Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

La Lupiae rimarrà pubblica, parola di Perrone. E i sindacati difendono la società

Confronto tra amministrazione di Lecce e sigle sindacali: Perrone ribadisce l'intenzione di mantenere la società partecipata. Approfondimenti successivi necessari, ma sempre tra le maglie della legislazione vigente e della mancanza di risorse degli enti

LECCE – La Lupiae servizi rimarrà pubblica: parola del sindaco Paolo Perrone che questa mattina, sul punto, ha ribadito le proprie intenzioni ai sindacati che avevano chiesto di incontrarlo. Le voci trapelate negli ultimi giorni, persino discordanti, sembravano rimettere in ballo l’ipotesi di messa in vendita della società partecipata alla luce dell’ultima relazione di bilancio semestrale che già a giugno 2013 registrava un deficit di 220 mila euro. E questo a fronte di un piano di rilancio industriale, siglato all’inizio dell’anno, che ha richiesto un sacrificio preciso alla forza lavoro, in termini di salario e monte ore settimanale.

Oggi i sindacati Uiltucs Uil, Cisal, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Ugl Ter, Uspii e Slai Cobas hanno richiesto esplicite garanzie, esigendo chiarezza completa da parte dell’amministrazione comunale, su due fronti: quello politico, relativo alla tenuta di bilancio della Lupiae, e quello relativo agli investimenti futuri della società,che passano attraverso l’affidamento di nuovi servizi.

Perrone ha ribadito il proprio impegno in entrambe le direzioni, con un ma: gli approfondimenti successivi non potranno prescindere dalla legislazione vigente in merito al contenimento della spesa delle pubbliche amministrazioni ed il pareggio di bilancio imposto alle società partecipate.

“Riteniamo importante sottolineare un aspetto, però – precisano i segretari di tutte le sigle sindacali – e cioè che dall’anno scorso i lavoratori hanno accettato una riduzione sulla busta paga per contribuire a rimettere in sesto i conti societari su cui pesano, fortemente, le scelte operate negli anni precedenti”. “Ciò va considerato nell’ottica di salvare una società dal cui futuro dipende la vita di 290 famiglie – proseguono -, in una città in cui il lavoro manca e molti lo hanno già perso”.

Così il confronto aperto dai sindacati con il socio unico e con la direzione aziendale della Lupiae ha sempre puntato a recuperare “le storture organizzative” per imporre un modello aziendale di qualità dei servizi e di produttività, pur sapendo che la mancanza di risorse economiche rallenta il processo di ammodernamento delle attrezzature, così come l’implementazione dei servizi può rappresentare una boccata d’ossigeno per i conti della società.

Le organizzazioni sindacali si sono schierate, quindi, in difesa della società partecipata e dei suoi dipendenti “perché valorizzano la funzione della società in termini di servizi, nel rapporto stringente tra l’amministrazione ed i bisogni dei cittadini”.

Per quanto riguarda la polemica che si è scatenata sui mezzi d’informazione negli ultimi giorni, i segretari ascrivono il tutto al ruolo politico della Lupiae, “soggetto intorno al quale si è caratterizzato lo scontro tra minoranza e maggioranza”.

“Per questo motivo – concludono – continueremo a lavorare sia sul piano politico che su quello organizzativo per difendere le sorti della società, certi che questa sia l’unica strada per salvaguardare tutti i livelli occupazionali”.

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