Dai rifiuti alle strade rotte: sindaco, da dove iniziamo? Lanciate proposte

L'abbandono scriteriato è un problema. Quello delle vie dissestate pure. Ma cosa vogliono i cittadini? Chiedetelo a LeccePrima

LECCE - “La logica vi porterà da A a B. L’immaginazione vi porterà dappertutto”. E se l’ha detto Albert Einstein, lo scienziato per definizione, allora vediamo di usarla anche noi, comuni mortali leccesi, quest’immaginazione: si sa mai ci porti ad avere una città (più o meno) ideale. In fin dei conti, ci basterebbe sapere che fosse instradata giusto sui canoni minimi del vivere civile. Un obiettivo, raggiungibile, lo si dica francamente, in un paesone. Lecce non è certo una metropoli.  

E allora, cosa chiedono i leccesi e, in generale, chi vive Lecce ogni giorno, amandola e rispettandola come si fa con la propria sposa? Semplice. Che se qualcuno non riesce a nutrire gli stessi sentimenti, sia censurato con severità. Che se vi sono pecche e falle, si risolvano con sollecitudine. Che se vi sono problemi, sia aperto un canale per il dialogo. I matrimoni non possono essere d’interesse. Una città va amata con passione. E preservata.

Già, ma come? E, soprattutto, da dove iniziare?

Proviamo a girare la domanda a tutti voi, lettori. Forza: un po’ d’immaginazione. Cosa chiedete al nuovo sindaco Carlo Salvemini e alla Giunta che verrà? Mandateci suggerimenti, magari corredati con foto, se occorre. Saranno un pungolo che terrà vivo il dibattito e, speriamo, gli occhi spalancati. Perché il nuovo primo cittadino ha raccolto un testimone importante. E sta arrivando il momento di passare dalle parole ai fatti. Il cambiamento si deve percepire a pelle. Non può restare puro slogan o titolo di giornale.   

Abbiamo raccolto qui, oggi, alcune segnalazioni. Esempi di ciò che i leccesi, i salentini in genere che il capoluogo lo frequentano per lavoro e altri interessi, vedono e denunciano. A volte, con la frustrante sensazione che parole e iniziative siano fumo al vento. Ci sono sembrati emblematici di alcuni fra i problemi più avvertiti, e di cui si chiedere risoluzione, al più presto. Perché la città da cartolina non corrisponde sempre a quella reale.

In apertura c’è una foto scattata ieri da un professionista della provincia, che preferisce mantenersi anonimo. Ma più di lui, parla la fotografia, disturbante, miserabile, vergognosa, di un angolo di città abbandonato alla mercé dei comportamenti più ignobili. Una coreografia di spazzatura, fra cui spiccano persino pneumatici. Tutto questo in via Pozzuolo, nel rione San Pio. Magari non passaggio privilegiato del turista occasionale, ma pur sempre strada di una zona universitaria. “E mi fa schifo pure parcheggiare”, sbotta  su Whatsapp. “Il sindaco dovrebbe cominciare da qui”.

Su Facebook, intanto, nella stesa mattinata ci contatta un’altra persona. L’anonimato in questo caso è d’obbligo più che altro per ragioni di opportunità. Ci dice, infatti, che è in via di presentazione una denuncia presso il comando di polizia locale. Ci mostra un video (qui visibile), in cui si notano due persone, presumibilmente straniere, immortalate di notte mentre scaricano su via Leuca, all’altezza di un supermercato, sacchi pieni di spazzatura. In un paio di altri video vi sarebbero anche targa della loro auto e persino numero civico del luogo dal quale proverrebbero. Elementi che finiranno, appunto, in mano a chi dovrà svolgere approfondimenti.

Di certo, l’abbandono scriteriato di rifiuti sta diventando un problema sempre più denunciato e vissuto con disgusto da chi subisce l’onta del sacchetto sotto casa o davanti alla propria attività commerciale. Vi sono quartieri ormai oltre la soglia di vivibilità. E fu proprio Salvemini, nel novembre scorso, a sviscerare i dati di un fenomeno allarmante, dopo aver chiesto all’allora assessore al Patrimonio, Attilio Monosi, quale fosse la stima degli evasori della tassa sui rifiuti. Che poi è l’apice del problema: chi non paga, non accede al servizio di raccolta differenziata. Ergo, accumula e prima o poi deve scaricare. Bene. Ora il neo sindaco ha l’occasione di mettere una pezza laddove altri sono andati a passo di lumaca.

Un altro problema? Strade e marciapiedi impraticabili. Guardatevi ovunque. Rovine che persistono da anni, asfalto sconquassato (viale Grassi è il top: ci farebbe fatica a passare un cingolato), segnali divelti che restano per terra intere settimane. Un lettore, passato a trovarci in redazione qualche giorno addietro, sottolineando come in varie occasioni si sia rivolto agli uffici competenti, senza ottenere sempre risultati, ci ha lasciato in “omaggio” una piccola galleria degli orrori.

Sono foto scattate nei pressi del cavalcavia di via del Mare e nella vicina via Panareo, dove cordoli e marciapidi si commentano da sé. Ma vi sono anche alcune cartoline ricordo di viale Japigia, all’incrocio fra via Benedetto Croce e via Cesare Battisti, dove “il palo con i segnali stradali divelto, ubicato in viale Japigia, dopo circa 40 giorni di attesa è stato rimesso completo di segnali tutti nuovi” (40 giorni!) e di via Colonnello Archimede Costadura, dove il cartello precipitato è stato rimosso, anche in questo caso a distanza di diverse settimane. Peccato che il buco nel marciapiede sia ancora lì, rischiando di azzoppare qualche passante.

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E allora, sotto con i suggerimenti. Cosa non va a Lecce e cosa si dovrebbe fare, prima di tutto, per migliorare? Inviate una mail a redazione@lecceprima.it. Inserite come oggetto: “Consigli per la città”, specificate nome e cognome e se preferite restare anonimi. L’importante è che le segnalazioni siano serie e circostanziate.     

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