Protesta avvocati, Marra scrive al ministro: "Basta con la giustizia per pochi eletti"

Il segretario cittadino del Pd sollecita il ministro Andrea Orlando a porre il tema della riforma giudiziaria e dei costi elevati fra i punti nodali della politica italiana, prendendo spunto dalla prolungata astensione dei legali. "Riportare il tutto in un alveo di normalità"

LECCE – Il segretario cittadino del Pd, Fabrizio Marra, ha scritto una lettera sulla prolungata astensione degli iscritti all'Ordine degli avvocati di Lecce, sollecitando il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, a porre il tema fra i punti principali della sua agenda. Proprio oggi è slittata l’ennesima udienza, riguardante l’atteso processo d’appello per la strage di Brindisi, fatto che ha inevitabilmente posto all’attenzione generale, per l’ennesima volta, i motivi di una vibrante protesta.

Marra, che è a sua volta di professione un legale, conosce bene le ragioni e anche perché “sensibilizzato da molti avvocati”, ritiene utile anche “grazie al contributo dei parlamentari salentini del Pd”, che il tema “venga posto al centro del dibattito politico”, dato “che non riguarda solo ed esclusivamente una categoria professionale e quindi produttiva del nostro territorio, ma i diritti dei cittadini”.

“La riorganizzazione degli uffici giudiziari, con la soppressione di un'infinità di Tribunali nel nostro territorio – scrive Marra al ministro -, rappresenta uno dei problemi che particolarmente rischiano di ricadere sui cittadini, come sugli operatori della giustizia”.

“Per non parlare poi dei costi della giustizia stessa – aggiunge -, che sono divenuti insostenibili per gli utenti, con un aumento che negli ultimi dieci anni ha superato il 182 per cento, così come denunciato dall'Ordine degli avvocati di Lecce”.

“Basti pensare che l'ultima legge di stabilità – aggiunge il segretario cittadino dei democratici - ha aumentato da 8 a 27 euro il costo delle marche da bollo, con un incremento di oltre il 300 per cento, per non parlare poi di proposte che vedono l'obbligo di pagamento della marca da bollo anche per richiedere la motivazione della sentenza, oltre a contributi unificati (tassa indispensabile per incardinare una causa innanzi a qualsiasi Tribunale) decuplicati a dismisura e decuplicabili in caso di giudizio di Appello o in Cassazione”.

“Sarebbe opportuno – dice ancora Marra - che il nuovo governo incominciasse ad adottare una serie di tagli alla spesa, come già paventato per dare copertura ad altre meritorie iniziative, al fine di riportare i costi della giustizia in un alveo di normalità, affinché qualsiasi cittadino, anche il meno abbiente, possa, se pur sempre con sacrificio, avere almeno il miraggio di poter tentare la strada costituzionalmente garantitagli di difendersi davanti ad un giudice, sia esso civile, penale, amministrativo o tributario”.

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“Purtroppo – conclude - , oggi tutto questo appare sempre di più un privilegio per pochi eletti”.
 

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