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Vaccino contro il Covid, proposta di legge per tutti gli operatori sanitari

A presentarla il presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione, Amati, per colmare una lacuna, l'assenza di indicazione tassativa per le pandemie. L'obiettivo è la prevenzione nell’ambito ospedaliero

BARI - Il presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione, Fabiano Amati, ha depositato una proposta di legge che consenta di vaccinare tutti gli operatori sanitari contro il Covid-19. Questo – in coerenza con la sentenza della Corte Costituzionale numero 137/2019 -, per colmare una lacuna esistente.  

Allo stato attuale, infatti, la legge regionale che riguarda la prevenzione e il controllo della trasmissione delle infezioni occupazionali e degli agenti infettivi ai pazienti, ai loro familiari, agli altri operatori e alla collettività e che individua i reparti dove consentire l’accesso ai soli operatori che si siano attenuti alle indicazioni del Piano nazionale di prevenzione vaccinale, indica in modo tassativo immunizzazioni contro epatite B, morbillo, parotite, rosolia, varicella, difterite, tetano, pertosse, influenza e tubercolosi. Nel corpo normativo, dunque, manca una previsione in grado di estendere la disciplina di sicurezza per prevenire il contagio con altre malattie di tipo infettivo, se non proprio pandemiche, come nel caso del coronavirus, che dovessero nel frattempo insorgere. 

“Ho depositato oggi una proposta di legge per vaccinare al Covid gli operatori sanitari, in coerenza e conformità con la normativa regionale approvata nella scorsa legislatura su iniziativa consiliare, poi dichiarata legittima dalla Corte costituzionale e inserita tra i prodotti legislativi più rari tra quelli vigenti in materia su tutto il territorio nazionale”, dichiara Amati. Che aggiunge: “L’approvazione rapida della proposta di legge determinerebbe un grosso aiuto, anche educativo, per procedere con determinazione sul lungo percorso utile a conseguire al più presto gli effetti della massima copertura vaccinale, che le leggi statali eccezionali e d’emergenza suggeriscono senza alcun dubbio o remora”.

“La pandemia da Corinavirus-19 e la relativa produzione del vaccino, dotato della prova scientifica di efficacia così come accertato dalle autorità di regolazione – prosegue Amati -, hanno riproposto antichi problemi sulle migliori modalità per conseguire, con idonea copertura vaccinale, il raggiungimento dell’immunità di comunità e realizzare, attraverso la vaccinazione degli operatori sanitari, standard di maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro, in favore degli stessi operatori sanitari, dei loro colleghi, dei pazienti e dei loro familiari”. 

Dato che la legislazione regionale non può avere ad oggetto la regolazione degli obblighi vaccinali, ma l’accesso ai reparti degli istituti di cura, lo scopo che intende raggiungere Amati, con questa proposta, è di prevenire le epidemie nell’ambito degli ospedali, rimanendo così all’interno delle competenze regionali. 

“Un intervento legislativo regionale tout court, compiuto estendendo la normativa vigente alle sopravvenienze infettive, sarebbe assoggettabile a giudizio d’incostituzionalità per violazione delle attribuzione statali, a meno che non si sostenga, ragionevolmente – spiega Amati - che la pratica vaccinale per il Coranavirus-19 sia inquadrabile tra quelle fortemente raccomandate, alla luce di un’interpretazione testuale e logico-sistematica di tutta la normativa eccezionale e d’emergenza e di tutti gli atti di amministrazione statale adottati per contrastare la diffusione del contagio e - da ultimo - per conseguire (in ragione del programma di approvvigionamento) il massimo numero di dosi del vaccino”.

Questo il testo della proposta di legge presentata: “Le disposizioni di sicurezza previste, dalla Legge regionale 19 giugno 2018, n. 27 e dal successivo regolamento attuativo, a carico degli operatori sanitari per prevenire e controllare la trasmissione delle infezioni occupazionali e degli agenti infettivi ai pazienti, ai loro familiari, agli altri operatori e alla collettività, si applicano anche per la vaccinazione anti-Coronavirus-19, purché la pratica di prevenzione sia prescritta in forma di obbligo o raccomandazione dalla legislazione statale, ovvero qualora la sua raccomandabilità possa intendersi derivata in coerenza con la legislazione statale eccezionale e d’emergenza, oppure sia prevista da atti amministrativi nazionali, comunque denominati, diretti a favorire la massima copertura vaccinale della popolazione e per questo aventi efficacia integrativa del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale”.
 

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