"Sicurezza in spiaggia? Tutto dipenderà dai bagnanti": l'avviso del sindaco di Lecce

Il governo non ha risorse sufficienti da destinare ai Comuni per la sorveglianza. Salvemini: "Serve collaborazione dei cittadini. Abbiamo mappato gli arenili e siamo pronti a partire"

Bagnanti sui ruderi del Molo di Adriano, a San Cataldo.

LECCE – Dalla prossima settimana via libera alla stagione balneare. Torneremo a nuotare e a goderci le spiagge salentine, quindi, ma a quale condizione? La risposta è sempre la stessa, da tre mesi a questa parte: serve prudenza e senso di responsabilità per non ripiombare nell'incubo dei contagi da Covid-19. Il mantenimento delle distanze di sicurezza interpersonali diventerà, però, una questione affidata al buonsenso di ciascuno. Di più non si può fare, avverte il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, perché mancano le risorse.

“Tutto dipende da noi: se saremo bravi e prudenti anche in spiaggia potremo goderci il nostro splendido mare”, ha chiosato il primo cittadino che ha affidato ad un post su facebook una riflessione sul tema della gestione degli accessi alle spiagge libere per la prossima stagione. Il riferimento è quello della videoconferenza che si è tenuta il 19 maggio tra Regione Puglia, Anci e altri sindaci di Comuni costieri pugliesi per fare il punto della situazione e capire come regolarsi dopo la pubblicazione dell'ultimo decreto del presidente del Consiglio dei ministri.

“Rispetto alle preoccupazioni per tempo espresse sulle complicazioni di garantire rispetto del distanziamento e divieto di assembramenti nelle marine prese d'assalto dai bagnanti, ho evidenziato – scrive il sindaco Salvemini – che il governo ha ritenuto di doversi affidare alla responsabilità individuale, rivolgendo alle amministrazioni comunali un semplice suggerimento circa la presenza di addetti alla sorveglianza”.

In altre parole, l'esecutivo ci si è reso di non avere risorse da destinare agli enti locali per garantire, in spiaggia, la presenza di personale adeguatamente formato, capace di informare gli utenti e intervenire per sgomberare eventuali assembramenti. Di conseguenza, l'unico strumento a disposizione sarà quello della collaborazione spontanea dei cittadini. Salvemini ha quindi invitato l’assessore regionale al ramo, Raffaele Piemontese a preparare una campagna di informazione, sensibilizzazione, responsabilizzazione alla fruizione in sicurezza delle spiagge libere pugliesi con cartellonistica multilingue da posizionare lungo la linea di costa dei vari comuni.

Di più al momento è impossibile assicurare e prevedere. “Né è percorribile, per valutazione unanime, che compiti così impegnativi e delicati come il controllo e la vigilanza possano essere delegati a volontari della Protezione civile o ai percettori di reddito di cittadinanza”, ha puntualizzato il sindaco. Il Comune di Lecce ha comunque giocato d'anticipo, in previsione di eventuali risorse straordinarie stanziate dal governo, così come richiesto da Anci, per assicurare la sorveglianza.

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“Noi siamo pronti – ha avvisato Salvemini -: abbiamo mappato e suddiviso gli arenili in specifiche unità gestionali costiere e calcolato le singole capienze per fascia oraria; abbiamo predisposto come per i parchi una piattaforma di registrazione per garantire accesso contingentato per prevenire assembramenti”.

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