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Lunedì, 27 Giugno 2022
Politica

Mega parco eolico galleggiante, la Regione proverà a mediare con la società

Incontro fra Emiliano, assessori, consiglieri regionali, sindaci interessati dall'impianto proposto davanti alla costa del basso Salento. Fra timori per l'impatto visivo, necessità di diversificare le fonti energetiche e difficoltà del contrasto a priori, non avendo competenza diretta in materia

LECCE – Novanta aerogeneratori di quasi 300 metri per un’area di 162 chilometri quadrati. È il parco eolico galleggiante che Odra Energia intende realizzare al largo la costa salentina. Per la precisione, se il progetto andrà in porto, si staglierà in una zona caratterizzata dal Parco naturale regionale di Otranto-Santa Maria di Leuca. Una situazione di cui si parla ormai da settimane e che trova forte contrarietà in molte amministrazioni comunali, in politici in generale legati al territorio, in associazioni.

Il timore è quello di un impatto visivo notevole, una brusca interruzione dell’orizzonte, laddove cielo e mare si fondono in varie sfumature di blu, in uno dei punti più caratteristici del Salento. E la Regione Puglia, che pure non tecnicamente non ha voce in capitolo per dire “sì” o “no”, a priori, ha deciso comunque di fare da arbitro nella contesa. Cercando soluzioni, se possibile, condivise.

Oggi, dunque, s’è deciso di aprire un tavolo di confronto con l’azienda proponente. L’intenzione è comprendere meglio come si snoderà il progetto e arrivare, sempre se vi siano i margini, a una soluzione di compromesso che, cioè, non danneggi l’impresa e tantomeno i comuni salentini interessati e che fin da subito si sono detti pronti a tutelare in ogni modo il mare, inteso come risorsa.

Simulazione 1 Odra Energia-11 novembre 2021[2]-4

La decisione del confronto è arrivata nel corso dell’incontro tenutosi tra il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il presidente del Consiglio regionale, Loredana Capone, gli assessori allo Sviluppo economico, Alessandro Delli Noci, e all’Ambiente, Anna Grazia Maraschio, il presidente della Provincia di Lecce, Stefano Minerva, e i dodici enti salentini direttamente coinvolti: i Comuni di Melendugno, Otranto, Santa Cesarea Terme, Castro, Diso, Andrano, Tricase, Tiggiano, Corsano, Gagliano del Capo, Castrignano del Capo e l’ente Parco. Erano presenti anche i consiglieri regionali Cristian Casili, Antonio Gabellone e Paolo Pagliaro.

“Nonostante la Regione non abbia alcun ruolo decisionale e amministrativo, mi farò carico di incontrare l’azienda che propone il parco eolico, per verificare se sia possibile mitigare l’impatto ambientale o, addirittura, evitare di realizzare il parco in quello specchio di acqua”, ha dichiarato il presidente Emiliano. “Fermo restando che in questo momento storico di ridisegno del piano energetico dell’Unione europea, Governo, Ue e gli alleati Nato ci stanno chiedendo un forte impegno per produrre energia alternativa al gas russo”. Effetti del conflitto in Ucraina ben noti a tutti.  

incontro su parchi eolici offshore (4)-2

“La Puglia - ha detto poi la presidente del Consiglio regionale, Loredana Capone, prendendo parola - è da sempre favorevole alle rinnovabili, ne produce il 64 per cento in più rispetto alla complessiva quantità di energia che consuma. Ma questo non vuol dire realizzarle ovunque – ha precisato -, in spregio alle caratteristiche dei luoghi e con un impatto visivo così pesante da alterarne la bellezza e l’economia. Novanta pale eoliche di fronte a Santa Cesarea, Castro, Otranto, e altre 98 tra Brindisi e San Cataldo, di fronte alle Cesine, a distanza di 12 chilometri dalla costa (riferendosi a un altro progetto, ndr), sono uno schiaffo in faccia agli investimenti e ai tanti sacrifici per la tutela del paesaggio da parte delle comunità territoriali”.

Secondo l’assessore allo Sviluppo economico, Alessandro Delli Noci “è stata un’interlocuzione molto utile quella con i sindaci della provincia di Lecce che hanno rappresentato le proprie perplessità su un progetto che non tiene conto delle caratteristiche di un territorio. Un’area delicata, di particolare pregio paesaggistico ed ambientale, a forte vocazione turistica, che da salentino conosco molto bene”.

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“Come Regione Puglia – ha aggiunto Delli Noci - parteciperemo nelle prossime settimane alla fase di scoping e soprattutto faremo in modo di incontrare il prima possibile il Governo, per definire in maniera più completa lo sviluppo del Piano energetico regionale e il contributo dei nostri territori, in un momento così complesso in termini di approvvigionamento energetico con tutte le conseguenze che questo ha sul caro bolletta. L’interlocuzione col Governo – ha concluso – è fondamentale per garantire finalmente ai cittadini pugliesi di avere un vantaggio reale rispetto alla capacità produttiva dimostrata negli anni dalla Regione Puglia a cui si chiede ancora un contributo.”

