Mercoledì, 16 Giugno 2021
Politica

In attesa di proroga, l’un contro l’altro armati. E' la guerra tra poveri dell'Asl

Presidio di protesta presso la direzione generale: da una parte vi sono autisti ed Oss tagliati fuori dalle proroghe dei contratti a tempo determinato; dall'altro i lavoratori che attendono lo scorrimento delle graduatorie per poter prendere finalmente servizio

Un momento della protesta

LECCE – Prima sì, poi no e adesso forse. Il percorso professionale di 49 operatori socio assistenziali e degli autisti delle ambulanze è quanto mai precario perché appeso al filo sottile delle decisioni della Asl di Lecce.

Ma la direzione generale dell’azienda sanitaria non sembra aver assunto ancora una posizione netta ed ufficiale rispetto alla possibilità di prorogare i loro contratti a tempo determinato, stipulati con il personale tecnico a copertura dei posti vacanti in organico, che scadranno tra una manciata di giorni. O meglio. La posizione del numero uno di via Miglietta, Valdo Mellone, sarebbe stata a dir poco contraddittoria, come raccontano, carte alla mano, i lavoratori che oggi hanno manifestato il proprio dissenso di fronte alla sede della direzione generale.

Il 4 settembre, infatti, con apposita nota, Mellone ha comunicato la volontà di prorogare tutti i contratti del personale medico fino al 30 giugno 2016 per i dirigenti e del personale comparto fino alla fine dell’anno.  Il dietro front però, sopraggiunto una settimana dopo, è stato quanto mai inatteso e finora incomprensibile.

Il 10 settembre infatti, lo stesso direttore, ha deciso di escludere dalla proroga il personale di supporto, cioè autisti ed operatori socio sanitari, e di procedere con lo scorrimento delle graduatorie esistenti. E questo in ragione del fatto che, per le qualifiche di suddette categorie, la preliminare procedura di mobilità comporterà l’affluenza di un elevato numero di candidati che non consentirà il completamento della procedura in tempi brevi. In altre parole, siccome per il personale tecnico la mobilità non è stata ancora avviata, queste persone non dovrebbero avere diritto alla proroga al pari dei colleghi del comparto medico, vedi gli infermieri.

Tale motivazione è stata considerata inverosimile e addirittura “pretestuosa” dal sindacato Fials che ha voluto informare dell’accaduto lo stesso assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia, sottolineando come il direttore generale abbia “eluso le direttive regionali in merito alla proroga dei contratti a tempo determinato”.

Dello stesso avviso anche il consigliere regionale di Forza Italia, Aldo Aolisi, che oggi ha partecipato alla mobilitazione. E insieme ad i sindacati confederali (Cgil, Cisl, Uil) e Fials ha incontrato il direttore Mellone per ribadire il chiaro indirizzo politico espresso dal governo di via Capruzzi, già esplicitato in un emendamento sulle proroghe che riguardava tutte le categorie: personale medico, infermieristico, tecnico e sociosanitario. “L’assessore Pentassuglia sta predisponendo, a riguardo, un apposito provvedimento amministrativo” aggiunge Alosi, sottolineando come la decisione della Asl di Lecce non abbia alcun fondamento  giuridico.

“Non esiste neppure una giustificazione economica alla base di questa decisione, né tanto meno di tipo contrattuale – incalza Antonio Tarantino della Fpl Uil – perché le previsioni del contratto collettivo di categoria sono state superate dalle recenti disposizioni di legge e le proroghe dei contratti a tempo determinato possono arrivare fino ad un massimo di 36 mesi”. I sindacati si dicono comunque concordi rispetto allo scorrimento della graduatoria, in virtù delle condizioni di sotto organico della Asl, purché si mantenga il rapporto di lavoro con il personale tecnico già formato. E senza “discriminazioni” di sorta.

ooss (1)-2“La proroga dei contratti è un atto doveroso nella lotta contro il precariato – insiste Tarantino – perché anche se non esiste alcun diritto alla stabilizzazione futura, è anche vero che queste persone hanno già intrapreso un percorso professionale che rischia di essere bruscamente interrotto, senza alcun vantaggio. I sindacati hanno già fatto la loro parte, preparando il terreno: ora spetta alla politica intervenire per risolvere il problema”.

Sullo sfondo della protesta, tuttavia, si stanno già delineando i contorni di una vera “lotta tra poveri”:  tra chi cerca di mantenere il proprio impiego, per quanto precario, saltando di proroga in proroga e chi invece, messo a languire in graduatoria, aspetta il proprio turno per entrare nelle fila della Asl.

Dall’altro lato della barricata, evidentemente, vi è una manciata di lavoratori che ha voluto esprimere un’opinione contraria, difendendo il proprio interesse a far scorrere le graduatorie per subentrare al personale in uscita a fine settembre. “Ho fatto enormi sacrifici per entrare in graduatoria, preparandomi per il concorso del 2009 e sto aspettando di essere assunta da ben 4 anni. Ora che sono con un piede sulla soglia rischio di vedermi chiusa la porta”, racconta una signora.

Gli ultimi 28 operatori socio sanitari hanno ottenuto giù cinque proroghe mentre noi aspettiamo, ingiustamente, di poter entrare in servizio. Il direttore Mellone sta riportando un po’ di giustizia”, aggiungono le colleghe. A difendere la loro posizione c’è Dario Cagnazzo di Fsi: “La Asl soffre di una carenza di oltre 700 Oss, il risultato ottimale sarebbe quello di assumere tutti i 235 lavoratori che hanno vinto il concorso, prima di bandirne un altro in cui si presenterebbero in migliaia – spiega lui -. Ma stando così le cose, bisogna dar spazio agli altri lavoratori e coprire lo stipendio di quelli per cui è scaduto l’anno regolamentare mediante il sussidio di disoccupazione. Del resto, se intendono stabilizzare le persone, cominciassero dai primi della graduatoria”.

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