Giovedì, 24 Giugno 2021
Politica

“Primarie impossibili a Lecce”: il passo indietro di Sergio Blasi

Provincialismo, frammentazione, miopia politica e azzeramento del dibattito sui temi importanti per la città: il consigliere regionale del Pd abbandona la corsa a un passo dalle consultazioni referendarie

LECCE - Divisioni e provincialismo rendono impossibili, in città, le consultazioni per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra: il nome di Sergio Blasi non comparirà, quindi, nella rosa degli aspiranti primi cittadini. Il consigliere regionale del Pd ha scelto di defilarsi ad un passo dalle votazioni del 4 dicembre per non agganciare, in modo opportunistico, la sua candidatura agli esiti del referendum costituzionale.  

Blasi ha affidato le sue considerazioni ad una lunga lettera, senza lesinare l’affondo al suo partito tacciato di “cronico immobilismo”. Un partito i cui segretari “hanno riempito i giornali di tavoli inutili e figuracce”, mentre altrove (in casa degli avversari di centrodestra e del movimento 5 stelle) ci si muove in modo diverso.

“C’è l’iniziativa opaca e sotterranea di una parte del centrosinistra, inclusi esponenti di peso del Pd, all’interno di un progetto trasversale presentato come civico: quello di Alessandro Delli Noci- ha spiegato -. Al movimento dell’assessore uscente prendono parte pezzi di destra storica leccese e pezzi di Forza Italia, ai quali, evidentemente, alcuni mondi legati al governo regionale intendono aggregarsi”.

La debolezza politica del Pd a Lecce avrebbe poi generato un’altra conseguenza: l’abbandono del partito da parte di cittadini attivi, i quali hanno dato vita a iniziative autonome. “C’è l’iniziativa di Ernesto Mola e dell’avvocato Fornari. Si tratta di fermenti che i vertici del Pd cittadino non hanno saputo – e voluto – far maturare all’interno del partito”, puntualizza lui.

E poi c’è l’iniziativa lanciata dallo stesso Blasi che si è concretizzata, sostanzialmente, nella richiesta di elezioni primarie: “Una richiesta finalizzata a ricondurre tutti nello stesso recinto, in modo da costruire un movimento sufficientemente ampio e vivace che potesse giocare la sua partita rivendicando discontinuità rispetto alle disastrose amministrazioni di centrodestra”.

Le primarie, a suo dire, avrebbero consentito di superare questa frammentazione, generando un dibattito su temi importanti per la città. “Alcuni - ricorda Blasi- ho provato a sostenerli: l’invasione dalle automobili; l’assenza in questa città di un trasporto pubblico degno di questo nome; la necessità di integrare i quartieri periferici nel contesto urbano; la valorizzazione del potenziale turistico e commerciale del centro storico; la necessità di attuare politiche ambientali vere”.

Nel quadro frammentato del centrosinistra, l’iniziativa del consigliere non ha riscosso il successo sperato. “Alcuni hanno preferito parlare delle mie presunte ambizioni personali, altri hanno spostato l’attenzione sulla guerra interna al Pd salentino alla quale avrei contribuito per il solo fatto di aver chiesto le primarie. La mia disponibilità ad impegnarmi per un obiettivo fondamentale per tutto il territorio salentino è stata banalizzata e osteggiata – denuncia  - . E, addirittura, vissuta come un’invasione territoriale da chi concepisce Lecce come l’orticello di casa sua”.

Blasi si toglie qualche sassolino dalla scarpa: “Ho capito che lo spazio politico per il progetto unitario che avevo in mente non c’è. Se una parte del Pd va con la destra di Delli Noci, l’altra è impegnata a cercare un nome qualsiasi, grazie al quale cavarsi d’impiccio, e altre ancora procedono divise anche fuori dal recinto dei partiti”.

Il consigliere augura quindi un futuro radioso ai futuri amministratori perché “tutto il territorio ha bisogno di essere trainato dal suo capoluogo”. “Lecce come una piccola Zurigo al centro del Mediterraneo: non è solo una suggestione, ma un obiettivo possibile, se solo si avesse il coraggio di andare oltre le consorterie trasversali e i provincialismi che tengono questa città nella parte bassa delle classifiche sulla qualità della vita”, conclude.

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