L’assessore all’Ambiente, Anna Grazia Maraschio, dal canto suo, ha dichiarato: “Stiamo affrontando emergenze imprevedibili anche sul piano energetico e il tema delle rinnovabili è centrale, così come il tema degli impianti offshore. Si tratta di investimenti importanti ai fini della transizione energetica, tuttavia dobbiamo rispettare le sensibilità dei territori, perché questi impianti riguardano una parte paesaggisticamente rilevante e gli impatti potrebbero essere notevoli. L’ascolto dei sindaci è utile per individuare possibili soluzioni con la consapevolezza che la competenza in materia resta nazionale anche in termini di autorizzazioni”.

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“Chiediamo un confronto per capire se sia possibile trovare un’altra allocazione alle pale eoliche – ha poi spiegato Stefano Minerva, presidente della Provincia di Lecce -, riducendo l’impatto ambientale su un territorio che ha fatto della filiera agrituristica la sua ricchezza”.

Il presidente Emiliano, infine, ha sottolineato di voler seguire questa stessa procedura, quella del confronto aperto, anche per le altre dodici richieste di parco eolico offshore che interessano il mare pugliese. Perché “la Regione non dice no all’eolico ma vuole limitare gli impatti sul territorio, sulla natura e sull’economia”.

Video | Le dichiarazioni

Secondo quanto riferisce Antonio Gabellone, consigliere di Fratelli d’Italia, nel corso dell’incontro “è emerso come non vi siano molte possibilità di contrastare quest’iniziativa poiché sia la Regione sia i Comuni non hanno, purtroppo, competenza in materia. Ho rilevato che questa assurda situazione dipende da un’inadempienza rispetto alla direttiva 89 del 2014 dell’Unione europea che impegnava gli Stati membri a redigere i Piani relativi alla gestione delle superfici marine. E non avendo approvato questi Piani, di fatto si è creato un vuoto che, allo stato attuale, permette a chiunque di poter presentare istanze per la realizzazione di questi impianti”.

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“Inoltre - continua Gabellone – l’attuale crisi energetica spingerà ancora di più verso questo tipo di realizzazioni senza porsi il problema degli enormi danni collaterali che resteranno a lungo. In particolare nel Salento che avendo delle coste ventose finirà col dover subire impianti che devasteranno il lavoro fatto in termini di attenzione alla tutela del territorio e rispetto del paesaggio naturale e l’azzeramento di quella economia turistica costruita in tanti anni di impegno da parte degli operatori del settore e degli amministratori locali.”

Il consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo de La Puglia domani, taglia corto. “Così com’è, quel progetto è inaccettabile: nel merito, per ragioni paesaggistiche, e nel metodo, perché l’iter autorizzativo è stato avviato senza alcuna condivisione con il territorio. Un progetto così impattante non è pensabile in uno dei tratti di mare più belli in assoluto, in un’area paesaggistica di pregio straordinario che sulla bellezza fonda il suo appeal turistico”.

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“Pur non avendo competenze sul processo autorizzativo in capo al Ministero, la Regione è pronta a contrastare questo progetto – ha aggiunto Pagliaro -, e lo farà a viso aperto, incontrando la società proponente che solo oggi ha chiesto un appuntamento con il presidente Emiliano per parlare di questo piano d’insediamento. Accanto al governatore ci sarà una delegazione del Consiglio regionale e dei 68 sindaci dei Comuni che hanno già deliberato la propria contrarietà alla gigantesca centrale del vento in mare, e alle opere a terra per l’allaccio alla rete elettrica nazionale, lungo 40 chilometri da Porto Badisco fino a Galatina”. 

Per Cristian Casili, vicepresidente del consiglio regionale “l’incontro di oggi con i sindaci dei comuni interessati dal progetto eolico offshore al largo della costa tra Otranto e Santa Cesarea Terme è stato un importante momento di confronto. L’obiettivo è fare sintesi sul percorso da portare avanti insieme alla Regione. Il periodo storico che stiamo vivendo - continua Casili - ci pone di fronte a una crisi energetica epocale. Occorre fare il possibile per definire una corretta e razionale gestione e pianificazione delle fonti rinnovabili, anche per limitare gli impatti visivi ed ambientali che tali opere possono arrecare ad una delle economie più importanti del Salento che è rappresentata dal turismo”.

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“La nostra regione – ricorda Casili - in questi anni ha dato tanto in investimenti in rinnovabili, al punto che siamo tra i maggiori produttori di energia proveniente dal sole e dal vento. Parallelamente bisogna tener conto anche del forte impatto degli impianti onshore sul paesaggio interno dove la campagna pugliese è stata presa d’assalto da impianti fotovoltaici e eolici. È evidente che non possiamo sottrarci tout court all’installazione di parchi eolici offshore se vogliamo raggiungere livelli produttivi tali da renderci sempre più autosufficienti. Per non fare gli errori del passato è tuttavia auspicabile che questi impianti siano allocati valutando le soluzioni migliori per evitare che gli impatti visivi possano generare danno lungo tratti di costa dall'alto valore paesaggistico”.

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