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La lapide di Matteotti torna in piazzetta Castromediano. "Cadde da martire"

Oggi la posa dell'epigrafe commemorativa del politico assassinato sotto il fascismo. La richiesta era stata avanzata da tre cittadini leccesi. Alla cerimonia presente il vicesindaco Tessitore. "Il recupero della memoria di quanti si immolarono ignifica salvaguardare un patrimonio storico e morale

LECCE – La lapide commemorativa intitolata all’onorevole Giacomo Matteotti è tornata in piazzetta Sigismondo Castromediano. Il ricollocamento è avvenuto significativamente nel 70° anniversario della sua posa originaria, nonché nel giorno del 90° anniversario del suo barbaro assassinio per mano fascista. La sua colpa, quella di aver denunciato il 30 maggio del 1924 le violenze e le prevaricazioni che avevano caratterizzato le elezioni del 6 aprile di quell'anno. 

L'omicidio, che circa un anno dopo fu rivendicato, dal punto di vista politico, direttamente da Benito Mussolini, provocò grande sgomento in tutto il Paese e nelle settimane successive la forza crescente del movimento delle camicie nere, oramai prossimo alla fase totalitaria, vacillò per i dubbi di tanti comuni cittadini.

Infatti, se prima della morte di Matteotti, milioni di italiani avevano visto nel fascismo l'unico strumento per ridare credibilità e autorevolezza allo Stato liberale in crisi, si resero conto invece, in quella drammatica circostanza, che la violenza politica avrebbe portato il Paese in un tunnel. E per paura, come già accadeva anche prima dell'assassinio, in molti si piegarono ad una sottimissione passiva, mai intimamente accettata.

La richiesta di ripristinare l'epigrafe era stata avanzata al sindaco Paolo Perrone da tre cittadini leccesi: Enzo Bianco, Valentino De Luca e Pasquale Poso (a quest’ultimo anche l’onore di scoprirne la lapide, oggi). Il primo cittadino ha accolto l’invito e ha fatto ricollocare l’epigrafe lì dove era già posizionata in passato, sul muro perimetrale di Palazzo Carafa, precisamente sul lato che si affaccia sulla piazzetta.

Alla cerimonia hanno preso parte il vicesindaco di Lecce, Carmen Tessitore e autorità civili e militari, oltre ad una rappresentanza del consiglio comunale dei ragazzi e a due studentesse del liceo classico “Giuseppe Palmieri” di Lecce che hanno letto l'ultimo intervento parlamentare  L'epigrafe commemorativa venne scoperta l'11 giugno del 1944 e fu dettata dall'illustre professor Francesco Stampacchia.

“Il recupero della memoria di quanti si immolarono per opporsi al consolidamento di un regime dispotico e ad una avventura rivelatasi senza ritorno – ha sottolineato il vicesindaco Carmen Tessitore, riferendosi al periodo del fascismo e a Benito Mussolini - significa salvaguardare un patrimonio storico e morale di ideali e di valori da tramandare alle giovani generazioni”.

“Giacomo Matteotti cadde da martire”, ha aggiunto il vicesindaco. “La parola, tradotta dalla lingua greca, significa testimone: martire e dunque testimone. Ed il significato del suo martirio, oggi, pur in un contesto caratterizzato da sconvolgenti trasformazioni, rimane vivo in tutta la sua pregnante provocazione”. 

La lapide, testualmente, recita: “Al tuo martirio le sorti d’Italia ondeggiarono un tratto ma la forza del male prevalse; oggi il tuo nome proclama effimere le vittorie degli egoismi bruti sopra l’idea. La sezione socialista di Lecce, 1 maggio 1944”.  

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