Sanitaservice verso la modifica delle linee guida. Usb: “E’ il primo passo”

Vertice presso l’assessorato regionale alla Sanità con tutti i direttori generali delle Asl e gli amministratori delle società in house. Usb: “Ci si è impegnati a modificare quelle norme superate dalla legge nazionale e si guarda all’internalizzazione di nuovi servizi”

Martello e Palazzo durante una recente manifestazione su tetto del Fazzi

BARI – Il primo passo verso una modifica delle linee guida regionali che ponevano dei paletti alle Sanitaservice è stato compiuto. Almeno questo è il parere del sindacato Usb che il 15 aprile ha indetto l’ennesimo sciopero dei lavoratori di tutte le società in house pugliesi, battendo il chiodo su alcuni punti fermi. E cioè manifestando contro la possibile esternalizzazione di alcuni servizi già affidati alle Sanitaservice ( come il servizio informatico e manutenzione del verde presso l’azienda sanitaria leccese); il mancato passaggio a tempo pieno di tutti dipendenti ancora fermi al part-time; la mancata internalizzazione di alcuni servizi, nello specifico quello delle pulizie a Taranto e Brindisi, il servizio emergenza urgenza 118, il facchinaggio e via dicendo. L’imponente manifestazione che si è tenuta sul lungomare Nazario Sauro, ai piedi del competente assessorato regionale, ha avuto come effetto quello di accelerare un incontro con i vertici della sanità pugliese

E di fatti il tavolo tecnico si è tenuto ieri, 23 aprile ed ha visto la partecipazione dell’assessore regionale al Welfare Elena Gentile, dei direttori generali delle Asl pugliesi e gli amministratori unici di tutte le Sanitaservice.  La discussione si è incentrata sulle modifiche, richieste dall’Unione sindacale di base, delle linee guida regionali approvate  il 3 dicembre 2013 che avrebbero messo a rischio “chiusura” le società in house pugliesi. “Gli orpelli normativi della Regione  – spiegano i sindacalisti - non hanno più ragione di esistere perché lo stesso legislatore, con la legge di bilancio 2014, ha cassato tutte quelle norme che erano state recepite dalle linee guida pugliesi”.

 Elena Gentile ed i tecnocrati del suo assessorato hanno preso atto della denuncia formulata da Usb ed al fine accelerare i tempi si sono impegnati, sin da subito, ad emanare una disposizione ai direttori generali e agli amministratori delle società in house nella quale dichiarano la cancellazione di quelle norme, in quanto superate dalle leggi nazionali.

Usb ha voluto assicurarsi, tuttavia, che quelle stesse  linee guida venissero riscritte in modo “da non permettere a nessuno di metterci le mani con gravi ripercussioni per i lavoratori e per i servizi”. Ed anche in questo caso l’assessorato regionale avrebbe fornito le adeguate garanzie.  

Durante l’incontro si è anche discusso della prosecuzione dell’internalizzazione dei servizi ed i vari direttori generali hanno fatto il punto della situazione, indicando dei tempi certi per l’internalizzazione di alcuni servizi come l’Udt foggiane  che saranno internalizzate a partire dal 1° giugno; il servizio farmacia del Policlinico di Bari anch’ esso dal 1° giugno, così come le mansioni di pulizia a Brindisi e Taranto e altri servizi (Cup e trasporto dializzati ) che a breve entreranno nelle società in house.

In conclusione del vertice l’assessore ha comunicato che, a partire dal 12 maggio, si aprirà il confronto con le organizzazioni sindacali relativo ad una possibile gestione diretta del servizio 118 regionale, attualmente affidato alle associazioni di volontariato. Una notizia, questa, attesa da centinaia di lavoratori che continuano a prestare servizio privi di una concreta prospettiva  di migliorare la propria condizione di vita e di lavoro, a fronte di una professione svolta con abnegazione e professionalità.

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Secondo Usb “ la caparbietà e la volontà dei lavoratori potrà determinare una svolta definitiva alla precarietà, e solo la loro caparbietà e capacità di sopportazione delle sofferenze subite potranno mettere alla porta del servizio pubblico quanti, sinora, si sono arricchiti alle loro spalle e sulle tasche dei cittadini pugliesi”.

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