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Balli in pista? Sì, ma con la mascherina. E la responsabilità è personale

Discoteche, nuova ordinanza del presidente regionale dopo polemiche, proteste ed esposti. I locali dovranno fare informazione

LECCE – Balli in pista? Sì, ma mascherati. Non è l’invito per una festa di carnevale, ricorrenza peraltro un po’ lontana, ma l’ordinanza per ferragosto (o meglio, per tutta l’estate, da qui a venire) emanata oggi dal presidente della Regione Puglia. Trattasi di misure urgenti per la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. E riguardano “discoteche, sale da ballo e locali assimilati”.

In tutta la regione, non certo solo nel Salento (Gallipoli in particolare), non si sono certo sprecate le polemiche per maxi-assembramenti registrati nelle piste, con tanto di esposti al prefetto e persino in procura, ma anche sulle spiagge. E allora, con decorrenza da domani, 13 agosto, Michele Emiliano ha disposto una nuova ordinanza che impone, all'articolo 1, “sull’intero territorio regionale di usare protezioni delle vie respiratorie (mascherine) in tutti i luoghi all’aperto in cui, a causa di particolari situazioni, anche collegate al maggiore afflusso di persone e turisti, non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza di almeno un metro”. Con la spiegazione ulteriore che l’esclusiva responsabilità è personale. Sono esenti i bambini al di sotto dei sei anni e chi soffre di forme di disabilità “non compatibili con l'uso continuativo della mascherina” e chi interagisce con loro. Questo

“A tal fine possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili – prosegue l’ordinanza -, anche autoprodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”.

Entrando nel dettaglio di discoteche e locali (articolo 2), l’obbligo dell’uso riguarda gli utenti “laddove non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza di 2 metri sulla pista da ballo e di 1 metro nelle altre zone dei locali”. Mentre, per ciò che concerne gli esercenti, hanno come imposizione quella di “rilevare la temperatura corporea impedendo l’accesso” qualora “superiore a 37,5°, nonché di predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione, comprensibile anche per i clienti di altra nazionalità, sia mediante l’ausilio di apposita segnaletica e cartellonistica e/o sistemi audio-video, sia ricorrendo a eventuale personale addetto, incaricato di monitorare e promuovere il rispetto delle misure di prevenzione”.

Restano ovviamente in vigore tutte le altre misure relative alle attività di intrattenimento danzante all’aperto già indicate nella precedente ordinanza. E la sensazione, di primo acchito, è che anche su questa nuova ordinanza non mancheranno di scatenarsi le polemiche politiche. Anche perché si è in piena, anomala, campagna elettorale. E la domanda è d'obbligo: sarà possibile garantire un reale controllo, che ovviamente è demandato a sindaci e prefetture?

NOTA: Articolo aggiornato alle 22,30 circa con un'intepretazione più ampia e probabilmente più conforme circa l'ordinanza che riguarda, dunque, l'uso delle mascherine all'aperto sul territorio regionale in senso generale (articolo 1) e quello specifico in locali e discoteche (articolo 2).  

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