Decreto rilancio e sviluppo del Salento, se ne parla con il ministro Boccia

Il titolare del dicastero per gli Affari regionali e autonomie sarà ospite venerdì 31 luglio della sede leccese di Confindustria

Al centro, il ministro Boccia (repertorio).

LECCE – Quale futuro per lo sviluppo e l’economia del Salento, in questa fase così delicata per tutto il Paese? Se ne parlerà venerdì 31 luglio, alle 17,30, presso la sede di Confindustria Lecce con il ministro per gli Affari regionali e le autonomie Francesco Boccia. L’evento rientra nell’ambito di un ciclo di incontri istituzionali promosso per conoscere e approfondire le opportunità offerte dalle recenti misure di rilancio e presentare le istanze degli attori economici del territorio. Il 25 luglio scorso è già stato ospite degli industriali leccesi il viceministro dell’Economia Antonio Misiani.

Confindustria parte dal presupposto che l’emergenza sanitaria causata dalla pandemia di Covid-19 si sia innestata su un tessuto di suo già fragile, che ha pagato e sta ancora pagando effetti deteriori sul fronte dei conti delle piccole e medie imprese, della liquidità e della tenuta stessa dell’intero sistema economico, provato proprio nei segmenti fino a poco tempo prima trainanti.

Secondo Confindustria Lecce, il Decreto rilancio, appena varato, va nella giusta direzione nell’ottica di una ripresa; tuttavia, perché sia duratura e che consenta alle imprese salentine di ripianare i debiti accumulati e ripartire con efficienza ed efficacia, occorreranno misure di sostegno ai processi di investimento, di riorganizzazione produttiva e finalizzate alla salvaguardia occupazionale.

“E’ per noi un momento particolarmente importante”, afferma il presidente di Confindustria Lecce Giancarlo Negro. “Prima del Covid-19 avevamo redatto un Piano di sviluppo con le priorità per ridare slancio al territorio, puntando su tre cluster fondamentali: sistema moda, innovazione tecnologica, turismo e territorio. Tali cluster – aggiunge - prevedevano una serie di azioni, in tempi certi, per favorire la crescita e la competitività del Salento”.

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“Di pari passo a tali iniziative - prosegue Negro -, Confindustria Lecce chiedeva interventi decisivi per mettere il territorio nelle stesse condizioni del resto del Paese, in materia di infrastrutture materiali (trasporti e logistica) ed immateriali (Formazione e lavoro, Zes e politiche integrate per lo sviluppo industriale, Identità e brand di territorio, Burocrazia, legalità e giustizia). Sono scelte non più rinviabili, dalle quali dipende il futuro nostro e delle prossime generazioni. Le misure, per la maggior parte, ci sono, occorre ora dare il via alla stagione degli interventi, anche per sburocratizzare il Paese ed immettere liquidità nel sistema delle imprese, con l’obiettivo - conclude - di creare le condizioni più opportune per il loro rilancio”.

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