Sabato, 31 Luglio 2021
Politica

Uccella risponde all'area Renzi: "Il partito liquido è destinato ad evaporare"

Nei giorni scorsi la presa di posizione dei renziani salentini, che hanno parlato di "partito asfittico", sostenendo le primarie aperte. Ma per il componente della direzione provinciale occorre un partito organizzato che uscendo dalla dimensione puramente propagandistica torna a fare analisi"

LECCE - “Un partito che lascia i circoli ed il tesseramento per trasferirsi nei gazebo è destinato ad evaporare. E’ questo il destino di una forza che non ha alcun interesse a trovare solidità ed un consistente radicamento sociale”. Umberto Uccella, componente della direzione provinciale del Pd di Lecce, risponde così alla nota dell’area salentina a sostegno di Matteo Renzi, che sostiene la necessità di primarie aperte e che nei giorni scorsi, in un passaggio in particolare, ha inviato al rinnovamento, parlando di “un partito gracile e asfittico” e spiegando: “Due le opzioni opposte: o sceglie la strada del partito delle tessere, affidando un ruolo decisivo ai  titolari dei vari  pacchetti che faranno lievitare magicamente il numero degli iscritti, oppure sceglie anche per l’elezione del segretario provinciale la strada delle primarie aperte”.

Ma Uccella non ci sta e contrattacca. “Il cosiddetto partito liquido è esattamente quello che compie la scelta di diventare il comitato elettorale permanente di un leader a forte impatto mediatico. E che perseverando in quella condizione rischia l’estinzione, oppure di vivacchiare come un qualsiasi movimento di pura testimonianza, che fa la claque al capo”.

“Considero quella dell’area Renzi – aggiunge - una risposta sbagliata ai problemi veri che affliggono il Pd salentino. Lo stato in cui questo partito è precipitato in questi anni è lo ha sottolineato Ludovico Vico, nell’attivo di lunedì scorso. Ma, evidentemente c’è bisogno di ritornarci, proprio per mettere in campo una risposta adeguata, all’altezza del vero e proprio allarme che il commissario ha lanciato.

“In questi anni – prosegue -, è innegabile che vi sia stato un netto ridimensionamento della forza organizzata del Pd salentino, un progressivo assottigliamento della sua funzione di governo degli enti locali in corrispondenza di una caduta elettorale di enormi proporzioni, persino in controtendenza rispetto al voto regionale e meridionale. Circoli chiusi o che non svolgono alcuna iniziativa politica. Situazioni amministrative confuse, in cui non sono molte quelle di chiaro orientamento di centrosinistra. Nei comuni, spesso, siamo una lista civica tra le civiche. In alleanze spurie, di mero stampo localistico e senza nessun respiro politico”.

 “In questo contesto di deficit di politica hanno trovato alimento, obiettivamente, comportamenti di elettoralismo spinto, da vecchio ceto politico e l’insorgere, persino, di forme di un notabilato d’altri tempi”.

“Come si risponde a tutto questo? Assecondando un corso politico che ne esaspera le conseguenze e ne accentua le difficoltà? Sostituendo i signori delle tessere con i signor delle primarie? No”. Secondo Uccella, “occorre un partito vero, organizzato, che discute e che, uscendo dalla dimensione puramente propagandistica, torna a fare analisi e a  riattivare l’iniziativa sui problemi dell’economia e dello sviluppo, sul tema della crisi e della condizione delle persone, dei lavoratori e dell’impresa”.

 “Ecco perché serve tutt’altro, che non i gazebo per il segretario provinciale. Occorre una forte discontinuità, ma, al tempo stesso, una ricomposizione unitaria delle nostre forze. Un gruppo dirigente che abbia il carattere della collegialità ed il compito di ricostruire un partito sfibrato. Io sostengo Cuperlo per il congresso nazionale. Ma, qui, occorre un segretario che, per la sua forza e per autorevolezza, sia in grado di andare oltre la propria componente. E, per questo, credetemi, non ci servono né invenzioni sensazionali, né ci possiamo permettere scommesse azzardate o sperimentazioni temerari”.

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