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Sanitaservice, obiettivo full-time per tutti. Ricomincia l’occupazione dei lavoratori

La manifestazione davanti alla direzione generale, per protestare contro le perdite di tempo che stanno procrastinando la firma sui contratti a tempo pieno, si è trasformata in assemblea permanente. Palazzo, Usb: “Non possiamo più aspettare”

LECCE - Indietro non si torna, recita lo slogan dei lavoratori di Sanitaservice. Ma anche guardare avanti sta diventando piuttosto complicato. L’obiettivo del tempo pieno per tutti gli impiegati nella società in house afferente alla Asl di Lecce, procrastinato ad ogni incontro, sta diventando un miraggio.

Anche l’ultima data utile, individuata con molte speranze dal sindacato autonomo di base, quella del 1° lugli,  è stata oltrepassata nel silenzio generale. Ma la platea degli ‘internalizzati’, assunti in varie tornate a partire dal 2011 per la gestione diretta di molti servizi, è più impaziente che mai.

Tant’è che Usb ed Fsi hanno organizzato, nella mattinata di oggi, l’ennesimo presidio di protesta davanti alla direzione generale della Asl di Lecce: l’obiettivo è quello di velocizzare i tempi ed impedire che la Sanitaservice di Lecce diventi il ‘fanalino di coda’ dell’intera regione. Le altre società in house pugliesi, hanno provveduto, infatti, ad integrare le ore del personale, garantendo il tempo pieno a partire dal 1° luglio. L’ultima Sanitaservice che si è allineata è stata quella di Bari, mentre nel Salento imperversano le ‘continue perdite di tempo’, come più volte denunciato dal referente Usb Gianni Palazzo.

La protesta dei lavoratori è  indirizzata contro il presunto ‘atteggiamento attendista’ della direzione generale di via Miglietta e contro il comportamento delle altre sigle sindacali che avrebbero chiesto continue verifiche sulla proposta di aumento del monte ore avanzata, nel gennaio 2014, dall’unione sindacale di base.

L’idea di Palazzo è compagni era piuttosto articolata: recuperare ore dai pensionamenti; da una rivisitazione della planimetria del servizio di manutenzione del verde e dall’appalto di pulizie che serviva i vecchi distretti dell’ex Ausl/Le 2.  Nel dettaglio: le ore rinvenienti dalla cessazione dal servizio degli ausiliari area di comparto (più di mille settimanali), in aggiunta alle ore provenienti da una rivisitazione della superfice di pulimento affidata in appalto alla Sanitaservice (più di mille e 800 settimanali) e da quelle provenienti dalle cessazioni dal servizio del dipendenti della Sanitaservice stessa negli anni 2013/2014 (circa 400 settimanali), sarebbero  bastate per portare tutti dipendenti al massimo delle ore previste dalla normativa vigente, e quindi 35 settimanali. 

La proposta è stata sottoposta al vaglio di tutti i dirigenti medici, fino ad ottenere il  riconoscimento della direzione generale  anche nei tavoli di confronto a regionali con l'assessore alle politiche della Salute Elena Gentile.

Oggi, però, l’ennesimo imprevisto ha fatto perdere la pazienza ai manifestanti. “Abbiamo avuto un colloquio con Lorenzo Martello, amministratore unico di Sanitaservice  e con il direttore amministrativo Antonio Vigna i quali ci hanno confermato la volontà di procedere con il full time – spiega Palazzo -. La Asl, tuttavia, non può adottare l’apposita delibera finché il direttore generale, Valdo Mellone, non farà rientro dal periodo di ferie”.

Un’altra settimana d’attesa (se va bene) è risuonata come ‘una presa in giro’ per i lavoratori che hanno scelto di passare alle maniere forti: la manifestazione mattutina si è trasformata in un presidio permanente all’interno della sala riunioni della direzione generale. I dipendenti di Sanitaservice, non nuovi a questo genere di proteste, rimarranno in assemblea fino alla sospirata firma sui contratti a tempo pieno.

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