi contenziosi relativi all’aggiudicazione dell’appalto. Dopo aver vinto i ricorsi contro le prime imprese classificate, ha spiegato il legale, non rimane che affrontare la quarta società in graduatoria. Ma gli argomenti per opporsi, aggiunge lui, non mancano. Certo è che la complessità della gara d’appalto integrato, comprensiva dell’iter di progettazione “chiavi in mano”, non ha reso la vita semplice, allungando di molto i tempi per l’effettiva messa in moto delle ruspe.

Intanto l’azienda sanitaria locale, in forza dell’Accordo di programma integrativo del 2007, sottoscritto dalla Regione e dai due ministeri della salute e dell’Economia, è stata ammessa al relativo finanziamento che permetterà di trasferire 490 posti letto in aree ad elevato impegno assistenziale. Il nuovo edificio diventerà, quindi, un dipartimento del servizio Emergenza – urgenza, arrivando anche a contenere un trauma center, le aree di medicina intensiva – rianimazione, medicina iperbarica, patologia cardiovascolare, un dipartimento di diagnostica per immagini, un’ area centro ustionati ed il centro trapianti.

Il progetto esecutivo è stato sviscerato, nel dettaglio, da Romano Del Nord che ha individuato nel Pronto soccorso la struttura chiaramente più rilevante, caratterizzando l’innovazione con due parole: umanizzazione degli ambienti (grazie dall’uso della luce naturale) e confort.

Un polo d’eccellenza, dunque, in cui non mancheranno le strumentazioni d’avanguardia, salutato nell’ovvia soddisfazione generale. Per quanto alle luci della sanità pugliese corrispondano altrettante ombre che, con un minimo sforzo di onestà intellettuale, non possono essere taciute. Il primo a lanciare il sasso nello stagno è stato il sindaco Paolo Perrone che, pur assicurando la massima collaborazione istituzionale, ha voluto instillare il dubbio che non tutte le scelte perseguite in tema di sanità pubblica siano state vincenti.

Dal suo particolare punto di vista, anche il manager sanitario Valdo Mellone ha rammentato gli sforzi quasi sovraumani compiuti dalle equipe mediche e paramediche. Invocando nuove iniezioni di ossigeno che alleggeriscano il carico di problemi e fatiche quotidiane.

ospedale vito fazzi 019-2Poco trionfalistici anche i toni del governatore della Puglia, la cui battaglia per evitare il commissionaria mento della sanità pugliese potrebbe concludersi martedì prossimo. Se i conti sono stati riordinati, quanto è costato “il ricatto” del piano di rientro imposto dal ministero della Salute per recuperare il debito dello sforamento del Patto di stabilità? In 12 mesi, o poco più, il parlamentino regionale ha segato le gambe a 21 strutture ospedaliere “per forza di cose”. “Un’imposizione” mal digerita da Vendola che ha comportato il “ridimensionamento delle legittime aspirazioni dei territori in tema di sanità”. Con la conseguenza di uno sforzo organizzativo accelerato, volto a canalizzare le risorse in “soluzioni alternative”, come ha spiegato l’assessore Elena Gentile, elaborando i nuovi percorsi della sanità regionale: accorpamenti, riconversione dei piccoli presidi ospedalieri e potenziamento della rete assistenziale territoriale.

“Se in tre anni la sanità pugliese è stata decapitata per effetto di scelte nazionali irrazionali – ha aggiunto l’assessore – è arrivato il momento di tornare a considerare la salute non un costo, ma un’occasione d’investimento a beneficio della società”

La medicina “amara” del presidente Vendola è presto somministrata: all’inaugurazione di nuovi reparti, lucidati a lustro, o di indispensabili strumentazioni come la Pet-tc pubblica (la prima in Italia per livello di avanguardia tecnologica) in arrivo al Vito Fazzi nel mese di gennaio, fa da contraltare il taglio della forza lavoro. La cronica carenza di personale, aggravata dall’invalicabile blocco del turn-over, ha determinato una situazione paradossale. “Questa è una battaglia politica fondamentale,che si fonda sul diritto costituzionale alla salute – ha concluso il governatore -. Possiamo e dobbiamo fare molto di più”.

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